Un composto scoperto negli anni Settanta e mai arrivato sul mercato potrebbe aprire una nuova strada nella cura dell’obesità e del diabete di tipo 2. Lo dimostra uno studio dell’Università della California a Berkeley, pubblicato sulla rivista Science Advances e ripreso da testate scientifiche internazionali come ScienceDaily e News-Medical. La molecola, chiamata TOFA, non riduce l’appetito come i farmaci GLP-1 già in commercio, ma spinge le cellule a bruciare più energia. Nei topi obesi ha fatto perdere grasso senza intaccare la massa muscolare, migliorando anche glicemia e trigliceridi. I ricercatori sottolineano che si tratta ancora di risultati preliminari, ottenuti solo su modelli animali.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- Un team di UC Berkeley ha identificato la molecola TOFA come possibile nuovo trattamento per obesità e diabete di tipo 2.
- A differenza dei farmaci GLP-1 come Ozempic e Wegovy, TOFA non riduce l’appetito ma aumenta il consumo di energia delle cellule.
- Nei topi obesi ha fatto bruciare fino al 18% di energia in più, riducendo il grasso senza perdita di massa muscolare.
- Lo studio, pubblicato su Science Advances, ha mostrato benefici anche su glicemia, trigliceridi e steatosi epatica.
- La molecola è stata testata finora solo sugli animali: servono ora studi clinici sull’uomo per confermarne sicurezza ed efficacia.
Cos’è TOFA e come agisce
TOFA è la sigla di acido 5-tetradecilossi-2-furoico, una molecola scoperta negli anni Settanta. Appartiene alla famiglia degli inibitori dell’enzima ACC, composti che bloccano la produzione di lipidi come colesterolo e trigliceridi nell’organismo. Diversi inibitori ACC erano arrivati fino alla sperimentazione clinica di fase intermedia, ma nessuno era mai stato approvato per curare le malattie metaboliche. Il motivo principale era la loro tendenza ad alzare i trigliceridi nel sangue, con un possibile rischio per il cuore.
Il team guidato da Anders Näär, docente di biologia metabolica e nutrizione a Berkeley, ha scoperto che TOFA agisce in modo diverso. Oltre a bloccare la sintesi dei lipidi, la molecola attiva anche due recettori cellulari chiamati PPARα e PPARδ. Questi recettori accendono i geni che permettono alle cellule di catturare i grassi e bruciarli per produrre energia. È proprio questo doppio meccanismo, spiegano i ricercatori, a distinguere TOFA dai farmaci GLP-1 oggi più diffusi.
I farmaci GLP-1 come semaglutide e tirzepatide sono venduti con i nomi commerciali Ozempic, Wegovy, Mounjaro e Zepbound. Agiscono soprattutto riducendo l’appetito e l’assunzione di cibo. Questo meccanismo è molto efficace per la perdita di peso, ma comporta anche alcuni rischi. Tra questi ci sono nausea, disturbi gastrointestinali e una possibile perdita di massa muscolare nel lungo periodo. «Il peso corporeo risponde a due leve: mangiare meno calorie o consumare più energia. I farmaci GLP-1 agiscono quasi esclusivamente sulla prima leva, noi abbiamo puntato sulla seconda», ha spiegato Näär.
Negli ultimi cinque anni i farmaci GLP-1 hanno cambiato il trattamento di obesità, diabete e steatosi epatica. Sono diventati tra i medicinali più venduti al mondo. Una molecola con un meccanismo diverso, se confermata anche sull’uomo, potrebbe offrire un’opzione in più. Potrebbe interessare in particolare chi tollera poco i farmaci attuali.
I risultati osservati nei topi obesi
Nello studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, i ricercatori hanno somministrato TOFA a topi obesi per valutarne gli effetti metabolici. La molecola ha aumentato il dispendio energetico delle cellule fino al 18%. Questo è avvenuto senza che gli animali diventassero più attivi fisicamente e senza un aumento della temperatura corporea. I topi trattati hanno perso grasso corporeo, ma non hanno mostrato una riduzione significativa della massa muscolare magra. È una differenza importante rispetto a quanto accade spesso con i farmaci che sopprimono l’appetito.
Oltre alla perdita di grasso, TOFA ha migliorato la sensibilità all’insulina e il controllo della glicemia negli animali trattati. Sono diminuiti anche i livelli di trigliceridi ed è migliorata la steatosi epatica, la condizione in cui il grasso si accumula nel fegato. A differenza di altri inibitori ACC testati in passato, TOFA non ha fatto salire i trigliceridi nel sangue. Il merito, secondo i ricercatori, è del suo doppio meccanismo d’azione su lipidi ed energia.
Preservare la massa muscolare durante il dimagrimento non è un dettaglio secondario. I muscoli sostengono il metabolismo e la mobilità, soprattutto nelle persone anziane. Una perdita di peso che riguarda solo il grasso, come osservato con TOFA nei topi, potrebbe quindi ridurre il rischio di fragilità legato ad altri trattamenti dimagranti.
TOFA e i farmaci GLP-1: una possibile sinergia, con molte cautele
I ricercatori hanno anche provato a riprodurre gli effetti di TOFA usando due composti separati. Uno serviva a bloccare la produzione di lipidi, l’altro ad aumentare il dispendio energetico. Questa combinazione, però, si è rivelata meno efficace di TOFA da sola nel migliorare la salute metabolica complessiva. Secondo Justin Y. Lee, primo autore dello studio, i due meccanismi devono agire insieme, nella stessa molecola, per dare il massimo beneficio.
I ricercatori hanno testato anche la combinazione tra TOFA e i farmaci GLP-1 già disponibili, come semaglutide e tirzepatide. Nei topi, l’associazione ha prodotto miglioramenti maggiori nel peso corporeo e nel controllo della glicemia. Sono migliorati anche i livelli di insulina e trigliceridi, rispetto a ciascun trattamento usato da solo. «Nei nostri esperimenti di combinazione, TOFA ha agito in modo additivo o sinergico con i farmaci GLP-1», ha spiegato Näär. «Per questo la vediamo come complementare, non come un sostituto.»
Il gruppo di ricerca ha fondato una nuova azienda, ReRx Therapeutics, per portare questa scoperta verso la sperimentazione sull’uomo. Ha ricevuto il sostegno dell’ecosistema di imprenditoria scientifica di Berkeley, tra cui Nucleate e Berkeley SkyDeck. Lo studio è stato finanziato con fondi discrezionali dell’università, con il contributo dello UCSF Liver Center e dell’Università del Michigan.
Nel frattempo, per chi convive con obesità o diabete di tipo 2, restano validi i trattamenti già approvati e il confronto con il proprio medico curante, che può valutare caso per caso rischi e benefici delle terapie disponibili.
Resta però un limite importante, che gli stessi autori sottolineano con chiarezza: TOFA è stata studiata finora solo sugli animali. Non esistono ancora dati sulla sua sicurezza e sulla sua efficacia nell’essere umano. Queste informazioni dovranno essere verificate in futuri studi clinici sull’uomo, i primi dei quali richiederanno probabilmente diversi anni. Prima di diventare una reale alternativa o un complemento ai farmaci GLP-1, la molecola dovrà quindi superare le normali fasi di sperimentazione previste per qualunque nuovo farmaco.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.
Domande frequenti (FAQ)
TOFA è l’acronimo di acido 5-tetradecilossi-2-furoico, un composto scoperto negli anni Settanta appartenente alla classe degli inibitori dell’enzima ACC, oggi studiato come possibile trattamento per obesità e diabete di tipo 2.
A differenza dei farmaci GLP-1, che riducono l’appetito, TOFA agisce aumentando il dispendio energetico delle cellule, senza modificare l’assunzione di cibo né l’attività fisica.
No, per ora la molecola è stata testata solo su modelli animali. Servono ulteriori studi clinici per valutarne sicurezza ed efficacia nell’uomo.
Nei topi, la combinazione tra TOFA e farmaci come semaglutide e tirzepatide ha prodotto risultati migliori rispetto ai singoli trattamenti, ma questa sinergia deve ancora essere confermata negli studi sull’uomo.
Ha migliorato la sensibilità all’insulina, il controllo della glicemia, i livelli di trigliceridi e i segni di steatosi epatica, senza causare una significativa perdita di massa muscolare.
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Fonti
Comunicato ufficiale dell’Università della California a Berkeley sullo studio, con la descrizione completa della ricerca e le dichiarazioni degli autori. Leggi la fonte
Il comunicato stampa scientifico, con i dettagli sulla pubblicazione su Science Advances e i riferimenti allo studio. Leggi la fonte
Approfondimento scientifico divulgativo sui risultati dello studio e sul meccanismo d’azione della molecola TOFA. Leggi la fonte
Sintesi giornalistica dello studio con le dichiarazioni del professor Anders Näär, autore senior della ricerca. Leggi la fonte





