Dossier Salute

Menopausa prima dei 40 anni: lo studio su 107mila donne che lega l’anticipo alla pressione alta

Donna sotto i 40 anni durante la misurazione della pressione, con rappresentazione dell’apparato riproduttivo e del sistema cardiovascolare.

Un nuovo studio su oltre 107mila donne del Regno Unito mostra che chi va in menopausa prima dei 40 anni ha un rischio più alto di sviluppare la pressione alta rispetto a chi la raggiunge dopo i 45. Il rischio cresce ulteriormente tra i 25 e i 35 anni, un’età finora fuori dai radar della prevenzione cardiovascolare. La ricerca, pubblicata sulla rivista Menopause e ripresa da testate scientifiche internazionali, invita medici e pazienti a trattare l’età della menopausa come un vero fattore di rischio cardiovascolare a sé stante. Ecco cosa dicono i dati e cosa cambia nella pratica clinica quotidiana.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • Uno studio su 107.836 donne in post-menopausa nel Regno Unito ha analizzato il legame tra età della menopausa e ipertensione. Le partecipanti sono state seguite per una media di quasi 15 anni.
  • Il 22,6% delle donne con menopausa precoce, prima dei 40 anni, ha sviluppato la pressione alta. Tra chi è entrata in menopausa dopo i 45 anni, la quota scende al 16,6%.
  • Dopo aver corretto i dati per oltre 50 variabili, tra cui peso, stile di vita e familiarità, il rischio resta più alto. Le donne con menopausa prematura mostrano un +12,3% rispetto alle altre.
  • Il rischio più elevato non riguarda i 40 anni. Si concentra tra i 25 e i 35 anni, una fascia raramente monitorata per la pressione arteriosa.
  • Gli esperti raccomandano di considerare l’età della menopausa un fattore di rischio cardiovascolare autonomo. Suggeriscono controlli mirati della pressione e, se indicato, la terapia ormonale.

Lo studio: un’analisi su oltre 100mila donne del Regno Unito

Il team di ricerca ha attinto ai dati dell’UK Biobank, una delle banche dati sanitarie più ampie al mondo. Raccoglie informazioni mediche su centinaia di migliaia di persone nel Regno Unito. Sono state incluse 107.836 donne in post-menopausa, arruolate tra il 2006 e il 2010. Sono state seguite per un periodo mediano di quasi 15 anni. Nessuna di loro aveva ricevuto, all’inizio dello studio, una diagnosi di pressione alta.

Le partecipanti sono state suddivise in tre gruppi in base all’età della menopausa. Normale, dopo i 45 anni. Precoce, tra 40 e 45 anni. Prematura, prima dei 40 anni. I ricercatori hanno distinto anche la menopausa naturale da quella chirurgica, dovuta alla rimozione di entrambe le ovaie. Hanno registrato nel tempo le nuove diagnosi di ipertensione.

Durante il follow-up, 18.508 donne hanno ricevuto una diagnosi di pressione alta, pari al 17,2% del totale. Il rischio è cresciuto in modo costante al diminuire dell’età della menopausa. Il 16,6% delle donne con menopausa normale ha sviluppato ipertensione. Tra quelle con menopausa precoce la quota sale al 18,8%. Tra quelle con menopausa prematura arriva al 22,6%.

Dopo la correzione statistica per oltre 50 variabili, tra cui peso corporeo, abitudini di vita, familiarità e valori di laboratorio, la differenza non è scomparsa. Le donne con menopausa prematura hanno mantenuto un rischio di ipertensione superiore del 12,3%. Il confronto è con chi è andato in menopausa dopo i 45 anni. Lo studio è stato pubblicato online sulla rivista Menopause, edita dalla Menopause Society statunitense. Uno dei suoi punti di forza è proprio l’ampiezza del campione, insieme alla lunghezza del periodo di osservazione. Un campione così ampio riduce il margine di errore statistico. Permette di individuare differenze anche minime tra i gruppi con maggiore sicurezza statistica, un vantaggio raro e prezioso in questo campo di ricerca.

Perché l’anticipo della menopausa alza il rischio di ipertensione

Gli autori dello studio si sono posti un problema metodologico preciso. Volevano distinguere l’effetto diretto della caduta ormonale da quello indiretto. Quest’ultimo è legato ad aumento di peso, cambiamenti metabolici e altri fattori di rischio cardiovascolare. Sono elementi che spesso accompagnano la transizione menopausale. La sfida era rimasta irrisolta in diversi lavori precedenti, con risultati contrastanti sul legame tra menopausa e pressione alta.

Già in passato la menopausa precoce era stata collegata a tassi più alti di malattia coronarica e ictus. Le prove di un legame diretto con l’ipertensione restavano però incerte. Alcune meta-analisi lo confermavano, altre non trovavano alcuna associazione significativa. I nuovi dati aiutano quindi a chiarire una questione clinica dibattuta da tempo.

Un’analisi ha modellato l’età della menopausa su scala continua, non per categorie fisse. Ha mostrato che il rischio non raggiunge il picco alla soglia convenzionale dei 40 anni. Il picco si colloca invece tra i 25 e i 35 anni. Il rischio cardiovascolare legato alla menopausa prematura potrebbe quindi concentrarsi in un gruppo di donne più giovane del previsto, spesso escluso dai controlli di routine.

Anche la menopausa chirurgica, provocata dalla rimozione delle ovaie, era inizialmente associata a tassi più alti di ipertensione. Questa associazione non ha però retto una volta considerati gli altri fattori di rischio. La sola perdita precoce della funzione ovarica per intervento chirurgico, da sola, non basterebbe a spiegare l’aumento della pressione. Gli estrogeni, inoltre, favoriscono la produzione di ossido nitrico, che aiuta i vasi sanguigni a dilatarsi. Quando una donna perde questa protezione ormonale con anni di anticipo, perde anche questi benefici. Le donne coinvolte provenivano da un’unica banca dati, con caratteristiche demografiche piuttosto omogenee. Gli autori indicano questo aspetto tra i limiti dello studio, insieme alla possibile eterogeneità nella definizione clinica di ipertensione usata nei centri partecipanti allo studio.

Cosa cambia nella pratica clinica: prevenzione e controlli

Gli autori dello studio raccomandano ai medici di trattare l’età della menopausa come un fattore di rischio cardiovascolare a sé stante. Vale soprattutto per le donne che vanno in menopausa prima dei 40 anni. Per queste pazienti suggeriscono un’identificazione precoce e una gestione più attenta della pressione arteriosa. Consigliano anche un percorso di consulenza personalizzata sulla terapia ormonale.

Secondo Stephanie Faubion, direttrice medica della Menopause Society, i risultati sottolineano la necessità di uno screening regolare. Riguarda in particolare i fattori di rischio cardiovascolare come l’ipertensione nelle donne con menopausa prematura. La terapia ormonale, ricorda Faubion, è generalmente raccomandata in questi casi. Vale almeno fino all’età naturale della menopausa, salvo controindicazioni specifiche.

Al di là della terapia ormonale, gli esperti indicano alcune misure pratiche. Assumere con regolarità eventuali farmaci antipertensivi prescritti dal medico. Curare l’igiene del sonno e mantenere un’attività fisica costante. Controllare i livelli di vitamina D, spesso carente in questa fase della vita. Seguire un’alimentazione ricca di proteine, frutta, fibre e verdura. Utile, infine, misurare la pressione anche a casa: può salire in modo silenzioso tra una visita e l’altra. Anche piccoli cambiamenti nello stile di vita, se mantenuti, possono ridurre il rischio nel tempo.

Lo studio si inserisce in un filone di ricerca più ampio. Un’analisi multinazionale, pubblicata a giugno 2026 sulla rivista Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health, aveva già collegato la menopausa precoce e prematura a un rischio maggiore di eventi cardiovascolari gravi. Tra questi, infarto, ictus e morte per cause cardiovascolari, in diverse aree geografiche e gruppi etnici. I nuovi dati rafforzano l’indicazione a non sottovalutare l’età della menopausa come informazione clinica rilevante.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

Si parla di menopausa precoce quando arriva tra i 40 e i 45 anni, e di menopausa prematura quando si manifesta prima dei 40 anni. La menopausa “normale” si colloca invece dopo i 45 anni.

Dopo aver corretto i dati per oltre 50 variabili, le donne con menopausa prematura hanno mostrato un rischio di sviluppare ipertensione superiore del 12,3% rispetto a chi è andata in menopausa dopo i 45 anni.

Nell’analisi iniziale la menopausa chirurgica risultava associata a tassi più alti di ipertensione, ma il legame non si è confermato una volta considerati altri fattori come peso corporeo e stile di vita.

Gli esperti citati nello studio raccomandano di valutare la terapia ormonale nelle donne con menopausa prematura, almeno fino all’età naturale della menopausa, salvo controindicazioni: la decisione va comunque presa insieme al proprio medico.

Gli esperti consigliano un monitoraggio regolare della pressione arteriosa, anche a casa, oltre ai normali controlli su peso, glicemia e colesterolo, per intervenire tempestivamente in caso di valori alterati.

Per approfondire

Una guida generale su cosa cambia realmente nel corpo con la menopausa, sfatando alcuni miti comuni. Leggi l’articolo

Come riconoscere i segnali della perimenopausa e perché una diagnosi tempestiva conta anche per la salute cardiovascolare. Leggi l’articolo

I consigli degli esperti su dieta, esercizio fisico e controlli utili a proteggere cuore e arterie nel tempo. Leggi l’articolo

Fonti

Approfondimento sullo studio con i dati completi sulla coorte UK Biobank. Leggi la fonte

Analisi dello studio con il commento di esperti indipendenti su estrogeni e rischio cardiovascolare. Leggi la fonte

Copertura giornalistica dello studio con i dettagli metodologici e i limiti dichiarati dagli autori. Leggi la fonte

Il comunicato stampa originale della società scientifica che ha pubblicato lo studio su Menopause. Leggi la fonte

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