Dossier Salute

Lancet, le 17 minacce globali alla salute fino al 2100: cosa dice la Commissione

Tre ricercatori osservano una mappa mondiale affiancata da immagini di una città inquinata e di un terreno colpito dalla siccità.

Una nuova Lancet Commission ha messo in fila le 17 minacce che, da qui al 2100, pesano di più sulla salute del pianeta. I risultati sono stati presentati l’11 ottobre al World Health Summit di Berlino e sono stati ripresi da molte testate italiane. In cima alla piramide del rischio ci sono l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale e il conflitto nucleare. Il quadro, però, comprende anche obesità, resistenza agli antibiotici, salute mentale e disuguaglianze, cioè rischi su cui si può ancora intervenire.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • La Lancet Commission sulle minacce globali alla salute del XXI secolo è stata presentata l’11 ottobre 2026 al World Health Summit di Berlino.
  • Il rapporto analizza 17 minacce in 204 Paesi e territori, confrontando lo scenario migliore e quello peggiore dal 2025 al 2100.
  • Uso malevolo dell’intelligenza artificiale e conflitto nucleare sono indicati come possibili rischi di estinzione entro circa 75 anni.
  • Obesità, resistenza antimicrobica, salute mentale, clima e disuguaglianze compaiono tra le minacce con il maggior carico di salute.
  • Gli autori chiedono sistemi sanitari pronti alle minacce, più innovazione e un monitoraggio indipendente e continuo.

Il rapporto arriva in un momento in cui la salute globale è sotto pressione su più fronti. I tagli agli aiuti internazionali, la diffusione dei batteri resistenti e l’aumento delle malattie croniche mettono a dura prova i sistemi sanitari di quasi tutti i Paesi. Per questo la Commissione ha scelto di non guardare a una minaccia alla volta. L’obiettivo è offrire a governi e istituzioni uno strumento comune per decidere dove investire per primi, usando lo stesso metro per rischi molto diversi tra loro.

Cosa ha presentato la Commissione Lancet

La Lancet Commission on 21st Century Global Threats to Health è un organismo indipendente. Riunisce esperti di salute, economia, sicurezza e tecnologia. Il lavoro è stato svolto insieme all’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington. Tra i nomi citati figurano Natalia Kanem e Christopher Murray come co-presidenti, mentre Richard Horton ha parlato a nome di The Lancet.

I risultati sono stati illustrati domenica 11 ottobre nella sessione principale del World Health Summit di Berlino. La notizia è stata rilanciata il giorno dopo da Euronews, Open e Il Fatto Quotidiano. Le tre testate hanno sottolineato soprattutto il titolo più forte: alcune minacce potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza stessa dell’umanità.

Va però chiarito il tipo di esercizio. La Commissione non fa previsioni con una data certa. Per ogni minaccia misura la differenza tra lo scenario migliore e quello peggiore plausibile, dal 2025 al 2100. Il risultato è espresso in DALY, cioè anni di vita persi per malattia, disabilità o morte precoce. Più grande è la differenza, più c’è da guadagnare agendo in tempo.

Per dare un’idea della scala, Euronews riporta che le 17 minacce valgono da 1,02 a 23,1 miliardi di DALY. La pandemia di Covid-19, per confronto, ne ha causati circa 500 milioni. La valutazione sarà aggiornata ogni anno.

Le 17 minacce e la piramide del rischio

Gli autori hanno ordinato le minacce in una piramide. Al vertice stanno quelle che potrebbero causare l’estinzione umana entro il 2100: l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale, comprese le armi biologiche, e la guerra nucleare con la carestia che ne seguirebbe. Il linguaggio resta condizionale. Si parla di possibilità, non di una previsione.

Al livello intermedio ci sono le grandi minacce catastrofiche, capaci di superare il miliardo di DALY cumulativi. Secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano rientrano qui il cambiamento climatico, l’inquinamento dell’aria, le pandemie naturali e la resistenza agli antibiotici. Seguono obesità, ipertensione, fumo, consumo eccessivo di alcol e disagio mentale.

Più in basso si trovano i fattori che amplificano gli altri rischi. Sono i conflitti convenzionali, la malnutrizione infantile, le disuguaglianze di reddito, i deficit di istruzione e il calo degli aiuti internazionali alla salute. Un dato citato dal Fatto Quotidiano riguarda proprio questo ultimo punto: l’Africa subsahariana potrebbe sopportare circa il 70% del peso legato al crollo dei fondi.

Un messaggio sorprende chi legge solo i titoli. Secondo Euronews, il maggior carico di salute potenzialmente evitabile è legato all’obesità. Non sono quindi solo gli scenari estremi a contare. Anche malattie molto comuni, se non vengono affrontate, pesano per decenni su milioni di persone.

Che cosa propongono gli autori

La Commissione critica l’approccio che affronta una sfida alla volta. Propone invece un quadro d’azione unico, basato su scienza, diritti umani e solidarietà. Le raccomandazioni principali sono tre, e riguardano sistemi sanitari, innovazione e monitoraggio.

Il primo punto è investire in sistemi sanitari pronti alle minacce, con squadre dedicate all’analisi dei rischi. Il secondo è accelerare le innovazioni decisive, come nuovi vaccini, nuovi antibiotici e trattamenti contro l’obesità. Il terzo è creare un monitoraggio indipendente e continuo, con i risultati presentati a G20 e Nazioni Unite.

Gli autori chiedono anche che i ministeri della salute lavorino insieme a quelli delle finanze e della sicurezza. Nelle parole attribuite a Christopher Murray, le decisioni prese oggi dai leader determineranno la salute della prossima generazione.

Per il lettore comune, la lezione è doppia. Da un lato, molte delle minacce elencate dipendono da scelte collettive e non da un destino inevitabile. Dall’altro, le abitudini personali contano ancora: fumo, alcol, peso e pressione alta sono nella lista proprio perché si possono prevenire. Il rapporto è una analisi di scenario e va letto con cautela, ma indica con chiarezza dove investire.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

È un organismo indipendente di 37 esperti di salute, economia, sicurezza e tecnologia, coordinato con l’IHME. Ha analizzato 17 minacce alla salute fino al 2100 in 204 Paesi e territori.

Il rapporto parla di rischio di estinzione solo come possibilità per due minacce: l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale e il conflitto nucleare. Non è una previsione certa, ma un confronto tra scenari plausibili.

I DALY sono gli anni di vita aggiustati per disabilità. Sommano gli anni persi per morte precoce e quelli vissuti con una malattia o una disabilità, e permettono di confrontare minacce molto diverse.

Tra le 17 compaiono obesità, ipertensione, fumo, consumo eccessivo di alcol, disagio mentale e inquinamento dell’aria. Sono rischi su cui prevenzione e stili di vita possono incidere.

Chiede sistemi sanitari pronti alle minacce, più fondi per l’innovazione, ad esempio nuovi vaccini e antibiotici, e un monitoraggio indipendente da presentare a G20 e Nazioni Unite.

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Fonti

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