L’ondata di calore e salute pubblica tornano al centro dell’attenzione con la terza ondata della stagione 2026. Il Ministero della Salute ha diramato bollini rossi per diverse città italiane, con temperature previste fino a 45 gradi in Sardegna. Anziani, bambini e cardiopatici restano le categorie più esposte ai rischi.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- L’ondata di calore è un periodo prolungato di temperature anomale che aumenta i rischi per la salute.
- A luglio 2026 l’Italia vive la terza ondata di calore stagionale, con punte di 45 gradi in Sardegna.
- Il Ministero della Salute usa tre bollini (giallo, arancione, rosso) per segnalare il livello di rischio.
- Anziani, bambini piccoli, cardiopatici e persone con malattie croniche sono i soggetti più vulnerabili.
- Il picco della fase più intensa è atteso tra il 15 e il 17 luglio, secondo le previsioni meteo.
Cos’è l’ondata di calore e cosa sta succedendo in Italia a luglio 2026
Un’ondata di calore è un periodo prolungato di temperature significativamente superiori alla media stagionale, spesso accompagnato da elevata umidità. Non si tratta di un semplice giorno caldo. È una condizione climatica che si protrae per più giorni consecutivi. Ha conseguenze dirette sulla salute della popolazione, soprattutto nelle aree urbane, dove l’effetto “isola di calore” amplifica le temperature percepite.
L’Italia sta attraversando in questi giorni la terza ondata di calore della stagione 2026. Un anticiclone di origine nord-africana si è consolidato sul Mediterraneo, portando un caldo sempre più intenso e afoso da Nord a Sud. Secondo le previsioni meteorologiche, il picco della fase più critica è atteso tra il 15 e il 17 luglio. In quei giorni sono previsti valori oltre i 40 gradi nelle zone interne del Sud e delle Isole, fino a 45 gradi in Sardegna.
Per monitorare la situazione, il Ministero della Salute pubblica ogni giorno un bollettino sulle ondate di calore. Il sistema prevede tre livelli di allerta, indicati con colori diversi. Il bollino giallo segnala condizioni climatiche che potrebbero favorire un’ondata di calore. Il bollino arancione indica un livello intermedio, con possibili rischi per i gruppi di popolazione più sensibili. Il bollino rosso, il livello più alto, segnala condizioni di emergenza climatica con possibili effetti negativi per i soggetti fragili. Nei giorni scorsi diverse città hanno già raggiunto il bollino rosso, tra cui Firenze e Perugia. Altre città, come Roma, Frosinone, Rieti e Campobasso, sono invece rimaste in bollino arancione.
Accanto ai bollini, il Ministero della Salute utilizza anche un sistema di sorveglianza più tecnico, attivo dal 25 maggio al 20 settembre 2026. Si tratta del sistema Heat Health Watch Warning, o HHWWS, operativo nei capoluoghi di regione e nei comuni con oltre 200mila abitanti. Il sistema classifica il rischio su quattro livelli, da 0 (nessun rischio) a 3 (rischio elevato persistente da tre o più giorni consecutivi). A questo si affianca il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera, il SiSMG, attivo in 34 città italiane con oltre 100mila abitanti. Il SiSMG confronta ogni giorno i decessi osservati con quelli attesi, permettendo alle autorità sanitarie di individuare rapidamente eventuali effetti dell’ondata di calore sulla popolazione.
Perché il caldo estremo è pericoloso per la salute: meccanismi e categorie a rischio
Il caldo estremo mette sotto sforzo i meccanismi che il corpo usa per regolare la propria temperatura interna. Tra questi figurano la sudorazione e la dilatazione dei vasi sanguigni della pelle. Quando questi meccanismi non bastano più, la temperatura corporea può salire fino a livelli pericolosi, con un quadro clinico noto come colpo di calore. Si tratta di un’emergenza medica, perché può danneggiare cuore, reni e sistema nervoso in poche ore.
Non tutte le persone corrono lo stesso rischio. Il Ministero della Salute indica come categorie più vulnerabili gli anziani, i bambini piccoli e le persone con malattie cardiovascolari croniche. In questi soggetti i meccanismi di termoregolazione sono meno efficienti. Talvolta sono anche interferiti da alcune terapie farmacologiche già in corso. Anche le persone che lavorano all’aperto nelle ore più calde affrontano un’esposizione prolungata, come braccianti agricoli ed edili. Questa esposizione aumenta il rischio di disidratazione e di colpi di calore, soprattutto quando manca un’adeguata reidratazione durante il turno di lavoro.
Cosa cambia per chi vive nelle città da bollino rosso e cosa sapere nei prossimi giorni
Per chi vive o si trova nelle città segnalate con il bollino rosso, il Ministero della Salute raccomanda alcune attenzioni pratiche. Riguardano soprattutto il comportamento da tenere nelle ore più calde della giornata. Tra le indicazioni principali figurano evitare di uscire nelle ore centrali, limitare l’esposizione diretta al sole e ridurre le attività fisiche intense all’aperto. Queste indicazioni valgono in particolare per le categorie più fragili già indicate dagli esperti.
Le previsioni meteorologiche indicano che il caldo africano non si esaurirà nei prossimi giorni. Anzi, la fase più intensa dell’ondata di calore è attesa proprio a metà settimana, tra il 15 e il 17 luglio. In quei giorni le temperature nelle zone interne del Sud e nelle Isole maggiori potrebbero superare stabilmente i 40 gradi. La Sardegna resta la regione dove sono previsti i valori più estremi, con punte fino a 45 gradi nell’entroterra.
Il bollettino del Ministero della Salute viene aggiornato quotidianamente e riguarda le città capoluogo monitorate in modo specifico per il rischio caldo, insieme al più ampio sistema HHWWS attivo nei comuni sopra i 200mila abitanti. Ogni cittadino può consultarlo direttamente sul sito istituzionale per sapere qual è il livello di allerta nella propria città nei giorni successivi. Per chi assiste familiari anziani o persone con patologie croniche, il consiglio degli esperti è di mantenere un contatto quotidiano nei giorni di bollino arancione o rosso. Questo aiuta a individuare tempestivamente eventuali segnali di malessere. In presenza di sintomi come confusione, capogiri o pelle molto calda e asciutta, è opportuno rivolgersi rapidamente a un medico o al pronto soccorso. Meglio non attendere che i sintomi peggiorino ulteriormente. Le prossime settimane di luglio e agosto, secondo le tendenze climatiche, potrebbero portare nuove fasi di caldo intenso. Per questo il monitoraggio dei bollettini e dei sistemi di sorveglianza resterà fondamentale per tutta l’estate, come sottolineano gli stessi bollettini ministeriali pubblicati ogni giorno sul portale del Ministero della Salute.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo
Domande frequenti (FAQ)
Suggerisce di evitare le ore più calde della giornata, limitare l’esposizione al sole e ridurre l’attività fisica intensa all’aperto.
Il bollettino è pubblicato ogni giorno sul sito del Ministero della Salute, con il livello di allerta per ciascuna città monitorata.





