Il monitoraggio della riserva ovarica rappresenta un passaggio cruciale per le donne che desiderano pianificare una gravidanza o valutare la propria fertilità. Tra i diversi indicatori utilizzati, l’ormone antimulleriano (AMH) si distingue per la sua affidabilità nel fornire informazioni sulla quantità di follicoli presenti nelle ovaie. Il test dell’AMH è oggi uno strumento diagnostico di riferimento nella valutazione della fertilità femminile, utile sia in ambito clinico che nella pratica della procreazione medicalmente assistita (PMA).
Cos’è l’Ormone Antimulleriano (AMH)?
L’AMH è un ormone glicoproteico prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli ovarici preantrali e antrali. La sua concentrazione nel sangue riflette direttamente la riserva ovarica, ossia la quantità di ovociti disponibili per una possibile ovulazione. A differenza di altri marker ormonali della fertilità, come l’FSH (ormone follicolo-stimolante) e l’estradiolo, i livelli di AMH non variano significativamente durante il ciclo mestruale, rendendolo un indicatore stabile e altamente predittivo della capacità riproduttiva.
Perché e Quando Eseguire il Test dell’AMH?
Il test dell’AMH viene raccomandato nei seguenti casi:
- Valutazione della fertilità femminile: Il test è utile per stimare la riserva ovarica nelle donne che pianificano una gravidanza, in particolare dopo i 30 anni, quando la quantità di ovociti inizia a diminuire più rapidamente.
- Presenza di infertilità inspiegata: In caso di difficoltà a concepire, la misurazione dell’AMH può fornire informazioni aggiuntive per identificare possibili cause di infertilità.
- Prima di un trattamento di procreazione assistita: I livelli di AMH aiutano a prevedere la risposta ovarica alla stimolazione ormonale nelle tecniche di fecondazione in vitro (FIV) e inseminazione intrauterina (IUI).
- Diagnosi della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): Le donne con PCOS spesso presentano livelli elevati di AMH, il che suggerisce una presenza aumentata di follicoli antrali.
- Monitoraggio dopo trattamenti oncologici o chirurgici: Il test è utile per valutare il danno ovarico in donne sottoposte a chemioterapia, radioterapia o chirurgia ovarica.
- Perimenopausa e menopausa precoce: L’AMH aiuta a prevedere l’avvicinarsi della menopausa e a identificare condizioni come l’insufficienza ovarica prematura (POI).
Valori di Riferimento dell’AMH e Interpretazione Clinica
I livelli di AMH vengono misurati in nanogrammi per millilitro (ng/mL) e variano con l’età:
- Alti (> 4,0 ng/mL): Possono indicare PCOS o una buona riserva ovarica.
- Normali (1,0 – 4,0 ng/mL): Riserva ovarica adeguata.
- Bassi (0,3 – 1,0 ng/mL): Riserva ovarica ridotta.
- Molto bassi (< 0,3 ng/mL): Alto rischio di menopausa precoce e bassa risposta alla stimolazione ovarica.
Va sottolineato che l’AMH non predice direttamente la qualità ovocitaria, ma solo la quantità. La fertilità dipende anche da fattori come la genetica, la salute uterina e la presenza di altre patologie ginecologiche.
Fattori che Influenzano i Livelli di AMH
Diversi elementi possono influenzare i livelli di AMH, tra cui:
- Età: La riserva ovarica diminuisce con l’avanzare degli anni, e con essa l’AMH.
- Fumo: Le fumatrici tendono ad avere livelli più bassi di AMH.
- Obesità: Può ridurre l’AMH, probabilmente a causa di alterazioni metaboliche.
- Contraccettivi ormonali: Gli anticoncezionali possono abbassare temporaneamente i livelli di AMH senza impattare sulla riserva ovarica reale.
- Malattie ovariche: Condizioni come l’endometriosi possono ridurre la riserva ovarica e quindi i livelli di AMH.
L’AMH e la crioconservazione degli ovociti: una strategia per preservare la fertilità
La crioconservazione degli ovociti, o congelamento degli ovuli, è una tecnica sempre più utilizzata dalle donne che desiderano preservare la propria fertilità in vista di una gravidanza futura. L’AMH gioca un ruolo fondamentale nella valutazione della candidabilità alla crioconservazione e nella pianificazione del trattamento.
Donne con livelli di AMH normali o alti sono generalmente considerate buone candidate, poiché hanno una maggiore probabilità di produrre un numero adeguato di ovociti durante la stimolazione ovarica. Al contrario, donne con livelli di AMH bassi potrebbero avere una risposta ridotta alla stimolazione e quindi una minore probabilità di successo della crioconservazione.
La misurazione dell’AMH permette quindi di personalizzare il protocollo di stimolazione e di informare la paziente sulle probabilità di successo della procedura. Inoltre, l’AMH può essere utilizzato per monitorare la riserva ovarica nel tempo e per valutare l’opportunità di ripetere la crioconservazione in futuro, soprattutto nelle donne che pianificano di rimandare la gravidanza a un’età più avanzata.
Conclusioni
Il test dell’AMH è uno strumento essenziale per la valutazione della fertilità femminile e della riserva ovarica. Sebbene non possa prevedere con certezza la capacità di concepire, fornisce indicazioni preziose per personalizzare trattamenti di fertilità e identificare precocemente eventuali problemi riproduttivi. La sua esecuzione è particolarmente consigliata alle donne sopra i 30 anni che pianificano una gravidanza, a coloro che si sottopongono a tecniche di fecondazione assistita, e nei casi di sospetta menopausa precoce o patologie ovariche.
Fonti:
- La Marca A, Sunkara SK. Individualization of controlled ovarian stimulation in IVF using ovarian reserve markers: from theory to practice. Human Reproduction Update.
- Dewailly D, Andersen CY, Balen A, et al. The physiology and clinical utility of anti-Müllerian hormone in women. Human Reproduction Update.
- Nelson SM, Anderson RA. AMH as a predictor for ovarian response in assisted reproductive technology. Clinical Endocrinology.
foto:freepik
La redazione in collaborazione con il Dott. Marco Salvatores Ginecologo ad Aosta
FAQ
L’AMH (ormone antimulleriano) è un ormone prodotto dalle cellule dei follicoli ovarici. La sua concentrazione nel sangue riflette la riserva ovarica, ovvero la quantità di ovociti disponibili per l’ovulazione.
Il test è consigliato in caso di:
- Valutazione della fertilità, soprattutto dopo i 30 anni.
- Infertilità inspiegata.
- Pianificazione di trattamenti di procreazione assistita (FIV, IUI).
- Diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
- Monitoraggio dopo trattamenti oncologici o chirurgici.
Sospetta menopausa precoce.
- Alti (> 4,0 ng/mL): Buona riserva ovarica o PCOS.
- Normali (1,0 – 4,0 ng/mL): Riserva ovarica adeguata.
- Bassi (0,3 – 1,0 ng/mL): Riserva ovarica ridotta.
- Molto bassi (< 0,3 ng/mL): Alto rischio di menopausa precoce e bassa risposta alla stimolazione ovarica.
I livelli di AMH possono essere influenzati da:
- Età (diminuiscono con l’avanzare degli anni).
- Obesità.
- Contraccettivi ormonali (possono abbassare temporaneamente i livelli).
Malattie ovariche (endometriosi).
No, l’AMH indica solo la quantità di ovociti disponibili, non la loro qualità. La fertilità dipende anche da fattori come la genetica, la salute uterina e altre patologie ginecologiche.





