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Trattamento mini invasivo per il varicocele maschile: embolizzazione

varicocele embolizzazione

Quali sono i fattori di rischio del varicocele maschile, quanto è doloroso nel paziente e come si esegue l’intervento di embolizzazione.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Tommaso Lupattelli, massimo esperto in embolizzazione con la maggiore casistica italiana e oltre 3mila interventi eseguiti con successo.

Cos è il varicocele maschile

Il varicocele è una condizione che si verifica in circa il 10% degli uomini, già dall’età adolescenziale.

Questa patologia coinvolge le vene situate nello scroto, la sacca che contiene i testicoli.

Si tratta di una dilatazione anomala delle vene del plesso pampiniforme che circonda i testicoli.

È simile alle vene varicose che possono comparire nelle gambe, ma in questo caso si forma nella zona testicolare.

In parole povere si deve pensare alle vene del testicolo come piccole tubature.

Nel varicocele, queste tubature si ingrossano e si dilatano, causando un ristagno di sangue.

Quali sono le cause del varicocele ed i fattori di rischio

Le cause precise non sono ancora del tutto chiare, ma si ritiene che siano legate a una combinazione di fattori, tra cui:

  • Valvole venose difettose: Le vene del testicolo, come quelle delle gambe, sono dotate di valvole che impediscono al sangue di scorrere all’indietro. Quando queste valvole non funzionano correttamente, il sangue ristagna nelle vene, causando la loro dilatazione.
  • Aumento della pressione addominale: Condizioni che aumentano la pressione all’interno dell’addome, come l’ostruzione delle vene renali o la compressione delle vene da parte di altre strutture anatomiche, possono favorire la formazione del varicocele.
  • Fattori anatomici: La lunghezza e il percorso delle vene del testicolo possono influenzare la loro predisposizione alla dilatazione.
  • Fattori genetici: Alcuni studi suggeriscono che una predisposizione genetica possa aumentare il rischio di sviluppare un varicocele.

Sebbene le cause precise non siano ancora del tutto chiare, alcuni fattori possono aumentare il rischio di sviluppare un varicocele come l’età e gli sforzi fisici prolungati (attività fisiche intense possono provocare l’aumento di pressione nelle vene del testicolo).

È importante sottolineare che non tutti gli uomini con questi fattori di rischio svilupperanno un varicocele.

Sintomi e Conseguenze del Varicocele

Il varicocele maschile, come abbiamo visto, è una condizione che può presentare una vasta gamma di sintomi, dalla completa assenza fino a manifestazioni più fastidiose.

Tra i sintomi più comuni vi è la sensazione di peso o di un sacchetto pieno nello scroto, questo è spesso descritto dai pazienti come una sensazione di “bruciore” o “pesantezza”.

 Il dolore può essere leggero e continuo, oppure più intenso, soprattutto in posizione eretta o durante l’attività fisica. Può essere localizzato nello scroto o irradiarsi nella zona lombare.

Questa patologia può portare infertilità e dolore a livello dello scroto (testicolo), se non trattato può portare ad atrofia del testicolo.

 In alcuni casi, il testicolo colpito può essere più piccolo dell’altro, a causa dell’atrofia testicolare causata dal ristagno di sangue.

Spesso la condizione viene scoperta casualmente durante un esame fisico di routine o in seguito a problemi di fertilità.

Il varicocele può portare a diverse conseguenze tra cui l’infertilità ,  si stima che circa il 15-20% degli uomini abbia un varicocele, ma tra gli uomini infertili, la percentuale sale al 40%.

 Le vene dilatate del varicocele interferiscono con il normale raffreddamento dei testicoli. Un aumento della temperatura nella zona testicolare può alterare la produzione e la qualità dello sperma.

I testicoli funzionano meglio a una temperatura leggermente inferiore rispetto al resto del corpo, e il varicocele può ostacolare questo meccanismo.

 Un’ulteriore conseguenza può essere la riduzione del testicolo causata dal ristagno cronico di sangue.

La presenza di un varicocele e la consapevolezza di potenziali problemi di fertilità possono causare inoltre ansia e stress psicologico.

L’embolizzazione risolve il problema del varicocele, a chi rivolgersi e come funziona l’intervento

La maggior parte dei pazienti affetti da varicocele dopo un consulto urologico prendono in considerazione l’intervento di varicocelectomia (l’obiettivo della varicocelectomia è legare o rimuovere le vene dilatate, questa è generalmente considerata un intervento sicuro, ma come qualsiasi procedura chirurgica comporta alcuni rischi e potenziali complicazioni).

 Pertanto è bene essere informati sulla possibilità di poter effettuare un’altra tipologia di intervento mini invasivo per curare il varicocele, l’embolizzazione.

L’embolizzazione è una tecnica sempre più utilizzata per il trattamento del varicocele, grazie ai suoi numerosi vantaggi:

  • Minimamente invasiva: Richiede un piccolo accesso vascolare, solitamente a livello dell’inguine.
  • Rapido recupero: Il paziente può tornare a casa in poche ore e riprendere le proprie attività quotidiane in breve tempo.
  • Minor dolore: Il dolore post-operatorio è generalmente più lieve rispetto alla chirurgia tradizionale.
  • Minor rischio di complicanze: Le complicanze sono rare e generalmente lievi.

E’ importante sapere che eseguendo l’embolizzazione la recidiva è limitata se non nulla, poichè oltre al vaso principale si occludono anche tutte le reti venose del varicocele quindi si  abbassa la percentuale di recidiva.

La procedura viene solitamente eseguita in regime ambulatoriale, cioè non è necessario il ricovero ospedaliero. L’anestesia locale o leggera sedazione può essere utilizzata per ridurre al minimo il disagio.

Il medico (solitamente un radiologo interventista) pratica una piccola incisione, di solito nell’area dell’inguine o del collo.

Un catetere sottile viene inserito in una vena grande, spesso la vena femorale o la vena giugulare.

Usando tecniche di imaging come la fluoroscopia (una sorta di radiografia in tempo reale), il catetere viene guidato attraverso i vasi sanguigni fino alle vene testicolari dilatate coinvolte nel varicocele.

Una volta che il catetere è in posizione, vengono inseriti materiali embolizzanti, come piccole spirali metalliche (coils), colla o agenti schiumosi, che occludono la vena interessata. Questo blocca il flusso sanguigno nelle vene dilatate, facendo sì che il sangue sia indirizzato verso altre vene sane.

Una volta completata l’embolizzazione, il catetere viene rimosso e la piccola incisione viene chiusa con una semplice medicazione.

Conclusione

L’intervento mini invasivo dell’embolizzazione per il varicocele dura 5-10 minuti, il paziente può tornare alle sue attività dopo un paio di ore. E’ completamente indolore,  e non richiede né  tagli né punti di sutura. Dopo circa 1 o 2 ore il paziente viene dimesso ed il giorno successivo può gia svolgere tutte le normali attività stando attento  solo a sforzi di media-alta intensità per le successive 48-72 ore.

Una vera rivoluzione nel campo medico.

La redazione in collaborazione con il Dott. Tommaso Lupattelli Chirurgo Interventista a Milano



Immagine di brgfx su Freepik

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