Nella mia esperienza clinica di oltre vent’anni, una delle conversazioni più importanti e più cariche di emozione che si possono avere con una donna riguarda la fertilità. È un tema che tocca il desiderio, il tempo, la biologia e la vita stessa. Troppe volte arrivano in ambulatorio donne di 35, 38, 42 anni con domande che avrebbero potuto fare dieci anni prima, se qualcuno le avesse guidate. Questo articolo vuole essere quella conversazione preventiva: non allarmistica, non catastrofista, ma onesta e utile.
La riserva ovarica: cos’è e perché diminuisce con l’età
La fertilità femminile è intimamente legata alla riserva ovarica, ovvero alla quantità e alla qualità degli ovociti disponibili nelle ovaie. A differenza dell’uomo, che produce spermatozoi in modo continuo per tutta la vita, la donna nasce con un patrimonio follicolare fisso: circa 1-2 milioni di follicoli alla nascita, che scendono a 300.000-500.000 alla pubertà. Di questi, solo 400-500 arriveranno all’ovulazione nel corso della vita riproduttiva. Gli altri subiscono un processo continuo di apoptosi – la cosiddetta atresia follicolare – indipendentemente dall’ovulazione.
Questo processo di deplezione accelera dopo i 35 anni e si impenna dopo i 37-38. Il calo non riguarda solo la quantità, ma soprattutto la qualità ovocitaria: con l’avanzare dell’età aumenta il rischio di errori nella divisione cromosomica (non disgiunzione meiotica), che si traduce in ovociti con un corredo cromosomico anomalo. Questo spiega perché il rischio di aborto spontaneo aumenta progressivamente con l’età materna: dal 10-15% a 25 anni all’oltre 40% dopo i 40 anni.
La fertilità in numeri: cosa dicono i dati
La fertilità femminile raggiunge il suo picco biologico tra i 20 e i 24 anni, poi inizia un calo graduale che diventa clinicamente significativo dopo i 32 anni e si accelera dopo i 37. A 30 anni, circa il 75% delle donne ottiene una gravidanza entro un anno di rapporti non protetti. A 35 anni questa percentuale scende al 66%, a 40 anni al 44%, e dopo i 45 anni la possibilità di concepimento spontaneo è molto ridotta.
Questi dati non vanno letti come sentenze, ma come informazioni utili per pianificare con consapevolezza. Molte donne di 38-40 anni ottengono gravidanze spontanee senza difficoltà; altre di 30 anni si trovano a fare i conti con una riserva ovarica già ridotta per cause diverse. La biologia individuale è molto variabile, e solo una valutazione specialistica può fornire un quadro affidabile della propria situazione.
Come si valuta la riserva ovarica
La valutazione della riserva ovarica è un percorso relativamente semplice che ogni donna che desideri capire la propria situazione fertilità può intraprendere. Il dosaggio dell’ormone anti-Mülleriano (AMH) nel sangue è oggi il marker più affidabile della riserva quantitativa: riflette il numero di follicoli primordiali ed è stabile nel corso del ciclo, quindi può essere eseguito in qualsiasi giorno. Valori inferiori a 1 ng/ml indicano una riserva ridotta.
Il conteggio dei follicoli antrali (AFC) attraverso l’ecografia transvaginale – eseguita preferibilmente nei giorni 2-5 del ciclo – fornisce un’immagine diretta del numero di follicoli visibili nelle ovaie. Un AFC totale inferiore a 7 indica una riserva ridotta. Il dosaggio dell’FSH basale (giorno 2-4 del ciclo) completa il quadro: valori superiori a 10-12 mUI/ml suggeriscono che l’ipofisi sta già lavorando in eccesso per stimolare ovaie con poca riserva.
È importante sapere che la riserva ovarica ci dice molto sulla quantità di ovociti disponibili e sulla risposta alla stimolazione ormonale in un eventuale percorso di PMA, ma non determina da sola la probabilità di gravidanza spontanea. Una donna con AMH basso può comunque ovulare e concepire spontaneamente.
Cosa accelera il declino della fertilità
Oltre all’età, diversi fattori possono accelerare il calo della riserva ovarica. L’endometriosi – in particolare quella ovarica (endometrioma) – è una delle cause più documentate di riduzione precoce della riserva, sia per la malattia stessa che per gli interventi chirurgici sull’ovaio. Ogni intervento di cistectomia ovarica rimuove inevitabilmente anche tessuto ovarico sano: la chirurgia dell’endometrioma deve essere valutata con grande cautela nelle donne che desiderano gravidanze future.
Il fumo di sigaretta ha un effetto tossico diretto sulle cellule della granulosa follicolare, accelerando l’atresia. Le fumatrici hanno una menopausa mediamente 1-2 anni anticipata rispetto alle non fumatrici. Le chemioterapie e le radioterapie pelviche possono danneggiare gravemente o irreversibilmente la riserva ovarica: prima di iniziare trattamenti oncologici, in donne giovani, va sempre valutata la preservazione della fertilità (crioconservazione degli ovociti o del tessuto ovarico).
Le infezioni pelviche ricorrenti (malattia infiammatoria pelvica), se non trattate tempestivamente, possono causare aderenze tubariche con compromissione della funzione riproduttiva. Un’infezione da Chlamydia non diagnosticata – spesso asintomatica – è una delle cause più silenziose di infertilità tubare nelle donne giovani.
La preservazione della fertilità: l’opzione del congelamento degli ovociti
La crioconservazione degli ovociti – il cosiddetto «congelamento degli ovociti» – è oggi una tecnologia affidabile e accessibile che permette alle donne di preservare la propria riserva ovocitaria a un’età biologicamente favorevole, per utilizzarla in futuro. Secondo le linee guida internazionali, la fascia d’età ottimale per questa procedura è tra i 30 e i 35 anni: prima la qualità ovocitaria è migliore, ma la necessità è meno urgente; dopo i 38 anni la risposta alla stimolazione è meno efficace.
Non è una garanzia di gravidanza futura: le percentuali di successo dipendono dall’età al momento del congelamento, dal numero di ovociti crioconservati e dalla clinica che esegue la procedura. Ma è un’opzione concreta che merita di essere conosciuta e discussa con il proprio ginecologo prima che la finestra biologica si restringa troppo.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
Dott.ssa Nicoletta Vendola, Ginecologa, con la collaborazione della redazione di dossiersalute.com
FAQ
La fertilità inizia a ridursi gradualmente dopo i 30-32 anni e si abbassa in modo clinicamente significativo dopo i 37. Il picco biologico è tra i 20 e i 25 anni.
No. L’AMH basso indica una riserva ovarica ridotta e una possibile minore risposta alla stimolazione in PMA, ma non esclude la possibilità di gravidanza spontanea.
Sì. La crioconservazione degli ovociti è una tecnologia consolidata. La stimolazione ormonale associata è ben tollerata nella grande maggioranza delle donne.
Non sempre, ma può farlo – soprattutto in caso di endometriosi ovarica. La valutazione ginecologica specialistica è fondamentale per capire l’impatto individuale.
Con un dosaggio dell’AMH nel sangue (eseguibile in qualsiasi giorno del ciclo) e un’ecografia transvaginale con conteggio dei follicoli antrali. Parlane con il tuo ginecologo.
Per approfondire
Fonti
“Ho uno squilibrio ormonale.” È una delle frasi che sento più spesso in ambulatorio, spesso pronunciata con un misto di certezza e sconforto, dopo aver consultato il web o aver letto qualche post sui social. https://www.dossiersalute.com/squilibri-ormonali-femminili-sintomi-falsi-miti/
Come funziona la diagnosi prenatale? Leggi una guida pratica sui test e sulle scelte disponibili.
La diagnosi prenatale è un insieme di procedure mediche utilizzate per monitorare la salute del feto https://www.dossiersalute.com/diagnosi-prenatale-la-guida-completa-per-i-genitori/
Spirale medicata: non solo contraccezione – https://www.dossiersalute.com/spirale-medicata-non-solo-contraccezione/
Leridon H. – Can assisted reproduction technology compensate for the natural decline in fertility with age? Hum Reprod, 2004 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15278574/ – Studio demografico sul declino naturale della fertilità con l’età.
Broer S.L. et al. – Anti-Müllerian hormone: ovarian reserve testing. Best Pract Res Clin Endocrinol Metab, 2011 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21565330/ – Revisione sull’AMH come marker di riserva ovarica.
ESHRE – Guideline on female fertility preservation, 2020 – https://www.eshre.eu/Guidelines-and-Legal/Guidelines/Female-fertility-preservation – Linee guida europee sulla preservazione della fertilità femminile.





