Rinunciare all’ascensore e scegliere le scale potrebbe fare la differenza tra vivere di più o vivere di meno. Lo sostiene una nuova ricerca dell’Università dell’East Anglia, appena pubblicata sull’American Journal of Cardiovascular Drugs e rilanciata in queste ore da testate di tutto il mondo. Gli autori hanno analizzato i dati di oltre 480.000 persone, seguite per una media di 14 anni. Chi sale regolarmente le scale ha un rischio di morte cardiovascolare inferiore del 39% rispetto a chi non lo fa, un gesto quotidiano e gratuito che i ricercatori definiscono un intervento di salute pubblica “realistico e scalabile”.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Una revisione di 9 studi su oltre 480.000 persone conferma i benefici delle scale per il cuore. Chi le sale regolarmente ha il 39% di rischio in meno di morte cardiovascolare e il 24% in meno di morte per qualsiasi causa.
- La ricerca è stata condotta dall’Università dell’East Anglia e dal Norfolk and Norwich University Hospital. È stata pubblicata sull’American Journal of Cardiovascular Drugs, dopo essere stata presentata al congresso ESC Preventive Cardiology.
- Chi sale le scale con regolarità si ammala meno spesso di infarto, ictus e insufficienza cardiaca.
- Circa sei rampe al giorno sembrano offrire il beneficio maggiore, ma per gli autori servono altri studi per definire la “dose” ideale.
- I ricercatori avvertono che l’attività non è indicata per chi soffre di problemi di mobilità o di patologie articolari.
Lo studio: quasi mezzo milione di persone seguite per 14 anni
Il gruppo di ricerca, guidato dalla dottoressa Sophie Paddock e dal professor Vassilios Vassiliou della Norwich Medical School, ha passato al setaccio quasi 1.900 studi scientifici sull’argomento. Alla fine ne sono stati selezionati nove, considerati di qualità sufficientemente alta da entrare nella meta-analisi finale. Insieme, questi lavori includono i dati di 480.479 persone, seguite in media per 14 anni.
Il campione comprendeva sia adulti sani sia persone con una storia di infarto o di malattia arteriosa periferica. L’età variava dai 35 agli 84 anni, e più della metà dei partecipanti erano donne. Uno spettro ampio, che rende i risultati più solidi rispetto a studi condotti su gruppi piccoli o omogenei.
Il confronto tra chi saliva le scale con regolarità e chi non lo faceva ha mostrato una differenza netta. I primi avevano il 39% di probabilità in meno di morire per una causa cardiovascolare e il 24% in meno di morire per qualsiasi causa. Anche il rischio di sviluppare infarto, ictus o insufficienza cardiaca risultava più basso.
“Usare le scale è un modo pratico e spesso sottovalutato per integrare l’attività fisica nella vita quotidiana”, ha spiegato Vassiliou. La dottoressa Paddock ha aggiunto che l’associazione tra questa abitudine e la riduzione del rischio è rimasta costante in tutti gli studi analizzati, anche dopo aver aggregato i dati.
Perché un gesto così semplice fa bene al cuore
Le scale obbligano il corpo a un piccolo sforzo intenso e improvviso. Il battito cardiaco sale rapidamente e i muscoli delle gambe lavorano contro la gravità. In pochi secondi si attivano meccanismi simili a quelli di un allenamento a intervalli. Gli autori dello studio citano ricerche precedenti secondo cui bastano pochi minuti di scale, ripetuti più volte a settimana, per migliorare la forma cardiorespiratoria e abbassare il colesterolo.
A differenza della corsa o della palestra, le scale non richiedono attrezzatura, abbonamenti o tempo dedicato: si trovano a casa, in ufficio, in stazione. Per questo i ricercatori la considerano un’attività accessibile, capace di intercettare anche chi non ha tempo o possibilità di allenarsi in modo strutturato.
Il tema riguarda una fetta enorme della popolazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 31% degli adulti nel mondo non raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati. Si tratta di circa 1,8 miliardi di persone, che non arrivano ai 150 minuti settimanali di intensità moderata consigliati. Chi è insufficientemente attivo ha un rischio di morte superiore del 20-30% rispetto a chi si muove a sufficienza, ricorda l’OMS.
In questo contesto, spiegano gli autori dello studio, integrare le scale nella routine quotidiana rappresenta un intervento di sanità pubblica realistico. Non dipende da risorse economiche, né richiede grandi cambiamenti di abitudini.
Quante rampe servono e chi deve fare attenzione
Uno degli studi inclusi nella meta-analisi, condotto su un’ampia coorte, suggerisce che salire circa sei rampe di scale al giorno porti i benefici maggiori per il cuore. Gli stessi autori, però, invitano alla cautela: la “dose” ottimale di scale non è ancora stata definita con precisione, e serviranno altre ricerche per stabilirla.
Il messaggio pratico resta comunque semplice: quando è possibile scegliere tra ascensore e scale, meglio le scale, anche solo per un piano. Anche brevi salite, ripetute nel corso della giornata, sembrano avere un effetto misurabile sulla salute cardiovascolare, secondo i dati raccolti dai ricercatori britannici.
C’è però un’avvertenza importante. Gli autori sottolineano che salire le scale “potrebbe non essere adatto a tutti, in particolare a chi ha problemi di mobilità o patologie articolari”. Meglio parlarne con il proprio medico o fisioterapista prima di introdurre nuove abitudini di movimento, valutando alternative a basso impatto sulle articolazioni.
Restano comunque valide anche le altre strategie di prevenzione cardiovascolare, dagli allenamenti brevi e intensi al controllo del consumo di alcol, che in altri studi recenti hanno mostrato benefici altrettanto concreti per il cuore.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Lo studio non fissa un numero preciso di volte a settimana, ma osserva che la costanza conta più dell’intensità: anche brevi salite ripetute nella routine quotidiana sono associate a un rischio più basso di morte cardiovascolare.
Un’ampia coorte inclusa nell’analisi ha suggerito che circa sei rampe al giorno diano il beneficio maggiore, ma gli autori sottolineano che servono ulteriori ricerche per confermare questa soglia con certezza.
No, ma possono integrare l’attività fisica quotidiana in chi ha poco tempo. Restano comunque validi gli altri tipi di esercizio, soprattutto per chi punta a obiettivi di forma fisica più ampi.
Gli autori dello studio avvertono che questa attività potrebbe non essere adatta a chi ha problemi di mobilità o patologie articolari: in questi casi è meglio consultare un medico prima di introdurla nella routine.
I risultati erano stati presentati al congresso ESC Preventive Cardiology 2024, ma la pubblicazione sulla rivista peer-reviewed American Journal of Cardiovascular Drugs è arrivata solo nell’agosto 2026, riportando la ricerca all’attenzione internazionale.
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Fonti
Il comunicato ufficiale della European Society of Cardiology sulla presentazione dello studio al congresso ESC Preventive Cardiology 2024. Leggi la fonte
L’articolo dell’agenzia di stampa Adnkronos sulla pubblicazione dello studio sull’American Journal of Cardiovascular Drugs. Leggi la fonte
L’approfondimento del quotidiano Il Messaggero sui benefici cardiovascolari confermati dalla ricerca. Leggi la fonte
La scheda informativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui livelli di attività fisica raccomandati e sui rischi della sedentarietà. Leggi la fonte





