Dossier Salute

Cuore sotto assedio: 4 italiani su 10 a rischio alto. “Fino all’80% degli infarti si può evitare”

Cuore sotto assedio

Il dato che scuote l’Italia: siamo un Paese a rischio

La fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità attraverso la sorveglianza PASSI 2023-2024 è brutale: 4 italiani su 10 presentano almeno tre fattori di rischio cardiovascolare-tra sedentarietà, fumo, eccesso ponderale, scarso consumo di frutta e verdura, diabete, ipertensione e ipercolesterolemia-e soltanto il 2% è completamente libero da fattori noti. Numeri che coincidono con la narrazione della Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre), secondo cui fino all’80% degli eventi cardiovascolari è prevenibile con scelte e cure adeguate. Lo affermano in coro fonti istituzionali e autorevoli media italiani.

In circa quattro casi su cinque questi eventi potrebbero essere evitati,” ricorda Emanuela Folco, Presidente Fondazione Italiana per il Cuore, richiamando all’azione su ipertensione, colesterolo LDL elevato, diabete, tabagismo/uso di droghe e obesità. Nello stesso speciale, Massimo Grimaldi (Presidente ANMCO) incalza: “La prevenzione è la prima arma.” Sono parole che, tolte dallo studio televisivo e inserite nel contesto reale delle nostre abitudini, suonano come un ultimatum sanitario.

Il peso dei numeri (e delle disuguaglianze)

L’ipertensione cresce dal ≈2% prima dei 35 anni al 33% tra i 50-69enni; è più frequente negli uomini (20% vs 16%), mentre l’ipercolesterolemia sale fino al 30% nei 50-69enni ed è più frequente nelle donne. Entrambe le condizioni si associano a eccesso ponderale e a svantaggio socioeconomico.

Il paradosso del sale: lo vediamo, ma lo sottovalutiamo

“Attenti al cucchiaino”: metà Paese prova a ridurlo, ma non basta

Secondo i dati PASSI, il 57% degli adulti dice di ridurre il sale; il 78% sceglie sale iodato (47% sempre, 15% spesso). Bene? Sì, ma non abbastanza: l’eccesso di sodio è ancora una delle leve silenziose dell’ipertensione e, quindi, del rischio cardiovascolare.


Perché il sale “fa notizia” proprio oggi

Il Ministero della Salute lega la Giornata Mondiale del Cuore a un messaggio operativo: “fino all’80% dei decessi prematuri si può evitare”-anche riducendo il sale, muovendosi di più, smettendo di fumare e curando ipertensione, colesterolo, diabete.

Dal talk show alla vita vera: cosa significa “prevenzione” quando il rischio è già in casa

Non basta dire che sappiamo cosa fare: dobbiamo farlo,” ammonisce ancora Grimaldi (ANMCO), spostando l’ago dalla teoria ai comportamenti. Domenico Gabrielli (Fondazione “Per il Tuo Cuore”) richiama la salute mentale: stress, ansia e depressione sono benzina sul fuoco del rischio cardiaco, peggiorano l’aderenza alle terapie e la prognosi.

Le cinque mosse che abbassano il rischio (e fanno risparmiare vite e miliardi)

  1. Controllare la pressione arteriosa: misurazioni regolari, riduzione del sale, aderenza a farmaci antipertensivi. (ISS/EpiCentro)
  2. Ridurre il colesterolo LDL: dieta povera di grassi saturi, fibre più alte, statine/ezetimibe quando prescritto. (ANSA)
  3. Smettere di fumare: la singola scelta più rapida per ridurre eventi e mortalità. (Ministero della Salute)
  4. Muoversi tutti i giorni: 150 minuti/settimana di attività moderata o 75 di vigorosa.
  5. Gestire diabete e peso: target glicemici, dieta mediterranea, follow-up.

 

Chi rischia di più? L’identikit (scomodo) del cuore italiano

Età, sesso, territorio, istruzione: le faglie che dividono

  • Età: salendo di decade, salgono ipertensione e ipercolesterolemia.
  • Sesso: ipertensione più negli uomini, colesterolo alto più nelle donne.
  • Status socioeconomico: fattori più diffusi tra chi ha minori risorse.
  • Mappe geografiche: differenze territoriali con svantaggio del Nord per la quota di ipercolesterolemia riportata in PASSI (con eccezioni regionali).

Il costo dell’inazione

Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Italia (222.717 decessi nel 2022): il Ministero della Salute ricorda la portata sanitaria ed economica del problema e ribadisce la strategia nazionale di prevenzione (PNP 2020-2025).

Allarme rosso: il “rischio multiplo” si somma (e si moltiplica)

Quando tre o più fattori convivono nello stesso individuo, il rischio globale non è la semplice somma dei pezzi: è una miccia corta. Fumo + ipertensione + LDL alto crea un ambiente pro-aterosclerotico che accelera la formazione di placche e favorisce infarto e ictus. PASSI ci dice che 40% degli adulti è in questa categoria “esplosiva”.

Folco (Fondazione Italiana per il Cuore): “È qui che si vince o si perde: ipertensione, colesterolo, diabete, obesità, fumo. Se non li aggrediamo insieme, non cambieremo la curva degli infarti e degli ictus”.

Dalla “consapevolezza” all’azione: cosa fare oggi (non domani)

Screening e controlli: la base di tutto

  • Misura pressoria a riposo (braccio all’altezza del cuore, bracciale adeguato), più volte e in giorni diversi.
  • Profilo lipidico completo (con LDL diretto o calcolato); ripetizione secondo giudizio clinico.
  • Glicemia (o HbA1c), BMI e circonferenza vita.

 Stile di vita: la terapia che non si prescrive in ricetta (ma che salva)

  • Alimentazione: modello mediterraneo, meno sale, meno zuccheri e grassi saturi, più fibre.
  • Attività fisica: cammino quotidiano e allenamento di resistenza; nei soggetti a rischio, programma supervisionato.
  • Stop fumo: counseling + terapia sostitutiva/farmaci se indicati.

 

Aderenza e follow-up: il tallone d’Achille

La mancata aderenza costa vite (e miliardi),” è l’avvertimento che trapela dalle società scientifiche citate nello speciale di Repubblica. Ogni salto di terapia-antipertensivi, ipolipemizzanti, antiaggreganti-riapre le porte agli eventi.

Il messaggio della Giornata Mondiale del Cuore: “Use heart” (usiamo la testa, salviamo il cuore)

La World Heart Federation rilancia l’hashtag della campagna globale per il 29 settembre. Ma il claim social, da solo, non basta: in Italia il Ministero ricorda che “prevenzione, identificazione precoce e accesso alle cure” possono evitare l’80% dei decessi prematuri.

Parole chiave (vere) e promemoria per tutti

  • malattie cardiovascolari
  • rischio cardiovascolare
  • Giornata Mondiale del Cuore
  • prevenzione
  • ipertensione
  • ipercolesterolemia
  • sale iodato
  • sovrappeso/obesità
  • fumo
  • diabete

 

“La tempesta perfetta” del cuore italiano (perché il tono deve essere grave)

Se quattro italiani su dieci hanno tre o più fattori di rischio, l’Italia vive una tempesta perfetta: stili di vita critici, disuguaglianze sociali, differenze territoriali e aderenza terapeutica imperfetta. Ogni minuto che perdiamo, la placca guadagna terreno. E la notizia più dura è proprio questa: non serve un nuovo farmaco miracolososerve far bene ciò che già sappiamo.

Per approfondire

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Fonti 

  1. EpiCentro-ISS (PASSI 2023-2024) – dati ufficiali su rischio cardiovascolare e consumo di sale: epicentro.iss.it/passi
  2. Ministero della SaluteWorld Heart Day e prevenzione: salute.gov.it – World Heart Day
  3. la Repubblica – Sportello Cuore – speciale con dati PASSI e voci degli esperti: articolo del 28/09/2025
  4. ANSA – lancio nazionale su fattori di rischio 2023-2024: notizia del 25/09/2025
  5. Tgcom24 – approfondimento su PASSI e differenze per sesso/età: servizio del 29/09/2025

foto:freepik

La redazione – Lavinia Giganti

FAQ

Che il 40% degli adulti (18-69 anni) ha almeno tre tra: fumo, sedentarietà, eccesso di peso, poca frutta/verdura, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia

Le stime WHF e Ministero indicano che fino all’80% di decessi ed eventi prematuri si possono evitare con stili di vita, screening e aderenza alle cure.

Sì, lo iodio è utile alla tiroide e metà degli italiani già riduce il sale; ma l’obiettivo resta diminuire la quantità totale di sodio

Ipertensione più negli uomini; colesterolo alto più nelle donne (e in aumento con l’età)

Pressione, profilo lipidico, glicemia/HbA1c, peso e, se indicato, ECG e ulteriori accertamenti. Consulta il medico.

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