Dossier Salute

Medicina estetica preventiva: a che età è giusto iniziare a prendersi cura della pelle. – intervista alla dr.ssa Diletta Vitali

Medico di medicina estetica esamina il viso di una giovane donna durante una consulenza preventiva sulla salute e sulla cura della pelle.

Intervista alla Dr.ssa Diletta Vitali, medico esperto in medicina estetica – approfondimenti a cura di Angelica Scordamaglia, editor di redazione

Esiste un’età ideale per iniziare a occuparsi della propria pelle? La risposta, secondo la medicina estetica più aggiornata, non coincide con la comparsa delle prime rughe: la vera chiave è la prevenzione, da avviare molto prima di quanto si pensi.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Diletta Vitali, medico esperto in medicina estetica, ospite di Radio Dossier24.

In breve: tutto quello che c’è da sapere

Non bisogna aspettare la comparsa delle rughe per avvicinarsi alla medicina estetica: poiché il processo di invecchiamento cutaneo inizia già dopo i 25 anni, è da quell’età che si può iniziare un percorso di prevenzione, insieme a uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata e una protezione solare costante.

Dopo i 40 anni il ventaglio dei trattamenti si amplia, dalla tossina botulinica ai filler, fino alle tecniche di biostimolazione del collagene. E non è mai davvero troppo tardi: anche chi non ha mai fatto nulla prima può iniziare un percorso strutturale anche dopo i 50 o i 70 anni.

Quando è corretto avvicinarsi alla medicina estetica? Bisogna aspettare le rughe o si può intervenire prima?

«Assolutamente no, non bisogna aspettare che arrivino le rughe, ma sempre più si parla di prevenzione a livello medico, e quindi anche dal punto di vista medico estetico. Siccome iniziamo a invecchiare dopo i 25 anni, può essere corretto iniziare ad approcciarsi alla medicina estetica dopo tale età, per far sì che l’invecchiamento ci sia, ovviamente, ma in maniera molto più graduale, molto più contenuta.»

Approfondimento scientifico

L’indicazione della dott.ssa Vitali riflette un cambiamento reale nell’approccio della medicina estetica contemporanea, sempre più orientata alla prevenzione piuttosto che alla sola correzione. Dal punto di vista biologico, la produzione di collagene da parte dei fibroblasti rallenta progressivamente già a partire dalla metà della terza decade di vita, accompagnandosi a una riduzione graduale di elasticità e densità cutanea.

Intervenire in questa fase con protocolli non invasivi, come indicato dalla dott.ssa Vitali, punta quindi a rallentare un processo fisiologico già in corso, piuttosto che a correggerne gli effetti una volta diventati visibili.

Oltre ai trattamenti, quali consigli di stile di vita può dare per prevenire l’invecchiamento della pelle?

«Ovviamente la nostra bellezza esterna è il contenitore di un contenuto, e quindi l’aspetto esterno, la qualità della nostra pelle, dipende chiaramente anche da cosa mangiamo, da cosa beviamo, se ci dedichiamo a un’attività fisica regolare, se ci proteggiamo dal sole già dall’infanzia, e se beviamo tanta acqua. Questo in linea di massima.

Poi, dai 25 anni, possiamo iniziare a fare dei trattamenti a base di peeling chimici per rinnovare la cute, e trattamenti biorivitalizzanti del viso, del collo e del decolté, per idratare la pelle e iniziare a stimolare la produzione di collagene, che dopo i 25 anni inizia a diminuire.»

Approfondimento scientifico

Le indicazioni della dott.ssa Vitali su alimentazione, idratazione e fotoprotezione sono coerenti con i fattori di invecchiamento cutaneo riconosciuti dalla dermatologia. Sul fronte dell’integrazione orale, una revisione sistematica con meta-analisi di studi randomizzati e controllati ha analizzato gli effetti del collagene assunto per via orale sull’elasticità, l’idratazione e la densità della pelle, osservando miglioramenti significativi rispetto al placebo in diversi degli studi inclusi (Effects of Oral Collagen for Skin Anti-Aging: A Systematic Review and Meta-Analysis, 2023).

Sui trattamenti biorivitalizzanti citati, questi agiscono tipicamente attraverso microiniezioni di acido ialuronico libero associato a complessi vitaminici, con l’obiettivo di reidratare il derma e stimolare l’attività dei fibroblasti, coerentemente con quanto descritto dalla dott.ssa Vitali.

Quali trattamenti si possono fare dopo i 40 anni?

«Dopo i 40 diciamo che si può iniziare a fare un po’ tutto, perché quasi tutte noi dopo i 40 qualche rughetta ce l’abbiamo, e quindi continueremo a utilizzare la tossina botulinica, che magari abbiamo già iniziato a fare verso i 35, e continueremo a utilizzare i filler laddove ci sono delle perdite di volume o delle mancanze di volume congenite.

Continueremo ancora a lavorare sulla stimolazione della produzione di collagene, sia con acido ialuronico che con altre sostanze oggi a nostra disposizione per favorire la stimolazione dello stesso: per esempio l’idrossiapatite di calcio, o ancora di più l’acido polilattico, oppure l’utilizzo di medical device come la radiofrequenza, i device con aghi, il microneedling e altre metodiche che concorrono alla stimolazione della produzione di collagene da parte dei nostri fibroblasti.»

Approfondimento scientifico

Sull’uso della tossina botulinica, una revisione del 2023 basata sull’evidenza disponibile ne ha confermato il profilo di sicurezza consolidato nell’uso estetico, sottolineando come il suo impiego sia sempre più diffuso anche come strumento preventivo, applicato precocemente per rallentare la formazione delle rughe dinamiche piuttosto che correggerle una volta formate (Michon et al., Botulinum toxin for cosmetic treatments in young adults, 2023).

Quanto ai medical device citati, una revisione critica sulla radiofrequenza con microneedling descrive questa tecnica come un metodo efficace per stimolare la produzione di nuovo collagene ed elastina attraverso un controllato danno termico controllato del derma, con un profilo di sicurezza favorevole anche su pelli più delicate (Radiofrequency Microneedling: A Comprehensive and Critical Review, 2021).

Se una persona non ha mai fatto nulla da giovane, può iniziare anche a 50 anni o più tardi?

«Sì, ovviamente sì: c’è chi inizia a 50 anni, c’è chi inizia anche più tardi. Non è mai troppo tardi, ovvio che dovremo fare un lavoro strutturale di base più importante e più impegnativo. Per impegnativo intendo dire più sedute, e quindi con più disponibilità di tempo e anche maggiori costi.

Però io ho pazienti che arrivano da me per la prima volta a 70 anni, o anche di più, e ancora non tutto è perduto.»

Approfondimento scientifico

Il principio descritto dalla dott.ssa Vitali trova corrispondenza nella pratica clinica: iniziare un percorso di medicina estetica più tardivamente non preclude risultati, ma richiede in genere protocolli più intensivi, con un numero maggiore di sedute, poiché la quantità di collagene e la capacità rigenerativa dei fibroblasti si sono già ridotte in modo più marcato rispetto a un avvio precoce.

Per questo, nei pazienti con un invecchiamento cutaneo più avanzato, gli approcci combinati, che uniscono biostimolazione, device come radiofrequenza e microneedling e, dove indicato, tossina botulinica o filler, restano la strategia più utilizzata per ottenere un ringiovanimento visibile pur partendo da un punto più avanzato.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

Già dopo i 25 anni, età in cui la produzione di collagene inizia fisiologicamente a diminuire.

No: l’obiettivo della prevenzione è intervenire prima, per rendere l’invecchiamento più graduale e contenuto.

Tossina botulinica, filler per le perdite di volume, e tecniche di biostimolazione del collagene come radiofrequenza, microneedling, idrossiapatite di calcio e acido polilattico.

Sì, non è mai troppo tardi: servirà un percorso più strutturato, con più sedute, ma i risultati restano possibili anche iniziando a 70 anni o oltre.

Sì: alimentazione, idratazione, attività fisica regolare e protezione solare fin dall’infanzia contribuiscono in modo diretto alla qualità della pelle nel tempo.

Argomenti correlati

Quando andare dal dentista? Il dolore e le gengive che sanguinano non vanno ignorati – Intervista alla Dr.ssa Chiara Maccagni. Leggi l’articolo

Fonti

 Effects of Oral Collagen for Skin Anti-Aging: A Systematic Review and Meta-Analysis, pubblicato su PMC — sintesi degli studi randomizzati sugli effetti del collagene orale su elasticità e idratazione cutanea. Leggi la meta-analisi

Botulinum toxin for cosmetic treatments in young adults: An evidence-based review, Journal of Cosmetic Dermatology — revisione sull’uso preventivo della tossina botulinica. Leggi la revisione

Radiofrequency Microneedling: A Comprehensive and Critical Review, pubblicato su PubMed — revisione critica su efficacia e sicurezza della radiofrequenza con microneedling nella stimolazione del collagene. Leggi la revisione

Richiedi informazioni o contatta il Medico

Compilando e inviando il modulo ecconsenti al trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
CONDIVIDI
Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Telegram

LA MAPPA DELLA SALUTE