Jeans mania: il capo che indossano proprio tutti

In Europa il jeans arriva alla fine della Guerra, con le truppe armate americane e con i turisti, che li usavano per lavorare o nel tempo libero.
Nel 1935 viene lanciato il primo jeans da donna e due anni dopo appare per la prima volta sulle pagine di Vogue, entrando così nella storia della moda e dando il via alla sua diffusione. 

Jeans anni 50: idoli come testimonial

Con l’avvento e la rilevanza del cinema americano anni cinquanta, i jeans conquistano il mondo dei giovani ed entrano nelle loro case insieme ai primi idoli del cinema e del rock and roll: il cinema fu infatti uno dei metodi di diffusione e di pubblicità più innovativo del periodo. 

Jeans simbolo di uguaglianza

Negli anni sessanta, anni delle rivolte studentesche e della contestazione giovanile, i jeans, anche per la semplicità e l’essenzialità delle loro forme, espressero in maniera concreta il rifiuto, e si trasformarono in un simbolo “antimoda” di spinta egualitaria.

Jeans anni 70: uno per tutti

Alla fine degli anni settanta, col declino della contestazione, le varie griffe si impadroniscono del jeans, trasformandolo anche in capo elegante. Grazie alla creatività del mondo hippy, si diffondono i jeans sfrangiati e dipinti, larghi al polpaccio e stretti in alto a zampa d’elefante.

Dentro la jeans couture

A partire dagli anni ottanta qualsiasi brand produce una propria linea di jeans pret-à-porter, trasformandolo non più soltanto in un capo per i giovani e per il tempo libero, ma in un oggetto di lusso.
Uno dei primi stilisti che portò in passerella la moda di strada fu Yves Saint Laurent, che face dei jeans, del giubbotto di pelle e delle minigonne capi iconici e sempre alla moda. 

Il jeans oggi

Oggi, senza pensarci, indossiamo un capo carico di storia e di avvenimenti che hanno segnato e permesso ciò che siamo ora.
Dalle vip, agli studenti, agli operai,  il classico jeans è indossato proprio da tutti: forse, allora, quella spinta di uguaglianza degli anni sessanta, anche se indirettamente, non si è ancora fermata. 

Agnese Pirazzi

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