La psicoterapia con ipnosi regressiva è una tecnica affascinante e sempre più discussa. Non si tratta di magia o spettacolo, ma di un vero e proprio strumento terapeutico utile per accedere a memorie profonde e liberare emozioni rimaste bloccate nel tempo. A guidarci alla scoperta dell’ipnosi regressiva è il dottor Leonardo Gottardo, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo e ipnologo, ospite di Radio Dos24.
Cos’è l’ipnosi regressiva e come funziona?
«L’ipnosi regressiva – spiega il dottor Gottardo – è prima di tutto una metodica psicoterapeutica, che viene utilizzata all’interno di un percorso terapeutico strutturato. Non è una seduta isolata, ma un processo articolato su più incontri, in cui il paziente viene accompagnato in uno stato di regressione, ad esempio verso l’infanzia, per affrontare traumi rimossi e lavorarli in chiave trasformativa».
Il termine “regressiva” indica proprio il ritorno, in stato di trance, a esperienze del passato che, se rimaste irrisolte, continuano a influenzare il presente. L’obiettivo è elaborare queste memorie per favorire un miglioramento del benessere emotivo.
Come si pratica l’ipnosi e in quali casi viene utilizzata?
«Durante la seduta – prosegue il dottor Gottardo – il paziente viene fatto accomodare su un lettino. Dopo una fase di rilassamento profondo, che dura circa mezz’ora o tre quarti d’ora, si attiva lo stato di trance, una condizione simile al sonno REM, in cui la mente è più ricettiva. Si procede quindi con induzioni verbali e immagini evocative».
Questa tecnica viene utilizzata per affrontare:
- Traumi infantili
- Dolori emotivi rimossi
- Fobie o blocchi irrazionali
- Disagi interiori non spiegabili razionalmente
L’ipnosi regressiva è indicata per chi ha già intrapreso un percorso terapeutico e desidera esplorare le radici profonde di certe dinamiche personali.
Cosa accade al termine di una seduta di ipnosi regressiva?
«Uno degli aspetti più importanti dell’ipnosi regressiva – sottolinea lo specialista – è la ristrutturazione emotiva. Durante la trance possono emergere quelle che chiamiamo abriazioni amigdaloidee, cioè dolori antichi, spesso ancestrali, conservati a livello profondo del sistema limbico, che finalmente possono essere riconosciuti e rilasciati».
Al termine della seduta, il paziente spesso riferisce una sensazione di leggerezza interiore, come se avesse rimosso un peso rimasto per troppo tempo invisibile ma presente.
Conclusione: la memoria del corpo e della mente può guarire
Grazie al dottor Leonardo Gottardo, oggi abbiamo compreso che l’ipnosi regressiva non è suggestione, ma un’opportunità concreta per liberarsi da quei traumi emotivi profondi che influenzano silenziosamente le nostre vite. Attraverso uno stato di trance guidato, è possibile accedere al nostro passato emotivo e avviare una vera guarigione interiore.
Se senti che qualcosa ti trattiene, che ci sono emozioni che non riesci a spiegare ma che ti condizionano, l’ipnosi regressiva potrebbe essere una chiave per ritrovare equilibrio e libertà.
Approfondimento
L’ipnosi regressiva funziona quando è inserita in un percorso strutturato che prepara, guida e integra ciò che emerge in trance. Per capire quando è indicata e come si lavora sui ricordi emotivi:
- Ipnosi regressiva: un viaggio nel passato per superare i traumi del presente → https://www.dossiersalute.com/ipnosi-regressiva-traumi/ (Dossier Salute)
Per sostenere l’efficacia della regressiva è utile allenare la regolazione psicofisiologica (respiro, TA, igiene del sonno), così da ridurre iperattivazione e favorire l’elaborazione:
- Gestione dello stress: tecniche e strategie per ritrovare l’equilibrio psicofisico → https://www.dossiersalute.com/gestione-dello-stress-tecniche-e-strategie-per-ritrovare-lequilibrio-psicofisico-2/ (Dossier Salute)
Se i temi emersi riguardano il legame e la coppia, la regressiva può essere integrata con un lavoro relazionale per ripristinare confini, fiducia e comunicazione:
- Rafforzare il legame: guida alla terapia di coppia per relazioni salutari → https://www.dossiersalute.com/rafforzare-il-legame-guida-alla-terapia-di-coppia-per-relazioni-salutari/ (Dossier Salute)
Per riconoscere se la relazione attuale nutre o riattiva ferite (utile prima/durante un percorso con ipnosi):
- Relazioni sentimentali: quando sono sane e quando invece bisogna chiedere aiuto → https://www.dossiersalute.com/relazioni-sentimentali-quando-sono-sane-e-quando-invece-bisogna-chiedere-aiuto/ (Dossier Salute)
foto:freepik
La redazione in collaborazione con il Dr. Leonardo Gottardo – psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, ipnologo – terapeuta EMDR
FAQ
No: ri-contatta ed elabora memorie emotive, integrandole in modo più adattivo dentro un percorso psicoterapeutico.
Dipende da obiettivo, storia personale e risposte alla trance; si lavora per cicli con preparazione e integrazione tra una seduta e l’altra.
Sconsigliato: è una metodica clinica da inserire in una psicoterapia strutturata con professionista qualificato.
Se condotta da psicoterapeuta formato, l’ipnosi è sicura; è fondamentale la stabilizzazione (respirazione, TA, routine) prima e dopo.
Traumi infantili, lutti/blocchi emotivi, fobie e schemi ricorrenti che non rispondono solo alla razionalità, specie se radicati in memorie antiche.





