Intervista al dott. Andrea Macchi – approfondimenti di Angelica Scordamaglia, editor di redazione
Con l’arrivo dell’estate torna anche il dubbio di sempre: la medicina estetica va messa in pausa durante la bella stagione, o esistono trattamenti compatibili con il sole? In realtà oggi molte procedure permettono di preparare la pelle all’esposizione solare e di recuperarne luminosità e idratazione al rientro dalle vacanze.
L’importante, come spiega il dott. Andrea Macchi, ospite di Radio Dossier24, è scegliere le procedure adatte e il momento giusto per farle.
In breve: tutto quello che c’è da sapere
Prima delle vacanze si possono fare trattamenti come i biorivitalizzanti, a base di acido ialuronico e complessi vitaminici, e peeling superficiali che preparano la pelle ai danni ossidativi del sole. Dopo l’esposizione solare, invece, sono utili i biobooster, i trattamenti laser o a radiofrequenza per macchie e compattezza, sempre a qualche settimana di distanza dal rientro.
Le regole di base restano poche ma fondamentali: scrub pre-solare, protezione solare riapplicata spesso, idratazione abbondante, e dopo il sole evitare esfolianti aggressivi e retinolo, preferendo prodotti lenitivi come l’aloe vera in caso di arrossamenti.
Prima di partire per le vacanze, posso fare dei trattamenti per la pelle o è meglio aspettare settembre?
«Sicuramente si possono fare dei trattamenti, ce ne sono alcuni da evitare ovviamente, ma i trattamenti principe sono quelli che consentono di preparare la pelle ai danni espositivi e quindi a tutti i danni ossidativi. Questi trattamenti sono sostanzialmente dei biorivitalizzanti, che sono delle microiniezioni nel primo strato superficiale e che consentono, tramite l’iniezione di acido ialuronico libero, complessi multivitaminici e aminoacidi, di reidratare la pelle e stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene.
Inoltre ci sono applicazioni di blandi peeling, sostanzialmente acido tricloroacetico al 33% tamponato con acqua ossigenata e acido cogico, che permettono una microesfoliazione della cute e ulteriormente stimolano i fibroblasti a produrre collagene.»
Approfondimento scientifico
I biorivitalizzanti descritti dal dott. Macchi rientrano nella categoria dei cosiddetti “skin booster”, oggi ampiamente documentati in letteratura dermatologica. Una revisione pubblicata nel 2024 conferma che le microiniezioni di acido ialuronico non reticolato, spesso associate a complessi vitaminici e amminoacidici, migliorano idratazione, compattezza e qualità del derma stimolando l’attività dei fibroblasti (Rho et al., 2024).
Sui peeling con acido tricloroacetico, una revisione sistematica pubblicata nel 2021 su Dermatology Research and Practice conferma che, a basse concentrazioni, questi trattamenti sono efficaci nel migliorare l’aspetto della pelle fotodanneggiata, con un buon profilo di sicurezza e soddisfazione dei pazienti (Sitohang et al., 2021).
Entrambi i trattamenti agiscono quindi con logiche complementari: il peeling rimuove lo strato più superficiale e stimola il turnover cellulare, mentre la biorivitalizzazione nutre il derma dall’interno, preparando la pelle ad un’esposizione solare meno traumatica per i tessuti.
Quali trattamenti aiutano a rigenerare la pelle dopo le vacanze, senza stravolgere il viso?
«Assolutamente, ci sono trattamenti che consentono sempre di fare un peeling dello strato corneo, che ovviamente si è ispessito per difendersi dai danni portati dal sole, e quindi sono trattamenti sempre con acidi che permettono di sfogliare il viso e ristimolare i fibroblasti alla produzione di nuovo collagene più trofico.
Ulteriormente ci sono dei biobooster, che sono sempre prodotti a base di acido ialuronico — questa volta però stabilizzato — e prodotti vitaminici, che consentono di correggere i danni avvenuti con questa esposizione. Poi si usano trattamenti con laser o radiofrequenza per correggere e pulire le macchie, sbiancare le macchie solari: la radiofrequenza, che stimola la produzione di fibroblasti, rinvigorisce, rimpolpa e crea un sollevamento della pelle.»
Approfondimento scientifico
La distinzione tra acido ialuronico “libero”, usato nei biorivitalizzanti pre-estate, e “stabilizzato”, tipico dei biobooster post-vacanze descritti dal dott. Macchi, riflette una differenza reale nella durata d’azione del prodotto: le forme stabilizzate resistono più a lungo alla degradazione enzimatica naturale della pelle, risultando indicate quando serve un’azione correttiva più prolungata nel tempo.
Questa distinzione è descritta nella stessa revisione del 2024 sugli skin booster, che sottolinea come la scelta tra le diverse formulazioni di acido ialuronico debba essere personalizzata in base all’obiettivo del trattamento e alle condizioni della pelle del paziente (Rho et al., 2024).
Quali sono gli errori più comuni prima e dopo l’esposizione solare, e quali sono le regole per una pelle sana?
«Certo, la scienza dermatologica si basa su pochi pilastri. In primis lo scrub pre-solare: consente di rimuovere lo strato epiteliale superficiale e di creare un’abbronzatura uniforme. In secondo luogo la protezione solare, che va applicata diverse volte in maniera abbondante se si ha un’esposizione diretta al sole, anche ogni 2 ore.
L’idratazione: consiglio di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. E ulteriormente, quando si torna a casa, evitare prodotti con esfoliazione acida aggressiva e retinolo, che causano macchie sulla pelle in caso di esposizione solare; e in caso di un microdanno, quindi un arrossamento, usare prodotti lenitivi a base di aloe vera, ad esempio, che permettono di idratare e correggere questa infiammazione.»
Approfondimento scientifico
La regola della riapplicazione della protezione solare ogni due ore, citata dal dott. Macchi, è la raccomandazione ufficiale congiunta di Organizzazione Mondiale della Sanità, American Academy of Dermatology e Canadian Dermatology Association. Uno studio del 2021 che ha misurato la copertura reale della crema solare nell’arco della giornata ha confermato un calo significativo della protezione già entro le prime due ore, a sostegno di questa indicazione (Kobwanthanakun et al., 2021).
Sull’aloe vera, l’evidenza scientifica è più solida per il suo uso su ustioni e ferite che per il trattamento specifico della scottatura solare. Una revisione della letteratura pubblicata nel 2021 conferma un effetto positivo sulla proliferazione dei fibroblasti e sulla velocità di guarigione dei tessuti, che supporta il suo utilizzo come prodotto lenitivo e idratante in caso di arrossamento, più che come trattamento risolutivo in sé
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
Sì. Trattamenti come i biorivitalizzanti e i peeling superficiali aiutano a preparare la pelle ai danni ossidativi del sole, purché eseguiti con il giusto anticipo rispetto all’esposizione.
Peeling con acidi, biobooster a base di acido ialuronico stabilizzato e trattamenti con laser o radiofrequenza per macchie e compattezza cutanea, generalmente qualche settimana dopo il rientro.
In caso di esposizione diretta, ogni due ore circa, secondo le raccomandazioni congiunte di OMS, American Academy of Dermatology e Canadian Dermatology Association.
Perché su una pelle esposta ai raggi UV possono favorire la comparsa di macchie cutanee; meglio reintrodurli qualche settimana dopo la fine dell’esposizione solare.
Ha un buon effetto lenitivo e idratante sulla pelle irritata, supportato da studi su ustioni e ferite, anche se le prove specifiche sulla scottatura solare restano più limitate.
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Fonti
Injectable “Skin Boosters” in Aging Skin Rejuvenation: A Current Overview — revisione sui trattamenti iniettivi a base di acido ialuronico per la qualità della pelle. Leggi lo studio
Trichloroacetic Acid Peeling for Treating Photoaging: A Systematic Review, Dermatology Research and Practice — revisione sistematica sull’efficacia dei peeling con acido tricloroacetico. Leggi lo studio
An evaluation of the course of facial sunscreen coverage and sustainability over an 8-hour workday among outdoor workers, Health Science Reports — studio sulla durata reale della protezione solare nel tempo. Leggi lo studio
The use of babosa (Aloe vera) in treating burns: a literature review, Brazilian Journal of Biology — revisione della letteratura sull’efficacia dell’aloe vera su ustioni e irritazioni cutanee. Leggi lo studio





