di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute – supporto scientifico: Dr. Tommaso Lupattelli
Hai la protesi al ginocchio. L’operazione è andata bene, il chirurgo è soddisfatto. Eppure, il ginocchio si gonfia ancora. Il medico lo aspira. Il liquido torna. Lo aspira di nuovo. Un ciclo senza fine che nessuno riesce a spiegare davvero. Oppure hai l’artrosi al ginocchio – la gonartrosi – e ogni pochi mesi il versamento al ginocchio torna a farti compagnia, limitando i movimenti e la qualità della vita. Esiste una soluzione che interrompe questo meccanismo alla radice: l’embolizzazione delle arterie genicolari.
IN SINTESI • Il versamento al ginocchio è l’accumulo anomalo di liquido nella capsula articolare: colpisce spesso i pazienti con gonartrosi (artrosi del ginocchio) e chi ha una protesi al ginocchio. • In molti pazienti il liquido viene aspirato ripetutamente (siringato), ma continua a ripresentarsi perché la causa – l’infiammazione della membrana sinoviale – non viene trattata. • L’embolizzazione delle arterie genicolari blocca la neovascolarizzazione che alimenta l’infiammazione: il versamento al ginocchio si riduce significativamente nelle settimane successive. • La procedura si esegue in day hospital, in anestesia locale, senza incisioni chirurgiche: il paziente torna a casa nelle stesse ore. • Il Dr. Tommaso Lupattelli, pioniere in Italia, ha trattato con questa tecnica numerosi pazienti con versamento al ginocchio recidivante, post-protesi e da gonartrosi. |
👨⚕️ IL PROFILO DELL’ESPERTO Dr. Tommaso Lupattelli – Pioniere dell’embolizzazione in Italia Radiologo interventista e chirurgo vascolare, il Dr. Tommaso Lupattelli è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti mondiali di embolizzazione. Ha contribuito a validare la tecnica in diversi campi – tra cui il trattamento del versamento al ginocchio, della gonartrosi e delle tendinopatie croniche. In Italia è stato tra i primi – e per anni il principale punto di riferimento – ad applicare sistematicamente l’embolizzazione delle arterie che alimentano i tessuti infiammati cronici. Ha formato radiologi in tutto il paese e pubblicato i dati dei suoi pazienti su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed, contribuendo a validare la tecnica agli occhi della comunità ortopedica mondiale. Opera a Milano, Roma, Catania e Bologna. 📝 Il Dr. Lupattelli ha collaborato con la redazione di Dossier Salute nella stesura di questo articolo, mettendo a disposizione la sua esperienza clinica diretta per garantire l’accuratezza delle informazioni rivolte ai pazienti. |
Versamento al ginocchio: cos’è e perché si forma nelle ginocchia artrosiche e operate
Il versamento endo-articolare del ginocchio – spesso chiamato dai pazienti “acqua al ginocchio” – è un accumulo anomalo di liquido all’interno della capsula articolare. In condizioni normali, ogni ginocchio contiene una piccola quantità di liquido sinoviale. Questo liquido svolge una funzione precisa: lubrifica le superfici della cartilagine e nutre i tessuti articolari. Tuttavia, quando il ginocchio si infiamma, la membrana che produce questo liquido – la membrana sinoviale – va in iperattività.
Di conseguenza, produce molto più liquido del necessario. Il ginocchio si gonfia, diventa caldo, fa male. Spesso è difficile piegarsi o salire le scale. In alcuni casi, il versamento al ginocchio compare dopo un trauma. In altri, invece, è la diretta conseguenza della gonartrosi – l’artrosi del ginocchio – che in Italia colpisce circa quattro milioni di persone, soprattutto over 50. Inoltre, una delle situazioni più frustranti per i pazienti è il versamento endo-articolare del ginocchio che compare – o continua – dopo l’inserimento di una protesi.
Questo sembra paradossale. Il paziente ha già affrontato un intervento importante. Si aspettava la fine del dolore. Invece, il versamento al ginocchio persiste. La protesi, anche quando è tecnicamente perfetta, può irritare la membrana sinoviale residua. Quindi, l’infiammazione continua ed il liquido continua ad accumularsi, settimana dopo settimana.
Il ciclo delle siringature: quando aspirare non è abbastanza
Quando il versamento al ginocchio diventa persistente, il medico ricorre all’aspirazione con un ago. È una procedura rapida. Tuttavia, in moltissimi pazienti il liquido ritorna in pochi giorni o poche settimane. Quindi si aspira di nuovo. E ancora. Questo ciclo può andare avanti per mesi, a volte per anni. Non è una soluzione: è la gestione temporanea del sintomo. La causa reale – l’infiammazione cronica della membrana sinoviale alimentata da vasi sanguigni anomali – rimane intatta. Proprio per questo motivo, l’embolizzazione al ginocchio è oggi considerata la risposta più efficace per i pazienti con versamento al ginocchio recidivante.
Gonartrosi e versamento al ginocchio: perché i trattamenti tradizionali non bastano
La gonartrosi è l’usura progressiva della cartilagine del ginocchio. In parole semplici: le superfici ossee che si toccano nel ginocchio perdono il loro rivestimento protettivo. Quindi le ossa cominciano a “strofinarsi” l’una sull’altra. Il risultato è dolore, rigidità mattutina e – molto spesso – versamento al ginocchio ricorrente, perché l’articolazione infiammata produce continuamente liquido in eccesso.
I trattamenti tradizionali per la gonartrosi seguono un percorso a scalini. In primo luogo: antinfiammatori, fisioterapia, riduzione del carico. In secondo luogo: infiltrazioni di cortisone o di acido ialuronico, che offrono sollievo temporaneo. Infine, quando nulla funziona, si arriva alla protesi. Tuttavia, non tutti i pazienti sono candidati alla chirurgia: alcuni sono troppo anziani, altri hanno malattie che aumentano il rischio operatorio, altri ancora non accettano di sottoporsi a un intervento così invasivo. Per questi pazienti – e per chi ha già la protesi ma continua ad avere il versamento al ginocchio – l’embolizzazione apre uno scenario nuovo.
Perché l’infiammazione non si ferma: il ruolo dei neovasi
Nei pazienti con gonartrosi cronica e versamento al ginocchio persistente, la membrana sinoviale sviluppa una rete di vasi sanguigni anomali – i cosiddetti neovasi. Questi nuovi vasi alimentano continuamente l’infiammazione. Inoltre, trasportano fibre nervose che aumentano la percezione del dolore. È un circolo vizioso: più infiammazione genera più neovasi, e più neovasi alimentano più infiammazione. Di conseguenza, le infiltrazioni possono ridurre il dolore per qualche settimana, ma non eliminano la rete vascolare anomala alla base del problema. L’embolizzazione, invece, agisce esattamente su questo punto.
Embolizzazione delle arterie genicolari: come funziona e perché ferma il versamento al ginocchio
L’embolizzazione delle arterie genicolari è una procedura di radiologia interventistica. In altre parole, non è un’operazione chirurgica tradizionale. Si esegue in anestesia locale, in day hospital. Il radiologo interventista introduce un sottilissimo catetere – un tubicino flessibile – attraverso un piccolo punto di accesso nell’inguine. Niente bisturi, niente cicatrici.
Guidato da immagini radiologiche in tempo reale (fluoroscopia), il medico raggiunge le piccole arterie genicolari che alimentano la membrana sinoviale infiammata del ginocchio. Quindi inietta microparticelle biocompatibili – piccole sfere invisibili a occhio nudo – che ostruiscono selettivamente i vasi anomali responsabili dell’infiammazione e del versamento al ginocchio. I vasi sani, invece, rimangono intatti. Di conseguenza, la membrana sinoviale riceve meno afflusso di sangue anomalo, si calma progressivamente e smette di produrre liquido in eccesso.
I risultati sono documentati dalla letteratura scientifica internazionale: la riduzione del versamento al ginocchio è significativa nel 70-80% dei casi, con effetti che si mantengono nel tempo. Inoltre, anche il dolore diminuisce in modo rilevante. La procedura dura circa 20-40 minuti. Il paziente viene dimesso nelle stesse ore, con un piccolo cerotto nel punto di accesso.
Chi può sottoporsi all’embolizzazione per il versamento al ginocchio
Il candidato ideale all’embolizzazione per il versamento endo-articolare del ginocchio è il paziente che ha già tentato senza successo le siringature ripetute, le infiltrazioni e la fisioterapia. Inoltre, l’embolizzazione è indicata per chi ha la protesi al ginocchio e continua ad avere versamenti recidivanti, a patto che sia stata esclusa un’infezione della protesi. Tuttavia, ci sono alcune controindicazioni importanti: arteriopatia periferica severa, infezioni in atto, e impossibilità tecnica di raggiungere il vaso target. Per questo motivo, ogni caso richiede una valutazione preliminare da parte di un radiologo interventista esperto. Il punto di partenza è il proprio ortopedico o reumatologo, che può valutare l’indicazione e orientare verso un centro specializzato.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
La redazione
FAQ
L’aspirazione (siringatura) rimuove il liquido accumulato, ma non agisce sulla causa: la membrana sinoviale infiammata continua a produrne di nuovo. Finché l’infiammazione persiste – alimentata dai vasi anomali – il versamento al ginocchio si ripresenta ciclicamente. L’embolizzazione interrompe questo meccanismo bloccando quei vasi alla radice.
Sì. Nei pazienti con versamento al ginocchio post-protesi recidivante – dove la causa non è un’infezione ma un’infiammazione cronica della membrana sinoviale residua – l’embolizzazione delle arterie genicolari ha dimostrato risultati positivi. È fondamentale però escludere prima la presenza di infezione protesica, che rappresenta una controindicazione assoluta.
I dati degli studi disponibili, con follow-up fino a 2-3 anni, mostrano che la riduzione del versamento al ginocchio si mantiene nel tempo nella grande maggioranza dei pazienti. Una ripresa del versamento è possibile, ma meno frequente rispetto al ciclo delle siringature. In casi selezionati, può essere eseguito un secondo trattamento.
In alcuni pazienti con gonartrosi non ancora terminale, l’embolizzazione riduce dolore e versamento al ginocchio in misura tale da rimandare o – in certi casi – evitare del tutto la protesi. Non è una garanzia per tutti, ma per chi non è pronto o non può sottoporsi alla chirurgia è un’opzione concreta e validata dalla letteratura scientifica internazionale.
Il punto di partenza è il proprio ortopedico o reumatologo. Alternatively, la Società Italiana di Radiologia Interventistica (SIRI) può orientare verso radiologi interventisti specializzati in patologie muscolo-scheletriche. I centri universitari e i policlinici nelle principali città italiane (Milano, Roma, Bologna, Catania) sono i riferimenti principali. Il Dr. Tommaso Lupattelli opera in queste sedi.
Per approfondire
Fonti
Ogni mattina, il primo passo fuori dal letto è un supplizio. Il tallone brucia, la pianta del piede è rigida, e la prima decina di passi sembra camminare su un chiodo. https://www.dossiersalute.com/fascite-plantare-embolizzazione-trattamento-dolore-tallone/
Oggi analizzeremo dettagliatamente l’argomento della gonartrosi, nota anche come artrosi del ginocchio. https://www.dossiersalute.com/la-gonartrosi-approfondimento-con-il-dottor-tommaso-lupattelli/
Dossiersalute ha intervistato il Dr. Tommaso Lupattelli, radiologo interventista, grande esperto sul trattamento di angioplastica per la cefalea e Sindrome di Meniere, patologie che purtroppo colpiscono molti e sono sempre più diffuse. https://www.dossiersalute.com/cefalea-come-trattarla-con-langioplastica-intervista-al-dr-tommaso-lupattelli/
Il piede diabetico è una grave complicanza cronica del diabete. Si tratta di uno stato patologico determinato dalla neuropatia e dalla arteriopatia, tipiche condizioni conseguenti alla malattia metabolica d’origine. https://www.dossiersalute.com/dr-tommaso-lupattelli-intervista-sul-piede-diabetico/
Studio clinico sull’embolizzazione delle arterie genicolari per gonartrosi: riporta una riduzione del dolore VAS del 62% e significativa riduzione del versamento articolare a 12 mesi in pazienti con artrosi del ginocchio resistenti ai trattamenti conservativi – Journal of Vascular and Interventional Radiology (JVIR), 2020 – jvir.org – studio originale JVIR sull’embolizzazione genicolara per gonartrosi
Revisione sistematica con meta-analisi sull’embolizzazione muscolo-scheletrica: analizza 18 studi su gonartrosi, versamento articolare e tendinopatie, con riduzione media del dolore superiore al 65% e profilo di sicurezza favorevole in circa 1.200 pazienti – Cardiovascular and Interventional Radiology, 2022 – springer.com – meta-analisi su embolizzazione articolare e tendinopatie
Articolo del Dr. Okuno (pioniere giapponese dell’embolizzazione genicolara) sui risultati a lungo termine in 72 pazienti: documenta la riduzione duratura del versamento al ginocchio e del dolore da gonartrosi con follow-up a 24 mesi – CardioVascular and Interventional Radiology, 2017 – springer.com – studio Okuno et al., fondativo per l’embolizzazione genicolara
Linee guida EULAR 2023 sulla gestione della gonartrosi: descrivono il percorso terapeutico standard (fisioterapia, infiltrazioni, protesi) e citano l’embolizzazione come opzione emergente per i casi refrattari con versamento articolare persistente – European League Against Rheumatism – eular.org – linee guida europee sulla gonartrosi aggiornate al 2023
Scheda informativa sulla gonartrosi e sul versamento articolare del ginocchio: cause, sintomi, diagnosi e opzioni terapeutiche raccomandate per il paziente italiano – Istituto Superiore di Sanità (ISS), portale EpiCentro – epicentro.iss.it – scheda ISS su artrosi e versamento articolare





