Dossier Salute

Vaccino Covid 2026/2027: chi può farlo e cosa prevede la circolare

infermiera somministra un vaccino nel braccio di una donna adulta in un ambulatorio luminoso.

Il vaccino Covid 2026/2027 è al centro della nuova circolare del Ministero della Salute. Il richiamo annuale usa Comirnaty XFG, aggiornato alla variante XFG di SARS-CoV-2. È raccomandato agli over 60, agli operatori sanitari, alle donne in gravidanza e alle persone fragili.

di Lavinia Giganti | Giornalista| Dossier Salute

In sintesi

  • Il vaccino Covid 2026/2027 è un richiamo annuale con Comirnaty XFG, aggiornato alla variante XFG.
  • La circolare del Ministero raccomanda il richiamo a over 60, operatori sanitari, gravide e persone fragili.
  • La co-somministrazione con l’antinfluenzale è possibile, salvo diverse indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.
  • Nella fase iniziale hanno priorità over 80, lungodegenti, persone molto fragili e operatori sanitari.
  • Le Regioni devono coinvolgere medici di famiglia, pediatri, farmacie e prenotazione online.

Vaccino Covid 2026/2027: cosa prevede la circolare del Ministero

Il vaccino Covid 2026/2027 è la dose di richiamo offerta nella campagna autunnale e invernale italiana. Lo ha stabilito una circolare del Ministero della Salute, diffusa nei primi giorni di ottobre 2026. La notizia è stata riportata da Quotidiano Sanità il 6 ottobre. Il documento si intitola “Indicazioni e raccomandazioni per la campagna di vaccinazione autunnale/invernale 2026/2027 anti COVID-19”. Porta la firma di Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie.

Una circolare è un atto con cui il Ministero dà indicazioni operative a Regioni e Province autonome. Non è una legge. Orienta però l’organizzazione concreta della campagna sul territorio. In questo caso il testo si basa su evidenze scientifiche recenti. Richiama i documenti dell’OMS e dell’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco. Cita anche quelli dell’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali, e dell’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il Ministero ha inoltre sentito il Consiglio Superiore di Sanità.

Il vaccino scelto è Comirnaty XFG. È già autorizzato da EMA e AIFA. È indicato per la prevenzione di Covid-19 a partire dai 6 mesi di età. Il Ministero lo ha a disposizione in base al contratto in essere. La distribuzione alle Regioni e alle Province autonome è indicata come prossima. La sigla XFG identifica la variante di SARS-CoV-2 su cui la formula è stata aggiornata. I virus respiratori cambiano nel tempo. Per questo i vaccini vengono adattati ogni anno alle varianti in circolazione.

La circolare precisa anche che le indicazioni non sono definitive. Potranno cambiare in base all’andamento epidemiologico. Potranno cambiare davanti a nuove evidenze scientifiche. E potranno cambiare se arriveranno vaccini aggiornati a nuove varianti. Il quadro, quindi, resta aperto ad aggiornamenti nel corso della stagione.

Chi può fare il richiamo e chi ha la priorità

Il richiamo è offerto gratuitamente alle categorie indicate nell’allegato 2 della circolare. La dose è annuale. Una recente infezione da SARS-CoV-2 non rappresenta una controindicazione. Il documento lo ribadisce anche per chi si è infettato dopo il richiamo precedente.

Le categorie raccomandate sono cinque. La prima comprende le persone dai 60 anni in su. La seconda riguarda gli ospiti delle strutture per lungodegenti. La terza include le donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre, e quelle nel post-partum, comprese le donne che allattano. La quarta è formata dagli operatori sanitari e sociosanitari, dagli studenti di medicina e delle professioni sanitarie in tirocinio e dal personale in formazione. La quinta riguarda le persone tra i 6 mesi e i 59 anni con elevata fragilità.

L’elenco delle fragilità è lungo. Comprende le malattie respiratorie croniche, come l’asma grave e la BPCO, la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Include le malattie cardiocircolatorie e cerebrovascolari, con l’esclusione dell’ipertensione isolata. Rientrano il diabete e altre malattie endocrine gravi. Rientrano l’obesità con indice di massa corporea superiore a 30, la dialisi e l’insufficienza renale cronica. Figurano anche i tumori del sangue in trattamento, i trapianti, le immunodeficienze, la sindrome di Down e le disabilità gravi. Il documento avverte che l’elenco potrebbe non essere esaustivo.

La vaccinazione è consigliata anche a familiari, conviventi e caregiver delle persone con gravi fragilità. Il motivo è semplice. Chi assiste una persona fragile può trasmetterle l’infezione. Vaccinare chi sta intorno riduce questa possibilità.

Nella fase di avvio della campagna la priorità va a quattro gruppi. Sono gli over 80 e gli ospiti delle lungodegenze. Seguono le persone con elevata fragilità, in particolare con una marcata compromissione del sistema immunitario. Chiudono gli operatori sanitari e sociosanitari. Resta comunque possibile vaccinarsi anche per chi non rientra in nessuna categoria.

Co-somministrazione, sicurezza e organizzazione regionale

La circolare ammette la co-somministrazione. Significa fare due vaccini diversi nella stessa seduta. Vale in particolare per l’antinfluenzale. La scheda tecnica di Comirnaty XFG cita anche il vaccino pneumococcico coniugato, dai 18 anni di età. Cita il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) a proteina ricombinante non adiuvato. Dai 65 anni è prevista la possibilità di abbinare l’antinfluenzale ad alta dose e il vaccino RSV. Restano valide le valutazioni cliniche del singolo caso.

Sul fronte della sicurezza, il documento richiama le avvertenze della scheda tecnica. Sono possibili reazioni allergiche gravi. Per questo è previsto un monitoraggio di almeno 15 minuti dopo l’iniezione. Chi ha avuto un’anafilassi con una dose precedente di Comirnaty non riceve ulteriori dosi. Viene segnalato anche un rischio aumentato di miocardite e pericardite. Sono infiammazioni del muscolo del cuore e della membrana che lo avvolge. Compaiono soprattutto entro 14 giorni, più spesso dopo la seconda dose e nei maschi giovani. La maggior parte dei casi si risolve, ma alcuni sono stati gravi.

Gli effetti molto comuni sono invece lievi e passeggeri. Si tratta di dolore e gonfiore nel punto di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari e articolari, brividi e febbre. La scheda tecnica ricorda inoltre che la protezione può risultare incompleta fino a 7 giorni dopo la vaccinazione. Gli operatori sono invitati a segnalare le reazioni avverse all’AIFA. Possono farlo anche i cittadini.

Spetta alle Regioni organizzare la campagna. Devono coinvolgere i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le farmacie e la rete specialistica, comprese le lungodegenze. Devono offrire la vaccinazione in modo attivo e rafforzare la comunicazione. Deve inoltre essere possibile prenotare tramite la piattaforma regionale online.

Per il lettore, il passo successivo è informarsi presso la propria Regione e la propria ASL. Lì si trovano date, sedi e modalità di prenotazione. Questo articolo non fornisce indicazioni cliniche personali. Chi ha dubbi sulla propria situazione può rivolgersi al medico di famiglia o a un centro vaccinale.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo

Domande frequenti (FAQ)

È il richiamo annuale della campagna autunnale e invernale. Usa Comirnaty XFG, un vaccino aggiornato alla variante XFG di SARS-CoV-2. È autorizzato da EMA e AIFA dai 6 mesi di età.

La circolare indica gli over 60, gli ospiti delle lungodegenze, le donne in gravidanza o nel post-partum, gli operatori sanitari e le persone con elevata fragilità tra i 6 mesi e i 59 anni.

Secondo la circolare del Ministero della Salute la dose di richiamo è annuale. Un’infezione recente da SARS-CoV-2 non è una controindicazione alla vaccinazione.

Sì, la co-somministrazione è possibile salvo diverse indicazioni d’uso o valutazioni cliniche. Per il caso personale conviene chiedere al medico di famiglia o al centro vaccinale.

Le Regioni devono attivare medici di famiglia, pediatri, farmacie e una piattaforma di prenotazione online. Date e sedi dipendono dalla Regione e dalla ASL di residenza.

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