Dossier Salute

Divulgazione medica e patologia venosa: informarsi bene per curarsi meglio – Intervista al Dr. Gabriele Bertoni

divulgazione medica patologia venosa

Cercare informazioni mediche online è diventato un riflesso automatico. Tuttavia, non tutto ciò che si trova su Google o sui social è affidabile.

In particolare, la patologia venosa è spesso sminuita come problema estetico. Di conseguenza, molti pazienti rimandano la visita fino a quando la situazione non si è già aggravata.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Gabriele Bertoni, specialista in flebologia e fondatore del portale veinclinic.it, nato proprio per fare informazione corretta e autorevole.

Perché oggi la divulgazione scientifica è diventata parte della cura?

“Viviamo in un mondo estremamente “tecnologicizzato”, per cui l’accesso alle informazioni è immediato. Purtroppo, ci sono informazioni che non sono scientificamente attendibili e alcune sono molto fuorvianti. L’utente medio delle piattaforme digitali – social o Google – si trova a scremare tra varie informazioni, non tutte scientificamente provate.”

“Il paziente oggi arriva in studio e già sa qual è la sua patologia e il trattamento. Vuole sentirsi validare quello che ha già studiato online. Da un certo punto di vista è un bene, perché aumenta la consapevolezza della patologia. Dall’altro, se le informazioni non sono filtrate, ci si trova a dover passare la maggior parte della visita a spiegare al paziente che la soluzione che vorrebbe non è adeguata al suo caso specifico.”

L’informazione non controllata non è neutrale. Invece, può orientare il paziente verso scelte sbagliate e allontanarlo da quelle corrette.

Di conseguenza, il medico che fa divulgazione di qualità non è solo uno specialista: è anche un filtro contro la disinformazione sanitaria.

Approfondimento scientifico: L’infodemia sanitaria: dimensioni e impatto sulla relazione medico-paziente

La scoping review pubblicata su J Med Internet Res (agosto 2024, PubMed, Scopus, Web of Science, Google Scholar, 70 fonti incluse da gennaio 2012 a marzo 2024) ha documentato che il 94,2% dei medici intervistati riferisce di aver incontrato pazienti portatori di disinformazione sanitaria nell’ultimo anno.

Inoltre, l’OMS ha dichiarato l’‘infodemia’ – sovrabbondanza di informazioni non verificate – come un problema di salute pubblica globale. Di conseguenza, la disinformazione sanitaria non è solo un fastidio per i medici, ma un ostacolo concreto alle cure.

Tuttavia, la stessa revisione sottolinea che la divulgazione medica autorevole online è uno degli strumenti più efficaci per contrastare il fenomeno. Pertanto, medici come il Dott. Gabriele Bertoni che producono contenuti verificati svolgono un ruolo clinico e sociale fondamentale.

Come riconoscere se una fonte online è affidabile o è solo marketing?

“Bisogna capire qual è l’autorevolezza della persona che ci sta dietro e se quello che stiamo leggendo è fondamentalmente una buona campagna di marketing – cioè un prodotto commerciale – oppure è qualcosa che si occupa davvero di divulgazione.”

“Io mi occupo di flebologia e ho approntato un portale dove cerco di spiegare con parole semplici le patologie e i vari tipi di metodi diagnostici e di trattamenti. Lo faccio anche spiegando cose o trattamenti che io personalmente non erogo. È importante che il paziente possa leggere di un metodo che io non prediligo, ma che è comunque valido. Così sa a cosa andrà incontro quando si rivolgerà a un altro collega.”

In sostanza, la trasparenza è il primo criterio per riconoscere una fonte affidabile. Tuttavia, non basta la buona intenzione: servono competenze specifiche e aggiornamento costante.

Di conseguenza, affidarsi a professionisti identificabili – con nome, cognome, specializzazione e struttura di riferimento – è il primo passo per navigare in modo sicuro nel mare delle informazioni sanitarie online.

Come valutare l’affidabilità di una fonte sanitaria online: cosa dice la ricerca

Lo studio qualitativo pubblicato su JMIR Infodemiology (giugno 2025, interviste semistrutturate con 22 partecipanti) ha identificato i principali criteri usati dal pubblico per valutare l’affidabilità delle informazioni sanitarie online. In particolare, l’autorevolezza della fonte – identità verificabile del professionista, affiliazione istituzionale, coerenza delle informazioni con fonti ufficiali – è il fattore più citato.

Tuttavia, la stessa ricerca evidenzia che la maggior parte degli utenti fatica a distinguere il contenuto scientifico da quello commerciale. Di conseguenza, la presenza di un professionista riconoscibile e trasparente è un vantaggio competitivo rispetto al contenuto anonimo o branded.

Inoltre, la comprehensive survey su MDPI Future Internet (marzo 2025, Google Scholar, pubblicazioni da gennaio 2016 a febbraio 2025, 100 studi inclusi) conferma che gli algoritmi dei social media tendono ad amplificare i contenuti emotivamente coinvolgenti, non necessariamente quelli più accurati. Pertanto, la qualità della fonte non garantisce automaticamente la visibilità del contenuto corretto.

La patologia venosa è davvero solo un problema estetico? Quando bisogna preoccuparsi?

“La patologia venosa è una patologia benigna perché non si muore di vene: lo dico a tutti i miei pazienti. Quindi l’intervento non potrà mai essere urgente. Però è una patologia che può portare a gravi complicanze se trascurata.”

“Non ci si può curare leggendo un forum su internet. È importante che, soprattutto quando si tratta di patologie benigne come i capillari e le vene varicose, non ci si accontenti di chi sminuisce il problema dicendo che è solo estetico. Perché comincia come un problema estetico, ma potrebbe non esserlo già alla prima manifestazione, e potrebbe certamente peggiorare. Quindi è importante cercare una fonte autorevole che indirizzi verso una visita medica il prima possibile.”

In altre parole, la differenza tra un capillare e un’insufficienza venosa cronica non è solo estetica. Tuttavia, molti pazienti non la conoscono finché non compaiono le complicanze.

Quindi, riconoscere i sintomi precoci e affidarsi a uno specialista in flebologia è la scelta più efficace per evitare di arrivare agli stadi avanzati della malattia.

Progressione della malattia venosa cronica: i dati più recenti

Le nuove linee guida cliniche SCAI 2025 per la gestione della malattia venosa cronica (J Vasc Surg / SCAI, giugno 2025, 9 RCT su guarigione ulcere, 3 trial su discomfort, metodo GRADE) definiscono la patologia venosa come progressiva e indicano la terapia compressiva come raccomandazione forte per i pazienti con ulcere venose.

Inoltre, lo studio prospettico VENPRO (Phlebology, maggio 2025, PMID: 39498993, 1.000 pazienti, follow-up 7 anni, University Hospital Galway) ha documentato che un quinto dei pazienti con vene varicose in lista d’attesa sviluppa una complicanza o evidenza di progressione di malattia. In particolare, l’età avanzata e i precedenti episodi di cellulite sono fattori di rischio significativi.

Di conseguenza, la patologia venosa non trattata non rimane stabile. Pertanto, una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono determinanti per prevenire le complicanze più gravi, come l’ulcera venosa.

Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo

Intervista al Dott. Gabriele Bertoni, specialista in flebologia e patologie venose, fondatore di veinclinic.it con approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista

FAQ

Un sito medico affidabile riporta sempre il nome, la qualifica e l’affiliazione del professionista che lo gestisce. Tuttavia, non basta l’identità: i contenuti devono essere aggiornati, citare fonti verificabili e non promuovere esclusivamente prodotti o servizi.

In particolare, un segnale positivo di affidabilità è quando il sito spiega anche trattamenti o opzioni che il professionista non eroga direttamente. Di conseguenza, si distingue chiaramente dalla semplice promozione commerciale.

Non necessariamente. I capillari visibili – chiamati teleangectasie – possono essere isolati o associati a una insufficienza venosa sottostante. Tuttavia, solo una visita specialistica con ecocolordoppler venoso permette di distinguere i due casi.

Di conseguenza, sottovalutarli come problema puramente estetico può portare a ritardare la diagnosi di una patologia venosa più profonda. Pertanto, la valutazione di uno specialista in flebologia è sempre raccomandata alla prima comparsa.

I sintomi precoci includono sensazione di pesantezza o stanchezza alle gambe, gonfiore serale alle caviglie, prurito o bruciore lungo il decorso delle vene, crampi notturni e comparsa di vene blu o viola visibili sulla superficie cutanea.

Tuttavia, questi sintomi sono spesso attribuiti alla stanchezza o al caldo. Di conseguenza, molti pazienti ritardano la visita di anni. In particolare, se i sintomi sono ricorrenti o peggiorano progressivamente, è fondamentale consultare uno specialista in flebologia.

veinclinic.it è il portale di divulgazione scientifica fondato dal Dott. Gabriele Bertoni, dedicato alle patologie venose. Tuttavia, non è pensato solo per i pazienti già in cura: è rivolto a chiunque voglia capire di più sulle vene, sui sintomi e sulle opzioni di trattamento disponibili.

In particolare, il portale descrive anche trattamenti che il Dott. Gabriele Bertoni non eroga direttamente, garantendo una visione completa e imparziale. Di conseguenza, è uno strumento utile per orientarsi prima ancora di prenotare una visita.

Sì, la letteratura scientifica è chiara su questo punto. Secondo lo studio prospettico VENPRO (2025, 1.000 pazienti, 7 anni di follow-up), un quinto dei pazienti con vene varicose non trattate sviluppa complicanze o progressione della malattia nel tempo.

Tuttavia, non tutti i casi progrediscono con la stessa velocità. In particolare, età avanzata, sovrappeso, lunga stazione eretta e familiarità sono fattori di rischio documentati. Di conseguenza, la valutazione personalizzata del rischio è parte essenziale della visita flebologica.

Per approfondire

Fonti

capillari visibili, noti anche come teleangectasie, sono dilatazioni permanenti dei piccoli vasi sanguigni che si manifestano sulla pelle, soprattutto su gambe e viso. https://www.dossiersalute.com/trattamento-dei-capillari-estetica-o-segnale-di-patologia-i-migliori-rimedi/

Come trattare i capillari dilatati? Sfatiamo un mito: i capillari quando sono visibili a livello degli arti inferiori, non sono rotti ma dilatati. https://www.dossiersalute.com/come-trattare-i-capillari-dilatati-scleroterapia-iniettiva-e-laser-vascolare-a-confronto/

Le varici degli arti inferiori sono una condizione comune che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si manifestano con dilatazioni permanenti delle vene, che appaiono ingrossate e visibili sotto la pelle.  https://www.dossiersalute.com/tecniche-per-il-trattamento-delle-varici-chirurgia-laser-scleroterapia-e-radiofrequenza/

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11369541/
Scoping review (PubMed, Scopus, Web of Science, Google Scholar, 70 fonti incluse, gennaio 2012 – marzo 2024): il 94,2% dei medici incontra pazienti con disinformazione sanitaria. Documenta impatto su comunicazione medico-paziente e strategie di mitigazione. Pubblicato agosto 2024.

https://infodemiology.jmir.org/2025/1/e67464
Studio qualitativo (22 interviste semistrutturate): criteri usati dal pubblico per identificare e rispondere alla disinformazione sanitaria online. L’autorevolezza identificabile della fonte è il fattore principale di fiducia. Pubblicato giugno 2025.

https://www.mdpi.com/1999-5903/17/3/129
Survey sistematica (Google Scholar, gennaio 2016 – febbraio 2025, 100 studi inclusi, validati su Web of Science/SSCI): gli algoritmi dei social amplificano contenuti emotivamente coinvolgenti, non quelli più accurati. Analizza metodi di rilevamento automatico della disinformazione medica. Pubblicato marzo 2025.

https://www.jscai.org/article/S2772-9303(25)01171-8/fulltext
Linee guida cliniche SCAI 2025 (metodo GRADE, 9 RCT su ulcere venose, 3 trial su discomfort): 9 raccomandazioni su 8 scenari clinici. Terapia compressiva raccomandata (forte) per ulcere venose. Endorsement Society for Vascular Medicine. Pubblicato giugno 2025.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39498993/
Studio prospettico di coorte (1.000 pazienti in lista d’attesa per vene varicose, follow-up 7 anni, University Hospital Galway): un quinto dei pazienti sviluppa complicanza o progressione. Età avanzata e precedenti episodi di cellulite sono fattori di rischio significativi (regressione logistica). Pubblicato maggio 2025.

Richiedi informazioni o contatta il Medico

Compilando e inviando il modulo ecconsenti al trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
CONDIVIDI
Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Telegram

LA MAPPA DELLA SALUTE