Fa male il collo. Ci si rivolge ad un medico, si cura il collo, il dolore passa e poi torna. Eppure, la causa può essere altrove: un’alterazione funzionale dello stomaco, una tensione diaframmatica, una disfunzione dell’articolazione sacroiliaca. Il corpo non è una somma di parti separate: è un sistema unico, interconnesso attraverso il sistema fasciale e regolato dal sistema nervoso autonomo.
Il Dott. Antonino Cambareri, osteopata e massoterapista, ha usato l’immagine di una grande orchestra: ogni strumento ha la sua funzione, ma è l’armonia dell’insieme a esprimere la salute. Quando uno strumento è stonato, non basta accordare quello: bisogna capire perché ha perso l’accordatura.
In questa intervista ha spiegato come si svolge una valutazione osteopatica globale, quali sono i segnali di compenso che il corpo manda prima che il dolore diventi manifesto, e perché spegnere un piccolo incendio è sempre più semplice che domare una casa in fiamme.
Il corpo come sistema unico: la visione osteopatica e il sistema fasciale
“Il corpo funziona come una grande orchestra: i vari sistemi – organi, muscoli, ossa, articolazioni – sono tutti interconnessi tramite il sistema fasciale, dove l’osteopata va a intervenire. Il direttore d’orchestra è il sistema nervoso autonomo. Se c’è armonia si esprime uno stato di salute. Se non c’è armonia c’è una fisiologia alterata. Per esempio, delle disfunzioni allo stomaco portano problemi alla cervicale. Se vado a intervenire solo sulla cervicale sarò palliativo, perché agisco sul sintomo e non sulla causa.”
La fascia è il tessuto connettivo che avvolge, separa e connette ogni struttura del corpo: muscoli, organi, vasi, nervi, ossa. Non è un tessuto passivo ma dinamico, capace di trasmettere tensioni meccaniche da un distretto all’altro del corpo. Una restrizione fasciale in una zona può creare tensioni compensatorie a distanza, spiegando come una disfunzione viscerale possa manifestarsi con dolore in una zona apparentemente non correlata.
Il collegamento stomaco-cervicale citato dal Dott. Cambareri ha una base anatomica precisa: il nervo vago – principale componente del sistema nervoso autonomo parasimpatico – connette il tronco encefalico agli organi addominali passando per il collo. Tensioni viscerali croniche possono creare ipertono muscolare riflesso nella regione cervicale attraverso questi circuiti neurovegetativi.
Approfondimento scientifico: Sistema fasciale e connessioni viscero-somatiche: le basi scientifiche
La revisione sistematica di RCT sulla terapia fasciale viscerale pubblicata su BMC Complementary Medicine and Therapies (da Silva et al., luglio 2023, PROSPERO CRD42022345614, PubMed/Cochrane/altri database): la terapia fasciale viscerale su disfunzioni viscerali mostra effetti positivi in diversi outcome clinici. Gli RCT inclusi documentano un’efficacia superiore al trattamento standard o al placebo in condizioni come la lombalgia con componente viscerale, il dolore pelvico cronico e i disturbi dell’asse intestino-schiena.
La revisione sistematica pubblicata su Int J Osteopathic Medicine (2024, PRISMA, luglio 2024): la terapia osteopatica viscerale nella maggior parte degli studi non mostra miglioramenti significativi nelle condizioni muscoloscheletriche, ma gli studi con risultati positivi nelle condizioni non muscoloscheletriche (dolore pelvico, dismenorrea, sintomi gastrointestinali) sono numerosi, sebbene con limiti metodologici. Questo riflette la complessità della ricerca in un campo dove la standardizzazione dei protocolli è ancora in via di sviluppo.
La scoping review pubblicata su Healthcare MDPI (Tramontano et al., 2021, PRISMA-ScR, 37.279 records, 280 studi inclusi): la disfunzione somatica è un concetto clinico fondamentale nella pratica osteopatica, con variabilità tra paesi nella sua applicazione. La valutazione della disfunzione somatica dovrebbe guidare il processo decisionale clinico dell’osteopata. Il sistema nervoso autonomo come ‘direttore d’orchestra’ è coerente con il modello che l’osteopatia ha sviluppato fin dalle sue origini.
La valutazione osteopatica globale: dall’anamnesi alla palpazione
“In primis c’è un colloquio con il paziente: anamnesi approfondita con l’esposizione del problema, ma anche domande sulla quotidianità, il ciclo sonno-veglia, il ciclo digestivo, il ciclo mestruale per le donne. Poi c’è una valutazione posturale in statica e in dinamica, si valuta la respirazione del paziente. Una cosa importantissima è la valutazione palpatoria, sia prono che supino, dove si va a sentire la qualità di risposta del tessuto sotto le mani dell’osteopata.”
L’anamnesi osteopatica è più ampia di quella medica standard perché raccoglie informazioni che sembrano lontane dal sintomo principale. La qualità del sonno influenza il tono muscolare e la sensibilità al dolore. Un ciclo digestivo alterato può creare tensioni diaframmatiche croniche. Il ciclo mestruale irregolare può essere associato a disfunzioni del pavimento pelvico che si irradiano verso il basso schiena. Questi collegamenti non sono speculativi: sono mappati dalla letteratura sulla connessione viscero-somatica.
La valutazione palpatoria è la competenza più distintiva dell’osteopata. Attraverso il tatto si valuta la qualità dei tessuti: tonicità muscolare, mobilità articolare passiva, qualità del movimento fasciale, temperatura cutanea. Questi elementi insieme forniscono un quadro tridimensionale della distribuzione delle disfunzioni nel corpo, che non emergerebbero da sola un’analisi strumentale.
Approfondimento scientifico: L’approccio osteopatico olistico: efficacia clinica nella ricerca più recente
La revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Diseases MDPI (PMC11593019, novembre 2024, PubMed/PEDro/Cochrane/WoS fino a settembre 2024, PROSPERO CRD42024595500): il trattamento osteopatico manipolativo (OMT) basato sulla diagnosi di disfunzione somatica è più efficace dello sham/placebo nel ridurre il dolore e la disabilità nei pazienti con cervicalgia e lombalgia. Il confronto con interventi sham – che simulano il trattamento senza erogarlo – è il test più rigoroso disponibile in questo campo.
Lo stesso studio documenta che l’approccio pragmatico e olistico dell’OMT – basato sulla valutazione individuale della disfunzione somatica piuttosto che su protocolli standardizzati – produce risultati più consistenti. Questo è coerente con il modello descritto dal Dott. Cambareri: non un trattamento uguale per tutti, ma una valutazione personalizzata che individua le zone di disfunzione specifiche del singolo paziente.
La meta-analisi sulle tecniche cranio-sacrali pubblicata su PMC (ottobre 2024, ricerca su Embase/PubMed/Scopus aggiornata a maggio 2024, tutti gli RCT con CST in adulti e bambini): le tecniche cranio-sacrali producono miglioramenti significativi in diverse condizioni cliniche, inclusi dolore cronico, disturbi del sonno e cefalea. La qualità delle evidenze varia, ma il profilo di sicurezza è eccellente in tutti gli studi inclusi.
I segnali di compenso e il valore della prevenzione osteopatica
“Dei segnali di compenso possono essere avvertire una diversità tra i due lati del corpo, come se non fosse una cosa unica, come se parti non fossero integrate. Delle rigidità nella zona dorsale sono segni che c’è qualcosa che sta collaborando con quella zona, a meno che ci sia stato un trauma diretto. Lavorare in prevenzione è il senso: meglio spegnere un piccolo incendio rispetto a quando la casa sta andando a fuoco.”
I segnali di compenso sono la comunicazione che il corpo usa prima che il dolore diventi esplicito. La percezione di asimmetria corporea – un lato che sembra più pesante, una spalla più alta dell’altra, una sensazione di ‘non essere interi’ – è spesso il preludio di un dolore che si manifesterà settimane o mesi dopo. A quel punto il corpo è già in un pattern di compenso che si è radicato nel tempo.
La rigidità dorsale è un esempio emblematico. Spesso viene trattata localmente con fisioterapia o farmaci, con beneficio temporaneo. Ma se quella rigidità è un compenso di una disfunzione a livello del diaframma o degli organi sottostanti, il trattamento locale non risolve il problema alla base. La domanda che l’osteopata si pone non è ‘dove fa male?’ ma ‘perché fa male proprio qui?’.
Approfondimento scientifico: Prevenzione e trattamento delle disfunzioni somatiche: evidenze e prospettive
La scoping review su Healthcare MDPI (Tramontano et al., 2021, 280 studi): la disfunzione somatica è caratterizzata da quattro elementi chiave (acronimo TART): alterazioni del Tono tissutale, Asimmetria strutturale, Restrizione di movimento, sensibilità Tenera alla palpazione. La presenza di queste caratteristiche guida la diagnosi e la scelta del trattamento. L’approccio preventivo – identificare e trattare le disfunzioni prima che producano dolore manifesto – è parte integrante della pratica osteopatica raccomandata.
La revisione sistematica e meta-analisi su BMC Complementary Medicine and Therapies (da Silva et al., 2023): la terapia fasciale viscerale mostra benefici clinici sulle condizioni associate a disfunzioni viscerali, incluso il dolore pelvico cronico, la dismenorrea e le condizioni addominali con componente funzionale. Questi risultati supportano la connessione viscero-somatica che il Dott. Cambareri descrive come parte fondamentale della valutazione osteopatica.
Un punto di convergenza importante tra osteopatia e medicina moderna: il modello biopsicosociale del dolore cronico – che riconosce l’influenza dei fattori biologici, psicologici e sociali sulla percezione del dolore – è pienamente compatibile con l’approccio olistico osteopatico. La valutazione del ciclo sonno-veglia, dello stress lavorativo e dello stile di vita che il Dott. Cambareri include nell’anamnesi non è accessoria: è parte del quadro diagnostico.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
Intervista al Dott. Antonino Cambareri, osteopata e massoterapista – approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista
FAQ
L’osteopata non cura malattie nel senso tradizionale del termine: lavora sulle disfunzioni somatiche, cioè alterazioni della mobilità e della funzione di strutture muscoloscheletriche, fasciali e viscerali che interferiscono con l’equilibrio fisiologico del corpo. Il suo obiettivo è ripristinare la mobilità e l’armonia tra i sistemi.
L’osteopatia non sostituisce la medicina tradizionale: è complementare. Per dolori muscoloscheletrici, cefalee tensionali, disturbi posturali, dolore pelvico, problemi digestivi funzionali e recupero da infortuni, può offrire un contributo significativo, spesso insieme ad altre figure specialistiche.
Il collegamento avviene attraverso due meccanismi principali. Il primo è anatomico: il nervo vago, che innerva sia le strutture cervicali sia gli organi addominali, può trasmettere segnali di tensione viscerale sotto forma di ipertono muscolare riflesso nella zona del collo.
Il secondo è fasciale: la fascia è un tessuto continuo che avvolge ogni struttura del corpo. Una tensione cronica nella fascia esofagea o gastrica può trasmettere trazione meccanica verso l’alto attraverso il mediastino, il diaframma e il collo. Non è metafora: è anatomia.
Una seduta dura in genere tra 45 e 60 minuti. Include l’anamnesi (più approfondita nelle prime sedute), la valutazione posturale e palpatoria, e il trattamento. Il numero di sedute dipende dalla natura e dalla cronicizzazione del problema.
Per problemi acuti e recenti, 2-4 sedute sono spesso sufficienti. Per problemi cronici o complessi, il percorso può essere più lungo. Come sottolinea il Dott. Cambareri, la prevenzione è molto più efficiente: intervenire ai primi segnali di squilibrio richiede meno sedute e produce risultati più stabili.
I segnali più tipici sono: rigidità persistente in una zona (dorsale, cervicale, lombare) che non risponde ai trattamenti locali; dolore che ricorre periodicamente nello stesso punto; asimmetria percepita tra i due lati del corpo; cefalee ricorrenti senza causa neurologica identificata; disturbi digestivi funzionali associati a dolore muscolare.
Ma vale anche la logica della prevenzione: chi pratica sport con intensità, chi ha un lavoro sedentario per molte ore, chi ha vissuto un infortunio o un trauma anche lieve, può beneficiare di una valutazione osteopatica anche in assenza di dolore manifesto.
La ricerca sull’osteopatia è in crescita, con un corpo di evidenze cliniche in consolidamento. La meta-analisi più recente (PMC11593019, novembre 2024) documenta che l’OMT è superiore allo sham per cervicalgia e lombalgia. Altre evidenze supportano l’efficacia per dolore pelvico, cefalea e condizioni funzionali.
Alcune aree dell’osteopatia – in particolare la terapia viscerale – hanno ancora evidenze più limitate per problemi metodologici tipici di questo tipo di ricerca. La letteratura è onesta su questo: c’è potenziale significativo, ma serve ricerca di qualità più alta per consolidare le evidenze nelle applicazioni più specifiche.
Per approfondire
Fonti
Come le emozioni influenzano il corpo: l’approccio dell’osteopatia
Lombalgia? L’Osteopatia è la soluzione https://www.dossiersalute.com/lombalgia-losteopatia-e-la-soluzione/
Osteopatia e dolori mestruali: come il trattamento osteopatico può alleviare il dolore e migliorare la qualità di vita https://www.dossiersalute.com/osteopatia-e-dolori-mestruali-come-il-trattamento-osteopatico-puo-alleviare-il-dolore-e-migliorare-la-qualita-di-vita/
Cervicale e mal di testa: come l’osteopatia può alleviare il dolore https://www.dossiersalute.com/cervicale-e-mal-di-testa-come-losteopatia-puo-alleviare-il-dolore/
Systematic Review with Meta-Analysis. PMC11593019 (novembre 2024). PROSPERO CRD42024595500. – https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11593019/
Revisione sistematica e meta-analisi PRISMA (PubMed/PEDro/Cochrane/WoS fino a settembre 2024): OMT basato su diagnosi di disfunzione somatica più efficace di sham/placebo per cervicalgia e lombalgia. Approccio pragmatico e olistico con risultati più consistenti. Pubblicato novembre 2024.
A systematic review and meta-analysis. Int J Osteopath Med (luglio 2024). doi:10.1016/j.ijosm.2024.100729. – https://www.journalofosteopathicmedicine.com/article/S1746-0689(24)00022-1/abstract
Revisione sistematica con meta-analisi (luglio 2024): osteopatia viscerale. Evidenze positive nelle condizioni non muscoloscheletriche (dolore pelvico, dismenorrea). Necessità di standardizzazione dei protocolli. Profilo di sicurezza favorevole. Pubblicato luglio 2024.
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da Silva FC et al. Effectiveness of visceral fascial therapy targeting visceral dysfunctions: systematic review of RCTs. BMC Complement Med Ther 23:246 (luglio 2023). PROSPERO CRD42022345614. – https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10391879/
Revisione sistematica di RCT (luglio 2023, PROSPERO): terapia fasciale viscerale su disfunzioni viscerali. Effetti positivi su lombalgia con componente viscerale, dolore pelvico cronico, disturbi asse intestino-schiena. Basi per l’approccio viscero-somatico. Pubblicato 2023.
Tramontano M et al. International Overview of Somatic Dysfunction Assessment and Treatment in Osteopathic Research: A Scoping Review. Healthcare 10(1):28 (2021). PMC8775713. – https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8775713/
Scoping review PRISMA-ScR (37.279 records, 280 studi inclusi, 2021): disfunzione somatica nella pratica osteopatica globale. Criteri TART. Variabilità internazionale nell’applicazione. La SD come valore clinico guida per il processo decisionale. Pubblicato 2021.
Effectiveness of osteopathic craniosacral techniques: a meta-analysis. PMC11487524 (ottobre 2024). Embase/PubMed/Scopus aggiornato maggio 2024. – https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11487524/
Meta-analisi (Embase/PubMed/Scopus fino a maggio 2024, tutti gli RCT con CST): tecniche cranio-sacrali con miglioramenti in dolore cronico, disturbi del sonno, cefalea. Profilo di sicurezza eccellente. Pubblicato ottobre 2024.




