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Ozonoterapia: la terapia che non ti aspetti per dolore, infezioni e benessere sistemico

Ozonoterapia

Pochi trattamenti medici hanno vissuto una parabola tanto curiosa quanto l’ozonoterapia: nata negli anni Settanta, rimasta a lungo nell’ombra, poi improvvisamente balzata all’attenzione dell’opinione pubblica durante la pandemia da Covid-19. Oggi è una realtà clinica consolidata, praticata da medici specializzati per un ventaglio di indicazioni molto più ampio di quanto la maggior parte delle persone immagini.

A raccontarla con la competenza di chi la conosce dall’interno è il dottor Cristiano Fusi, medico con 18 anni di esperienza nell’applicazione clinica dell’ozonoterapia. In questa intervista esclusiva, il dottor Fusi spiega com’è nata questa disciplina, come funziona concretamente, quali patologie può trattare e – soprattutto – sfata i miti che ancora circondano l’utilizzo terapeutico dell’ozono.

Com’è nata l’ozonoterapia e da quanto tempo viene praticata?

La storia dell’ozonoterapia è più lunga di quanto molti pensino, e affonda le radici in decenni di ricerca medica spesso poco valorizzata.

«L’ozonoterapia è nata negli anni Settanta», racconta il dottor Fusi. «Ci sono stati medici che hanno intrapreso lo studio di questa terapia, che si è vista evolvere nel corso degli anni.»

Per molto tempo, tuttavia, la disciplina ha faticato a ottenere il riconoscimento che meritava. La svolta è arrivata nel momento più imprevisto: la pandemia da Covid-19. Quella tragica stagione ha portato l’ozonoterapia sotto i riflettori della comunità scientifica e dell’opinione pubblica.

«L’ozonoterapia è venuta a conoscenza in modo molto più ampio, purtroppo con la triste realtà del post Covid», ammette il medico. «Si è visto che durante la pandemia poteva dare una mano a interferire con il virus che ci ha colpito tutti, perché l’ozonoterapia è un potente antivirale.»

Una scoperta che ha cambiato la percezione pubblica di questa disciplina: «Per nostra fortuna, noi ozonoterapeuti abbiamo avuto la possibilità di mettere in risalto a tutti le utilità e le funzionalità che l’ozonoterapia può dare a diverse patologie», aggiunge il dottor Fusi.

Prima del Covid, però, il clima era ben diverso: «Eravamo un po’ messi nell’ombra. C’erano diverse dicerie che venivano fatte sull’ozonoterapia, ma poi con i risultati e con i fatti si è dimostrato che è una terapia valida ed è valida per parecchie patologie.»

Come viene somministrata l’ozonoterapia? i principali metodi

Una delle caratteristiche più interessanti dell’ozonoterapia è la sua versatilità: esistono diverse modalità di somministrazione, ciascuna indicata per condizioni specifiche. Il dottor Fusi le illustra con chiarezza, partendo dalla tecnica più diffusa negli studi medici.

«La più classica, quella che viene più effettuata negli studi medici, è l’ozonoterapia paravertebrale», spiega lo specialista. «Sono delle piccole infiltrazioni sottopelle che si usano normalmente per il mal di schiena, dove ci sono ernie, discopatie, sciatalgie.»

Il meccanismo d’azione è preciso e ben documentato: «Sono iniezioni sottopelle di ozono che, dove è presente un’ernia, danno una mano a farla riassorbire – a perdere quel contenuto acquoso che un’ernia espulsa ha – e quindi riducono la compressione sulla radice nervosa, con meno dolore. Ma ci sono anche altre azioni di natura antinfiammatoria e antidolorifica», precisa il dottor Fusi. «Quindi è sicuramente un beneficio per chi soffre di mal di schiena o di cervicale.»

Accanto alla via paravertebrale, esistono altre modalità di somministrazione altrettanto efficaci. Tra queste, le insufflazioni rettali rappresentano un metodo poco invasivo ma dalla straordinaria capacità di diffusione sistemica.

«Le insufflazioni rettali di ozono sono molto valide», conferma lo specialista. «Si è visto anche ultimamente che per bambini con disturbi dello spettro autistico la somministrazione in piccole quantità di ozono dà ottimi risultati. Ci sono studi fatti e ci sono medici – pediatri specializzati – che la effettuano con ottimi risultati.»

Le applicazioni di questa via non si limitano alla pediatria: «L’ozonoterapia tramite insufflazione può essere utile anche per prostatiti e diverse altre patologie, perché il plesso emorroidale raccoglie il 70% dell’ozono infuso, che quindi entra in circolo.»

Che cosa si intende per ozonoterapia sistemica?

Tra tutti i metodi di somministrazione, l’ozonoterapia sistemica è quella con il raggio d’azione più ampio. Agisce direttamente sul sangue, arricchendolo di ozono e distribuendone i benefici a tutto l’organismo.

«Sistemica significa che viene arricchito il proprio sangue», spiega il dottor Fusi. «Il sangue entra in un circuito senza dover essere manipolato: viene raccolto in una sacca che viene posta su una bilancia, poi arricchita di ozono. La bilancia, oscillando, andrà a mescolare sangue e ozono. Una volta terminato il miscelamento, il sangue – ora arricchito – viene reiniettato nell’emoircolo del paziente.»

Il risultato di questo processo va ben oltre il semplice effetto antinfiammatorio. L’arricchimento del sangue con ozono produce una cascata di benefici fisiologici concreti e misurabili.

«Il primo beneficio di tutto è un aumento dei globuli rossi e quindi una sensazione sicuramente di benessere e tutto ciò che ne consegue», racconta lo specialista. «Avere più globuli rossi in circolo porta benefici che vanno al di là del semplice stare bene: riguardano tutto ciò che è di natura dolorifica e antinfiammatoria.»

La potenza antivirale dell’ozono, già emersa durante il Covid, si esprime al massimo proprio nella somministrazione sistemica. I benefici si estendono a virus che molte persone portano con sé silenziosamente per anni.

«L’ozonoterapia è un potente antivirale e antibatterico, e agisce in situazioni dove normalmente i farmaci convenzionali hanno meno margine», afferma il dottor Fusi. «Posso pensare all’Herpes Zoster, per esempio: dà ottimi risultati. Al di là del virus del Covid, ci sono altri virus normalmente latenti nel nostro corpo, in attesa di esprimersi. L’ozono va a pescarli e a ridurli.»

L’ozonoterapia è sicura? Sfatiamo i miti con il dottor Cristiano Fusi

La domanda che ogni paziente si pone prima di avvicinarsi all’ozonoterapia è quella sulla sicurezza. Il dottor Fusi, forte di quasi due decenni di pratica clinica, non si sottrae alla risposta diretta.

La risposta è netta e immediata: «Assolutamente sì», dichiara senza esitazioni. «Ci sono effetti collaterali solo se la respiri.»

Come ogni terapia medica, tuttavia, l’ozonoterapia non è indicata in tutte le situazioni. Esistono categorie di pazienti per le quali il trattamento deve essere evitato, e il dottor Fusi le elenca con precisione.

Le controindicazioni assolute sono chiare e facilmente identificabili:

  • Donne in gravidanza
  • Donne in fase di allattamento
  • Pazienti con patologie tumorali in atto

«Normalmente, per non sbagliare, si evita sempre in donne in gravidanza, nell’allattamento e in patologie tumorali in atto», conferma il medico. Al di fuori di questi casi, la terapia presenta un profilo di sicurezza molto favorevole, motivo per cui si presta a un utilizzo clinico ampio e diversificato.

Le dicerie che per anni hanno circondato questa pratica – come spesso accade con le terapie innovative – si sono dissolte davanti all’evidenza clinica e ai risultati ottenuti sui pazienti. L’ozonoterapia oggi non è più una nicchia: è una realtà terapeutica documentata, praticata da medici specializzati in strutture accreditate.

Per quali patologie l’ozonoterapia dà i risultati migliori: un riepilogo

Dopo 18 anni di pratica clinica, il dottor Fusi ha maturato una visione precisa delle condizioni in cui l’ozonoterapia esprime il suo massimo potenziale. Le aree di applicazione sono sorprendentemente diverse tra loro, a conferma della versatilità di questa terapia.

Ecco le principali indicazioni per cui l’ozonoterapia ha dimostrato efficacia clinica:

  • Mal di schiena cronico, ernie del disco, discopatie e sciatalgie: l’ozonoterapia paravertebrale riduce l’infiammazione, favorisce il riassorbimento dell’ernia e allevia la compressione radicolare
  • Cervicalgia e dolore cervicale cronico: le infiltrazioni paravertebrali cervicali agiscono con azione antinfiammatoria e antidolorifica mirata
  • Herpes Zoster e infezioni virali latenti: la somministrazione sistemica sfrutta la potente azione antivirale dell’ozono per ridurre la carica virale
  • Prostatiti e patologie pelviche: le insufflazioni rettali permettono all’ozono di raggiungere il circolo sistemico attraverso il plesso emorroidale
  • Disturbi dello spettro autistico in età pediatrica: le insufflazioni rettali a basso dosaggio mostrano risultati promettenti, supportati da studi clinici specifici

A queste si aggiungono tutte le condizioni in cui è utile un potenziamento generale del sistema immunitario, una riduzione dell’infiammazione sistemica o un miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione tissutale – aree in cui l’ozonoterapia sistemica offre benefici documentati.

Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo

Dr. Cristiano Fusi– con approfondimenti a cura di  Lavinia Giganti, redazione

FAQ

No: somministrata correttamente da medici specializzati, l’ozonoterapia è priva di effetti collaterali significativi. L’unica eccezione riguarda l’inalazione diretta di ozono, che va assolutamente evitata.

Il numero di sedute varia in base alla patologia trattata e alla risposta individuale del paziente. Generalmente si parte da un ciclo di 6-10 sedute, con rivalutazione progressiva.

In Italia l’ozonoterapia non è ancora inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quindi nella maggior parte dei casi viene erogata a pagamento presso strutture private o poliambulatori specializzati.

Esclusivamente medici con formazione specifica in ozonoterapia. È fondamentale rivolgersi a professionisti certificati per garantire sicurezza ed efficacia del trattamento.

Sì: l’ozonoterapia si integra frequentemente con fisioterapia, terapie antinfiammatorie e altri approcci conservativi, potenziandone i risultati.

Per approfondire

Fonti

In questo video, con il Dott. Francesco Maria Confalonieri, Medico dello Sport, parliamo dello sport.

 

  • Quali sono le attività indicate per perdere peso?
  • Ci sono consigli dietologici?

Le lesioni sportive rappresentano una sfida significativa per atleti e appassionati di attività fisica. Tra le più comuni si annoverano distorsioni, stiramenti e fratture, che possono compromettere la performance e richiedere tempi di recupero prolungati.  https://www.dossiersalute.com/magnetoterapia-e-lesioni-sportive-ritorna-in-campo-piu-velocemente/

Principale associazione scientifica italiana dedicata all’ozonoterapia: pubblica linee guida, protocolli clinici e aggiornamenti sulla ricerca nel settore.

Comitato scientifico internazionale che promuove la standardizzazione e la ricerca sull’ozonoterapia a livello globale, con pubblicazioni peer-reviewed.

Database biomedico della National Library of Medicine statunitense: raccoglie studi scientifici sull’ozonoterapia, incluse ricerche su ernie discali, Herpes Zoster e applicazioni sistemiche.

Portale epidemiologico italiano che documenta le terapie complementari e i trattamenti per il dolore cronico, con dati aggiornati sulla popolazione italiana.

Fonte ufficiale italiana per normative, circolari e aggiornamenti regolativi riguardanti le terapie mediche, incluse quelle non convenzionali come l’ozonoterapia.

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