Dossier Salute

Ozempic e Wegovy: gli errori di dosaggio dietro il boom di chiamate ai centri antiveleno

Donna controlla una penna iniettabile di semaglutide per evitare errori di dosaggio con farmaci come Ozempic e Wegovy.

Negli Stati Uniti le chiamate ai centri antiveleno legate a Ozempic e Wegovy sono passate da circa 1.500 a oltre 8.000 l’anno nel giro di pochi anni, secondo un nuovo studio della University of Texas at San Antonio. Nella maggior parte dei casi non si tratta di abuso intenzionale, ma di errori di dosaggio: iniezioni quotidiane al posto di quelle settimanali, oppure l’inizio della terapia direttamente alla dose massima. Il fenomeno segue da vicino l’esplosione di popolarità della semaglutide come farmaco dimagrante dopo l’approvazione della FDA nel 2021. La notizia riaccende l’attenzione sui rischi di un uso troppo disinvolto di questi farmaci, anche in Italia, dove l’AIFA ha da poco pubblicato una guida dedicata.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

IN SINTESI

  • Le chiamate ai centri antiveleno statunitensi legate alla semaglutide sono salite da 1.000-1.500 a oltre 8.000 casi l’anno tra il 2021 e il 2023.
  • Lo studio, pubblicato sul Journal of Medical Toxicology, è stato condotto dalla University of Texas at San Antonio con il South Texas Poison Center.
  • La maggior parte degli errori riguarda la somministrazione: iniezioni giornaliere invece che settimanali, o dosi iniziali troppo alte.
  • Il boom coincide con l’approvazione FDA di Ozempic e Wegovy per la gestione del peso, avvenuta nel 2021.
  • Anche in Italia l’AIFA ha pubblicato una guida per un uso consapevole dei nuovi farmaci contro diabete e obesità, mettendo in guardia da fai-da-te e acquisti online.

Il boom di Ozempic e Wegovy, tra farmaco e fenomeno di costume

I farmaci a base di semaglutide, conosciuti con i nomi commerciali Ozempic e Wegovy, sono nati per il trattamento del diabete di tipo 2. Dal 2021, quando la Food and Drug Administration statunitense ne ha approvato l’uso per la gestione cronica del peso, sono diventati qualcosa di più: un vero fenomeno culturale, spinto da celebrità, social media e una domanda che ha spesso superato l’offerta. Con l’esplosione delle vendite, però, è cresciuto in parallelo anche un fenomeno meno raccontato: un’impennata delle chiamate ai centri antiveleno statunitensi legate proprio a questi farmaci.

Il meccanismo d’azione di questi farmaci imita un ormone intestinale, il GLP-1, che regola la produzione di insulina, rallenta lo svuotamento gastrico e agisce sul cervello riducendo il senso di fame. È proprio questa combinazione di effetti a renderli efficaci sia per il controllo della glicemia nei pazienti diabetici, sia per la perdita di peso in chi non ha il diabete, un’indicazione più recente che ha moltiplicato il numero di persone che li usano senza il monitoraggio stretto tipico della gestione di una malattia cronica.

A quantificarla è stato un team della University of Texas at San Antonio, guidato dall’allora studentessa Jordan Miller insieme al professor David Han e a due specialisti del South Texas Poison Center, Robert Miller e Shawn Varney. Analizzando i dati nazionali dei centri antiveleno, i ricercatori hanno scoperto che i casi legati agli agonisti del recettore GLP-1 erano passati da circa 1.000-1.500 all’anno prima del 2021 a oltre 8.000 nel 2023. Lo studio, premiato alla conferenza Los Datos dell’ateneo texano, è stato pubblicato sul Journal of Medical Toxicology e ripreso come copertina dalla rivista Significance.

Errori di dosaggio, non abuso: cosa dicono davvero i dati

Il dato più interessante, secondo i ricercatori, è che la stragrande maggioranza dei casi non riguardava un uso intenzionalmente scorretto del farmaco, ma errori di somministrazione. Semaglutide va iniettata una volta alla settimana, iniziando da una dose bassa che il medico aumenta gradualmente nelle settimane successive, per abituare l’organismo. I due errori più frequenti individuati nei dati erano semplici da descrivere e altrettanto facili da prevenire: pazienti che si iniettavano il farmaco ogni giorno invece che una volta a settimana, e pazienti che partivano direttamente dalla dose più alta anziché seguire lo schema di incremento progressivo previsto dal foglietto illustrativo.

Gli autori sottolineano che la fascia d’età e il profilo dei pazienti coinvolti negli errori sono cambiati rispetto al passato: non più soltanto persone con diabete di tipo 2 abituate a gestire terapie iniettive, ma anche chi si avvicina per la prima volta a una penna preriempita senza un’adeguata formazione. Per questo, spiegano i ricercatori, la crescita degli errori non riflette necessariamente una minore attenzione dei pazienti, quanto piuttosto l’espansione rapida di un pubblico meno esperto nell’uso di farmaci iniettivi a rilascio prolungato.

Nella maggior parte dei casi le conseguenze si sono limitate a nausea e vomito, senza esiti gravi. Resta però il fatto che si tratta, secondo gli autori dello studio, di episodi quasi sempre evitabili con una migliore informazione. La scala del fenomeno ha sorpreso anche gli stessi ricercatori: “Non mi aspettavo che la semaglutide dominasse così tanto i dati”, ha raccontato Jordan Miller, oggi laureanda in Matematica all’ateneo texano. Il salto di popolazione, da pazienti diabetici seguiti da uno specialista a un pubblico molto più ampio che acquista il farmaco soprattutto per dimagrire, aiuta a spiegare perché gli errori di somministrazione si siano moltiplicati così rapidamente negli ultimi anni.

Come ridurre i rischi: il ruolo di medici, farmacisti e pazienti, anche in Italia

Per il team di San Antonio la soluzione principale passa dall’educazione del paziente, da rafforzare in ogni fase del percorso terapeutico, dallo studio del medico al banco della farmacia. Il tema riguarda da vicino anche l’Italia, dove il boom di questi farmaci è stato altrettanto marcato: secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco, le confezioni di semaglutide rimborsate dal Servizio sanitario nazionale sono passate da circa 322mila nel 2020 a oltre 4 milioni nel 2024, mentre gli acquisti privati sono saliti da circa 29.700 a oltre 326mila confezioni nello stesso periodo. Anche per questo, a maggio 2026 l’AIFA ha pubblicato una guida dedicata all’uso consapevole dei nuovi farmaci contro diabete e obesità.

La guida AIFA ribadisce alcuni punti chiave: si tratta di farmaci soggetti a prescrizione medica, da utilizzare sempre sotto il controllo del medico curante e mai come scorciatoia per dimagrire al posto di dieta e attività fisica. L’Agenzia mette in guardia anche dal fai-da-te e dall’acquisto online al di fuori dei canali legali, un mercato in cui in Europa sono già state trovate penne preriempite contraffatte di Ozempic, vendute sui social e prive di qualsiasi controllo di qualità. In caso di dubbi sul dosaggio o sulla modalità di somministrazione, la raccomandazione degli esperti resta sempre la stessa: chiedere subito a medico o farmacista, senza affidarsi a improvvisazioni o consigli trovati online.

Le stesse raccomandazioni valgono per chiunque inizi una terapia con questi farmaci: leggere con attenzione il foglietto illustrativo, conservare la penna secondo le istruzioni e non modificare mai da soli il dosaggio, nemmeno in caso di risultati che sembrano troppo lenti. Anche una comunicazione più chiara al momento della prima prescrizione, con indicazioni scritte e non solo verbali, può ridurre sensibilmente il rischio di errori come quelli documentati dallo studio americano.

Domande frequenti

Perché con l’espansione dell’uso di semaglutide per il dimagrimento sono cresciuti anche gli errori di somministrazione, soprattutto dosi sbagliate o iniezioni troppo frequenti.

I due errori più frequenti sono iniettare la dose ogni giorno invece che una volta a settimana, e iniziare la terapia direttamente con la dose massima invece di aumentarla gradualmente.

Nella maggior parte dei casi provocano soprattutto nausea e vomito; solo una minoranza di episodi ha richiesto cure mediche più intensive, ma restano comunque situazioni da evitare con una corretta informazione del paziente.

L’AIFA ricorda che sono farmaci soggetti a prescrizione medica, da usare sotto controllo del medico e mai come scorciatoia per dimagrire al posto di dieta e attività fisica.

Seguendo scrupolosamente lo schema posologico indicato dal medico e dal foglietto illustrativo, chiedendo sempre chiarimenti a medico o farmacista in caso di dubbi ed evitando l’acquisto online al di fuori dei canali legali.

Per approfondire

Un nuovo farmaco orale a base di GLP-1 promette gli stessi benefici di Ozempic e Wegovy a una frazione del costo. Leggi l’articolo

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Fonti

L’articolo di ScienceDaily che presenta lo studio della University of Texas at San Antonio sull’aumento delle chiamate ai centri antiveleno legate a Ozempic e Wegovy, 9 luglio 2026. Leggi lo studio

Il comunicato originale della University of Texas at San Antonio sullo studio, con i dettagli della ricerca e le interviste agli autori, 17 giugno 2026. Leggi l’articolo

L’articolo di ANSA sulla guida dell’Agenzia Italiana del Farmaco per un uso consapevole dei nuovi farmaci contro diabete e obesità, 18 maggio 2026. Leggi l’articolo

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