Un integratore da meno di due euro a compressa, già presente in molte case per contrastare l’insonnia, potrebbe rivelarsi un alleato inatteso contro il dolore cronico. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi dell’Università di Sydney, pubblicata sulla rivista PAIN, che ha analizzato i dati di oltre duemila pazienti in tutto il mondo. I risultati mostrano che la melatonina riduce il dolore muscoloscheletrico con un’efficacia paragonabile a quella di alcuni antidolorifici di uso comune, tra cui oppioidi, FANS e paracetamolo. Gli autori restano cauti: non si tratta di un sostituto delle terapie esistenti, ma di una possibile opzione aggiuntiva, sicura ed economica, da valutare sempre con il proprio medico.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
IN SINTESI
- Uno studio dell’Università di Sydney, pubblicato su PAIN, ha analizzato 23 trial clinici randomizzati su 2.028 pazienti.
- La melatonina ha ridotto il dolore muscoloscheletrico cronico di circa 9 punti su una scala 0-100, fino a 10 punti negli studi più rigorosi.
- L’effetto è paragonabile a quello di oppioidi, FANS e paracetamolo, ma con un profilo di sicurezza migliore.
- Il supplemento ha migliorato anche la qualità del sonno, rafforzando il legame tra riposo notturno e percezione del dolore.
- Gli autori non consigliano di sostituire le terapie esistenti, ma di valutare la melatonina come opzione complementare, sempre sotto controllo medico.
Lo studio: cosa hanno scoperto i ricercatori australiani
Il gruppo di ricerca, guidato dal dottorando Kangchao Wu e dal professor Paulo Ferreira del Musculoskeletal Research Hub del Charles Perkins Centre, ha esaminato i risultati di 23 studi clinici randomizzati e controllati condotti in nove paesi, tra cui Stati Uniti, Russia, Brasile, Egitto, Cina, Iran, Iraq, Turchia e India.
Complessivamente sono stati coinvolti 2.028 adulti con condizioni come lombalgia, osteoartrosi e fibromialgia, oltre a pazienti in fase di recupero da interventi chirurgici come la sostituzione di un’articolazione o la chirurgia della colonna vertebrale. I ricercatori hanno confrontato la melatonina sia con il placebo sia con trattamenti farmacologici attivi, misurando due parametri principali: l’intensità del dolore percepito e la qualità del sonno.
In media, la melatonina ha determinato una riduzione del dolore di circa nove punti su una scala da 0 a 100. Negli studi giudicati metodologicamente più solidi, la riduzione si è avvicinata ai dieci punti, un valore che gli autori definiscono paragonabile a quello ottenuto con farmaci antidolorifici ampiamente utilizzati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica PAIN il 1° luglio 2026.
Il dolore muscoloscheletrico cronico è tutt’altro che un problema di nicchia: colpisce fino al 47% della popolazione mondiale, secondo le stime citate dagli autori dello studio. Si tratta quindi di una delle cause più diffuse di disabilità e di ricorso cronico a farmaci antidolorifici, molti dei quali comportano rischi noti di dipendenza o effetti collaterali a lungo termine, come nel caso degli oppioidi.
Perché la melatonina potrebbe alleviare il dolore
La melatonina è nota soprattutto come ormone regolatore del ritmo sonno-veglia, prodotto dalla ghiandola pineale nelle ore notturne. Da alcuni anni la ricerca ne studia anche le possibili proprietà analgesiche e antinfiammatorie, che si aggiungerebbero al suo effetto più conosciuto sul sonno.
Secondo gli autori dello studio, il legame tra sonno e dolore è bidirezionale: dormire male abbassa la soglia del dolore e aumenta i marker infiammatori nell’organismo, mentre il dolore cronico, a sua volta, disturba il riposo notturno. Intervenire su entrambi i fronti contemporaneamente potrebbe spiegare perché la melatonina si sia mostrata efficace non solo nel migliorare la qualità del sonno, ma anche nel ridurre l’intensità del dolore percepito.
“Per molti pazienti il dolore non esiste in isolamento ed è strettamente legato a un sonno scarso”, ha spiegato Kangchao Wu. “La melatonina sembra agire su entrambi gli aspetti, il che la rende particolarmente utile per chi gestisce un dolore cronico.” Le dosi utilizzate negli studi analizzati variavano da 3 a 10 mg al giorno per il dolore muscoloscheletrico cronico, con 3 mg la dose più comune, mentre per il dolore post-operatorio si è arrivati fino a 5-6 mg, generalmente assunti circa un’ora prima di coricarsi.
Il fenomeno del “riposizionamento farmacologico” — cioè l’utilizzo di farmaci già noti e sicuri per nuove indicazioni terapeutiche — è considerato dai ricercatori una strada promettente per offrire benefici concreti in tempi più rapidi rispetto allo sviluppo di nuovi principi attivi. “Stiamo prendendo un farmaco che già conosciamo bene e lo stiamo applicando a un problema che riguarda una larghissima parte della popolazione mondiale”, ha commentato il professor Ferreira.
Sicurezza, limiti e quando parlarne con il medico
Uno dei punti di forza della melatonina, sottolineano i ricercatori, è il suo profilo di sicurezza. Gli effetti collaterali più comuni riscontrati negli studi analizzati sono stati nausea, vertigini e mal di testa, con un tasso complessivo simile a quello osservato nel gruppo placebo. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi, e la melatonina è generalmente considerata sicura per un uso a breve termine, inferiore ai tre mesi.
Restano tuttavia diversi limiti da considerare. La revisione non ha individuato una relazione chiara tra dose ed efficacia, quindi al momento non è possibile indicare un dosaggio ottimale valido per tutti i pazienti. Inoltre, per il dolore muscoloscheletrico cronico l’effetto è risultato statisticamente significativo solo negli studi con minor rischio di bias, mentre nel dolore post-operatorio le evidenze sono ancora meno solide.
Gli autori sono chiari su un punto: la melatonina non deve sostituire le terapie già in uso, ma può rappresentare un’opzione aggiuntiva da valutare insieme al proprio medico, soprattutto per chi soffre contemporaneamente di dolore cronico e disturbi del sonno. Sono necessari nuovi studi randomizzati, con dosaggi standardizzati e follow-up più lunghi, per confermare questi risultati preliminari.
In Italia la melatonina è ampiamente disponibile come integratore da banco a basso dosaggio, ma il suo utilizzo per il dolore cronico non rientra ancora nelle linee guida ufficiali. Per questo motivo gli esperti raccomandano di non ricorrere all’automedicazione e di discutere con il proprio medico curante l’eventuale inserimento della melatonina in un piano di gestione del dolore più ampio, soprattutto in presenza di altre patologie o dell’assunzione di ulteriori farmaci.
Domande frequenti
No. Gli autori dello studio sono chiari: la melatonina non deve sostituire le terapie già in uso, ma può essere considerata come opzione aggiuntiva all’interno di un piano di gestione del dolore più ampio, sempre dopo aver consultato il proprio medico.
Le dosi variavano da 3 a 10 mg al giorno per il dolore muscoloscheletrico cronico, con 3 mg la dose più comune. Per il dolore post-operatorio si arrivava fino a 5-6 mg. La ricerca non ha però individuato un dosaggio ottimale univoco.
Gli effetti collaterali più comuni riscontrati sono stati nausea, vertigini e mal di testa, con un tasso simile a quello del placebo. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi e il profilo di sicurezza è considerato buono per un uso a breve termine.
Lo studio ha analizzato pazienti con lombalgia, osteoartrosi, fibromialgia e dolore post-operatorio dopo interventi come la sostituzione di un’articolazione o la chirurgia della colonna vertebrale.
Gli esperti sconsigliano l’automedicazione, soprattutto per chi assume altri farmaci o soffre di patologie preesistenti. È sempre necessario discutere con il proprio medico curante l’eventuale utilizzo della melatonina per il dolore cronico.
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Fonti
University of Sydney, comunicato ufficiale sullo studio pubblicato su PAIN. Leggi l’articolo
AboutPharma, approfondimento sulla meta-analisi e sul suo significato clinico. Leggi l’articolo
Cronache di Scienza, sintesi dei risultati dello studio con le dichiarazioni degli autori. Leggi l’articolo





