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Microbioma orale: il legame invisibile tra bocca e cuore

Microbioma orale

La salute della bocca non riguarda soltanto denti bianchi e gengive sane. Oggi la scienza conferma che un corretto equilibrio del microbioma orale – la popolazione di microrganismi che abita la nostra bocca – è fondamentale per il benessere dell’intero organismo.
La dottoressa Michela La Rovere, igienista dentale, spiega come questo equilibrio influenzi non solo la salute orale, ma anche quella del cuore, del metabolismo e del sistema immunitario.

 

Che cos’è il microbioma orale

«Il microbioma orale è quell’equilibrio che si crea all’interno del cavo orale tra la carica batterica buona e quella patogena, quindi quella cattiva», spiega la dottoressa La Rovere.

Per comprendere meglio il concetto, l’esperta usa un’immagine molto efficace: «Possiamo immaginare che la nostra bocca sia un giardino. In un giardino ci sono vari tipi di piante: alcune sono buone e mantengono in salute il terreno, altre, se crescono troppo velocemente, possono diventare infestanti».

Questo delicato equilibrio è alla base della salute orale: i batteri “buoni” mantengono sotto controllo quelli dannosi, impedendo che si moltiplichino in modo eccessivo e provochino infiammazioni gengivali o carie. Quando però la bilancia si sposta verso la flora patogena, le conseguenze non si limitano al cavo orale.

«Se la carica batterica patogena prende il sopravvento, può intaccare le gengive, i denti e, nei casi più gravi, anche la salute generale, perché i batteri possono entrare nel circolo sanguigno e raggiungere altre parti del corpo».

 

Quando la bocca parla al cuore: il legame con le malattie sistemiche

Negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato una stretta relazione tra la salute orale e le malattie cardiovascolari, metaboliche e respiratorie. L’infiammazione cronica della bocca può contribuire alla formazione di placca arteriosa, aumentando il rischio di infarto o ictus.

«La carica batterica influisce sull’infiammazione e questa infiammazione fa scatenare una serie di situazioni. Può sviluppare o peggiorare patologie come cardiopatie, diabete, problematiche in gravidanza o patologie respiratorie», chiarisce l’igienista.

Uno dei meccanismi principali è la batteriemia transitoria, ovvero il passaggio di batteri orali nel sangue, soprattutto in caso di gengive sanguinanti o di parodontite. Questi microrganismi possono raggiungere le valvole cardiache e innescare endocarditi batteriche, oppure stimolare la formazione di trombi, favorendo la coagulazione.

«La carica batterica che attraversa il circolo sanguigno può creare infezioni cardiache e stimolare le piastrine, aumentando la produzione di fattori di coagulazione e il rischio di trombi o infarti».

 

L’importanza dell’igiene orale quotidiana

L’igiene quotidiana è la prima difesa per mantenere un microbioma sano. Ma, come sottolinea la dottoressa La Rovere, la tecnica di spazzolamento fa la differenza.

«La tecnica corretta di spazzolamento è dalla gengiva al dente, con circa cinque spazzolate per zona. È importante pulire bene tutte le superfici dei denti: esterna, interna e quella dove mastichiamo».

Gli strumenti giusti

Oltre allo spazzolino, è fondamentale utilizzare filo interdentale e scovolino, soprattutto per rimuovere la placca tra un dente e l’altro, dove si accumulano i batteri patogeni.

«Filo interdentale e scovolino sono sicuramente la combo vincente», sottolinea la dottoressa.

Anche lo spazzolino elettrico è un valido alleato: «Quello con la testina rotonda si appoggia sopra il dente, vicino alla gengiva, e si lascia agire per 2-3 secondi per rimuovere la carica batterica nociva».

 

Errori da evitare

Molti comportamenti, spesso in buona fede, possono danneggiare denti e gengive.

«Da evitare l’uso di uno spazzolino duro, perché con le setole rigide si rischia di creare abrasioni sulla superficie dei denti. I bicarbonati, usati per sbiancare, sono altrettanto pericolosi: corrodono lo smalto facendo emergere la dentina che è di colore giallo”

Anche i collutori vanno utilizzati solo su consiglio del dentista o dell’igienista, poiché non tutti sono adatti all’uso quotidiano.

E per quanto riguarda l’alimentazione, la dottoressa raccomanda di ridurre gli zuccheri semplici, che nutrono i batteri patogeni e favoriscono la placca:

«I cibi zuccherini vanno limitati. Un cioccolatino non ha mai ucciso nessuno, ma è importante non abusarne».

 

L’igiene professionale: ogni quanto farla

«Noi consigliamo una seduta di igiene con un controllo ogni sei mesi. Laddove ci fossero problematiche di gengivite o parodontite, i tempi si restringono a tre o quattro mesi».

Le sedute di igiene professionale non servono solo a rimuovere il tartaro: permettono anche di individuare precocemente gengiviti, lesioni cariose e segni iniziali di parodontite.
Durante queste visite, l’igienista valuta anche l’eventuale presenza di alitosi, sensibilità o recessioni gengivali, segnali di uno squilibrio del microbioma.

 

Un equilibrio da proteggere ogni giorno

Il microbioma orale non è un nemico, ma un ecosistema da preservare. Uno stile di vita sano, una corretta igiene quotidiana e controlli periodici dal dentista sono la chiave per mantenere il sorriso – e il cuore – in salute.

«La bocca è il primo filtro del nostro organismo. Mantenerla sana significa difendere la nostra salute generale».

 

Per approfondire

Scopri altri articoli su Dossier Salute dedicati alla salute orale e alla prevenzione:

 

Fonti

  1. Ministero della Salute – Igiene orale e prevenzione
  2. Istituto Superiore di Sanità – Microbioma e salute umana
  3. American Heart Association – Oral health and cardiovascular disease
  4. World Health Organization – Oral health
  5. Dossier Salute – Salute orale e cuore

foto:freepik

La redazione in collaborazione con  Dott.ssa Michela La Rovere – igienista dentale

FAQ

È l’insieme dei microrganismi che vivono nella bocca e che, se in equilibrio, mantengono sani denti e gengive.

Gengivite, parodontite, carie, ma anche infezioni sistemiche come endocarditi e aggravamento di patologie cardiovascolari.

 

Almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti principali.

Ogni sei mesi, o ogni tre-quattro in caso di gengivite o parodontite.

Sì, una dieta equilibrata e povera di zuccheri favorisce la crescita dei batteri “buoni” e riduce l’infiammazione.

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