Dal congresso mondiale di oncologia ASCO 2026 di Chicago arriva la conferma più attesa: il vaccino personalizzato a mRNA intismeran, combinato con l’immunoterapia pembrolizumab, riduce del 49% il rischio di recidiva o morte nei pazienti con melanoma ad alto rischio. A cinque anni dall’inizio della terapia, il 92,2% dei trattati è ancora vivo. I dati, pubblicati sul Journal of Clinical Oncology, segnano secondo l’oncologo italiano Paolo Ascierto “un potenziale cambio di paradigma” nella cura dei tumori.
di Lavinia Giganti | Giornalista | redazione DossierSalute
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IN SINTESI • Il vaccino mRNA intismeran è una terapia personalizzata prodotta analizzando il tumore rimosso chirurgicamente. • Lo studio KEYNOTE-942 su 157 pazienti ha valutato la combinazione intismeran più pembrolizumab nel melanoma ad alto rischio. • La combinazione riduce del 49% il rischio di recidiva o morte rispetto alla sola immunoterapia a 5 anni. • Il 92,2% dei pazienti vaccinati è vivo a cinque anni, contro il 71,3% del gruppo di controllo. • La fase 3 internazionale è in corso: l’Italia partecipa attraverso l’Istituto Pascale di Napoli. |
Il vaccino mRNA contro il melanoma: cos’è e come funziona lo studio KEYNOTE-942
Il vaccino personalizzato a mRNA intismeran è una terapia innovativa che utilizza la stessa piattaforma tecnologica impiegata nei vaccini anti-COVID-19 di nuova generazione per insegnare al sistema immunitario a riconoscere e colpire le cellule tumorali specifiche di ogni singolo paziente. A differenza dei vaccini preventivi tradizionali, che proteggono da un agente infettivo prima dell’esposizione, questo vaccino viene somministrato dopo la rimozione chirurgica del tumore, nella fase cosiddetta adiuvante, ovvero di consolidamento del risultato operatorio. Non esiste, quindi, un vaccino identico per due pazienti diversi: ogni preparazione è unica e costruita su misura.
Lo studio KEYNOTE-942, di Fase 2b, è stato avviato nel 2021 con l’obiettivo di valutare l’efficacia della combinazione intismeran più pembrolizumab – un anticorpo monoclonale già approvato come immunoterapia standard per il melanoma – rispetto alla sola immunoterapia in pazienti con melanoma ad alto rischio operati chirurgicamente. La sperimentazione ha coinvolto complessivamente 157 pazienti, divisi in due bracci: il gruppo sperimentale, che ha ricevuto entrambe le terapie, e il gruppo di controllo, trattato solo con pembrolizumab. Il melanoma è il tumore della pelle più aggressivo, responsabile di circa 1.900 decessi l’anno in Italia secondo i dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica.
In Italia, la partecipazione allo studio è stata avviata per prima all’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Giovanni Pascale” di Napoli, sotto la guida del professor Paolo Ascierto, ordinario di Oncologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente della Fondazione Melanoma Onlus. I dati a cinque anni sono stati presentati all’edizione 2026 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il congresso mondiale di oncologia più importante al mondo, tenutosi a Chicago il 1° giugno 2026, e pubblicati contestualmente sul Journal of Clinical Oncology, rivista di riferimento per la ricerca oncologica internazionale, con fattore di impatto superiore a 40.
I risultati a 5 anni dello studio KEYNOTE-942: sopravvivenza, recidiva e metastasi a distanza
I dati a cinque anni dello studio KEYNOTE-942 confermano con straordinaria solidità l’efficacia della terapia combinata vaccino mRNA più immunoterapia nel melanoma ad alto rischio. Il risultato principale riguarda la riduzione del rischio di recidiva o morte: il gruppo trattato con la combinazione intismeran-pembrolizumab ha registrato una diminuzione del 49% rispetto al gruppo che aveva ricevuto solo il pembrolizumab. Si tratta di un risultato particolarmente significativo perché si mantiene stabile nel tempo, a dimostrazione che l’effetto del vaccino non è transitorio ma duraturo, e il profilo di sicurezza rimane eccellente.
Un secondo dato fondamentale riguarda la sopravvivenza globale: a cinque anni dall’intervento chirurgico e dall’inizio della terapia adiuvante, il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccinato è ancora in vita, contro il 71,3% del gruppo di controllo. Questa differenza di oltre venti punti percentuali rappresenta un risultato di enorme impatto clinico. Parallelamente, il 68,8% dei pazienti trattati con la combinazione è risultato completamente libero da tumore a cinque anni, rispetto al 49,1% del gruppo che aveva ricevuto la sola immunoterapia. Sul fronte delle metastasi a distanza – cioè la diffusione del melanoma ad altri organi del corpo, come polmoni, fegato e cervello – la terapia combinata ha ridotto il rischio del 59% rispetto al braccio di controllo.
“Il dato forse più impressionante è che il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccino è vivo a cinque anni”, ha dichiarato il professor Ascierto durante la presentazione all’ASCO. La sicurezza del trattamento è stata ulteriormente confermata dall’analisi degli effetti collaterali: risultati “assolutamente gestibili e sovrapponibili a quelli di una normale reazione influenzale”, con febbre lieve, mialgie e affaticamento transitori nelle ore successive all’infusione, senza eventi gravi in eccesso rispetto all’immunoterapia standard. Nessun segnale di tossicità d’organo è emerso nel follow-up a lungo termine.
Come funziona il vaccino su misura per il vaccino mRNA melanoma e cosa cambia per i pazienti
Il segreto del vaccino intismeran risiede nella personalizzazione assoluta del processo produttivo. Dopo la rimozione chirurgica del melanoma, il tessuto neoplastico viene analizzato attraverso tecniche di sequenziamento genomico di nuova generazione (NGS, next-generation sequencing) per identificare fino a 34 neoantigeni, le “firme” proteiche prodotte esclusivamente da quel tumore e assenti nelle cellule sane del paziente. Sulla base di queste informazioni, l’azienda farmaceutica Moderna sintetizza un filamento di mRNA su misura che, iniettato nel paziente, istruisce i linfociti T – le cellule “essassine” del sistema immunitario – a riconoscere e distruggere qualsiasi cellula tumorale residua ancora presente nell’organismo.
L’abbinamento con pembrolizumab, anticorpo monoclonale anti-PD-1 prodotto da MSD, è funzionale a duplice livello: l’immunoterapia rimuove il cosiddetto “freno immunitario” – il meccanismo molecolare attraverso cui le cellule tumorali bloccano l’attività dei linfociti T – mentre il vaccino fornisce a questi linfociti l’identikit preciso del bersaglio da colpire. I due farmaci agiscono quindi in modo sinergico, amplificando reciprocamente la risposta immunitaria anti-tumorale. Questo approccio combinato di “acceleratore più bersaglio” rappresenta una nuova frontiera dell’oncologia di precisione.
Per i pazienti italiani affetti da melanoma ad alto rischio, l’orizzonte concreto è rappresentato dallo studio di Fase 3 internazionale KEYNOTE-942-002, già avviato con la partecipazione dell’Istituto Pascale di Napoli e di altri centri oncologici italiani di eccellenza. Se i dati della Fase 3 confermeranno i risultati della Fase 2b su un campione più ampio di pazienti, la combinazione intismeran-pembrolizumab potrebbe diventare lo standard terapeutico per il melanoma ad alto rischio operato, modificando le linee guida internazionali entro il 2027-2028. La tecnologia mRNA applicata ai tumori, secondo il professor Ascierto, è già in fase di sperimentazione per il carcinoma polmonare non a piccole cellule e il tumore del colon-retto, aprendo prospettive che potrebbero rivoluzionare l’intera oncologia di precisione.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
FAQ
Il vaccino a mRNA intismeran è una terapia personalizzata somministrata dopo la rimozione chirurgica del tumore. Analizza le “firme” proteiche del melanoma del paziente e istruisce il sistema immunitario a distruggerle. Non è un vaccino preventivo.
Lo studio ha coinvolto 157 pazienti con melanoma ad alto rischio. La terapia combinata (vaccino + immunoterapia) ha ridotto del 49% il rischio di recidiva e il 92,2% dei pazienti vaccinati è vivo a cinque anni, contro il 71,3% del gruppo di controllo.
Attualmente la terapia è in fase di sperimentazione di Fase 3. In Italia partecipa l’Istituto Pascale di Napoli. Non è ancora approvata per uso clinico routinario: bisogna rivolgersi ai centri che partecipano alla sperimentazione.
Il vaccino è studiato per pazienti con melanoma ad alto rischio operato (stadio II-III). Il rischio di recidiva dipende dallo spessore del tumore, dalla presenza di ulcerazione e dal coinvolgimento linfonodale. Il proprio oncologo può valutare l’eleggibilità.
Gli effetti collaterali osservati sono stati lievi e transitori: febbre lieve, stanchezza e dolori muscolari nelle ore successive all’infusione, paragonabili a una comune reazione influenzale. Nessun segnale di tossicità grave è emerso nel follow-up a cinque anni.
Per approfondire
Fonti
l melanoma maligno è una delle neoplasie cutanee più aggressive e, in molte aree del mondo, in aumento di incidenza. https://www.dossiersalute.com/melanoma-maligno-intervista-al-dottor-armando-de-angelis/
il melanoma è il più aggressivo dei tumori della pelle e in Italia si registrano ogni anno circa 12-15.000 nuovi casi. La buona notizia è che, individuato presto, ha ottime possibilità di guarigione. https://www.dossiersalute.com/prevenzione-melanoma-protezione-solare-nei/
Il punto politico, oggi, è semplice: nel disegno di legge sulla prevenzione del melanoma approvato dal Senato il 27 gennaio 2026 entra un articolo che impone ai tatuatori di consegnare un’informativa scritta sui rischi e di far firmare al cliente un consenso informato, da conservare e rendere disponibile ai controlli. https://www.dossiersalute.com/consenso-informato-tatuaggi-decreto-melanoma/
Il melanoma è un tumore cutaneo potenzialmente aggressivo ma oggi sempre più curabile se intercettato precocemente. https://www.dossiersalute.com/melanoma-mappatura-nei-linfonodo-sentinella/
Studio originale KEYNOTE-942 (Fase 2b), dati a 5 anni presentati all’ASCO 2026 e pubblicati sul Journal of Clinical Oncology – American Society of Clinical Oncology, JCO, 2026. https://www.ilsole24ore.com/art/melanoma-vaccino-mrna-taglia-49percento-rischio-recidiva-5-anni-AIuEL2OD
Comunicato ANSA su risultati KEYNOTE-942 all’ASCO 2026: sopravvivenza 92,2% a 5 anni, dichiarazioni del prof. Ascierto – Agenzia ANSA Salute & Benessere, 1 giugno 2026. https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/focus_tumore/2026/06/01/ansa-focusmelanoma-a-5-anni-vivo-il-92-trattato-con-vaccino-personalizzato_ba03ff34-4c28-40e8-ac2e-c05ed070e70c.html
Dati clinici vaccino mRNA melanoma a 5 anni, analisi Osservatorio Terapie Avanzate – Osservatorio Terapie Avanzate, 2026. https://www.osservatorioterapieavanzate.it/terapie-avanzate/terapie-su-rna/vaccino-a-mrna-per-il-melanoma-i-dati-a-5-anni
Approfondimento Il Messaggero: riduzione del 49% del rischio di recidiva nel melanoma con vaccino mRNA – Il Messaggero Salute, 2026. https://www.ilmessaggero.it/salute/salute/ricerca/vaccini_mrna_melanoma_riduzione_recidiva_studio-9593494.html
AIRC: ricerca sul cancro, gli ambiti promettenti nel 2026 inclusi i vaccini mRNA – AIRC Fondazione per la Ricerca sul Cancro, 2026. https://www.airc.it/news/ricerca-sul-cancro-5-ambiti-promettenti-per-il-2026





