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Faccette dentali: cosa sono, quanto durano e a chi sono adatte – Intervista al Dr. Piero Lazzari

Donna sorridente sulla poltrona del dentista dopo un trattamento estetico con faccette dentali

Le faccette dentali estetiche esistono da decenni, eppure restano uno degli argomenti più fraintesi dell’odontoiatria estetica. Nella rubrica “Pillole di Salute” ne abbiamo parlato con il dott. Piero Lazzari, odontoiatra, che ha spiegato come questo trattamento, spesso associato solo ai volti dello spettacolo, sia in realtà una soluzione mini-invasiva alla portata della maggior parte degli adulti. Vediamo insieme cosa sono, come si applicano e quali sono i risultati documentati dalla letteratura scientifica.

⚡ In breve

•  Una faccetta dentale è una sottile lamina ceramica incollata sulla superficie del dente, per migliorare forma, colore e allineamento, con una preparazione spesso minima o assente.

•  Il successo a lungo termine dipende da una preparazione conservativa, che rimane nello smalto, e da una cementazione adesiva accurata: gli studi riportano tassi di sopravvivenza elevati anche a 10 anni.

•  Servono cura e igiene ordinarie, controlli periodici e qualche piccola accortezza alimentare, nessuna manutenzione straordinaria.

•  Non sono un trattamento riservato ai VIP: sono adatte alla maggior parte degli adulti, mentre nei pazienti molto giovani è generalmente sconsigliato intervenire.

Cosa sono le faccette dentali e perché sono mini-invasive

«Una faccetta dentale va immaginata, per semplificare, come una lamellina molto sottile, normalmente di materiale ceramico, che viene incollata sulla superficie esterna del dente con l’obiettivo di migliorare l’estetica in termini di forma, dimensioni, colori o laddove sono presenti dei piccoli disallineamenti. Il dente a volte non viene minimamente toccato, anche se sono casi un po’ rari, ma nella maggior parte dei casi viene ritoccato pochissimo.»
  — dott. Piero Lazzari

Una faccetta, spiega il dottor Lazzari, non va confusa con una corona o con un intervento invasivo: è piuttosto una lamina sottilissima, quasi sempre in ceramica, che viene applicata sulla superficie visibile del dente per correggerne forma, colore, dimensione o piccoli disallineamenti. Proprio in questo consiste il grande vantaggio del trattamento: la mini-invasività. In alcuni casi, infatti, il dente non viene toccato affatto; nella maggior parte delle situazioni, tuttavia, si interviene con una limatura minima, resa possibile dagli spessori estremamente ridotti delle faccette moderne. Questo approccio conservativo, dunque, permette di ottenere un cambiamento estetico rilevante senza dover sacrificare la struttura naturale del dente, a differenza di soluzioni più aggressive che richiedono una preparazione estesa. È proprio questa combinazione, tra risultato estetico e rispetto del tessuto dentale, a rendere le faccette una delle opzioni più richieste in odontoiatria estetica contemporanea.

Approfondimento

La letteratura più recente conferma questa impostazione mini-invasiva: uno studio clinico prospettico su faccette in ceramica ultrasottile applicate su denti non preparati ha documentato tassi di successo molto elevati, mostrando come, in casi selezionati, sia possibile ottenere risultati estetici duraturi senza alcuna riduzione dello smalto.

Fonte scientifica: Clinical Success Evaluation of Ultrathin Ceramic Veneers Bonded to Nonprepared Teeth: An Observational Prospective Cohort Study — PMC

Adesione e cementazione: perché le faccette non si staccano

«Molto importante è la tecnica di cementazione e molto importante è la modalità con la quale il dente viene preparato. Se la preparazione del dente è minimale, quindi si rimane all’interno del tessuto dello smalto, l’adesione delle faccette col dente funziona molto bene: i risultati da studi scientifici sono a 10 anni, con tassi di successo che superano il 97%.»
  — dott. Piero Lazzari

Il dubbio più comune su questo trattamento riguarda la tenuta: come fa una lamina incollata a non staccarsi o spostarsi nel tempo? Secondo il dottor Lazzari, la risposta sta in due fattori strettamente collegati: la tecnica di cementazione e il modo in cui il dente viene preparato. Quando la preparazione resta confinata allo smalto, senza esporre la dentina sottostante, l’adesione della ceramica risulta infatti molto più stabile e duratura. Non a caso, sottolinea Lazzari, gli studi scientifici che hanno seguito questi trattamenti per un decennio riportano tassi di successo che superano il 97%. Di conseguenza, la cura del dettaglio clinico durante la preparazione non è un semplice tecnicismo, ma la vera condizione che determina se una faccetta durerà pochi anni o rimarrà stabile per un decennio o più. Sul fronte della manutenzione, invece, non sono richieste attenzioni straordinarie: bastano l’igiene e i controlli periodici che si dovrebbero comunque riservare ai propri denti, insieme a qualche piccola accortezza alimentare.

Approfondimento

Le revisioni sistematiche più recenti confermano quanto riportato dal dottor Lazzari: le faccette in ceramica cementate su smalto integro raggiungono tassi di sopravvivenza e di successo prossimi al 96-99% anche oltre i 10 anni di follow-up, mentre un’esposizione significativa della dentina durante la preparazione riduce sensibilmente questi valori, confermando il ruolo centrale della preparazione conservativa.

Fonte scientifica: Survival and Complication Rates of Feldspathic, Leucite-Reinforced, Lithium Disilicate and Zirconia Ceramic Laminate Veneers: A Systematic Review and Meta-Analysis — PMC

Faccette dentali: non solo per i VIP, ma non per tutte le età

«C’è un po’ questo mito e questa aspirazione a voler avere dei denti come ce li hanno i VIP, come se potessero permetterselo solamente loro. La realtà non è così: chiunque è un buon candidato. A volte arrivano pazienti molto giovani, di 16, 17 anni: io lo sconsiglio, perché è un po’ prematuro affrontare questo tipo di discorso.»
  — dott. Piero Lazzari

Uno dei luoghi comuni più diffusi, racconta il dottor Lazzari, è l’idea che le faccette dentali siano un lusso riservato a chi lavora nello spettacolo. In realtà, precisa, la maggior parte degli adulti, con le dovute valutazioni cliniche, può essere un buon candidato per questo tipo di riabilitazione estetica. Diverso è il discorso sull’età: capita infatti che arrivino in studio pazienti molto giovani, anche di 16 o 17 anni, a chiedere questo genere di trattamento. In questi casi, tuttavia, Lazzari sconsiglia di procedere, perché ritiene prematuro affrontare un percorso di questo tipo su una dentatura ancora in evoluzione. Al contrario, i giovani adulti e persino i pazienti più maturi, che desiderano quella che Lazzari definisce una seconda giovinezza del sorriso, possono sottoporsi tranquillamente alla procedura. Il criterio, dunque, non è mai l’aspirazione a somigliare a un volto noto, ma la reale idoneità clinica e la maturità della dentatura del singolo paziente.

Approfondimento

Anche la letteratura scientifica più recente richiama la stessa cautela sui pazienti più giovani: una revisione sulle nuove tendenze dell’odontoiatria estetica segnala il rischio di un ricorso eccessivo alle faccette in adolescenti con una dentatura sana e intatta, spesso alimentato da aspettative estetiche irrealistiche diffuse sui social media, con il pericolo di un sacrificio biologico non necessario di tessuto dentale sano.

Fonte scientifica: Recent advances in cosmetic dentistry: A review — PMC

 

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo

Intervista al Dott. Piero Lazzari, odontoiatra  approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista

FAQ

È una sottile lamina, quasi sempre in ceramica, incollata sulla superficie esterna del dente per migliorarne forma, colore, dimensione o piccoli disallineamenti, con una preparazione del dente spesso minima o assente.

No, se la preparazione resta confinata allo smalto: è proprio questo approccio conservativo, unito a una cementazione adesiva accurata, a garantire un’ottima tenuta nel tempo senza sacrificare la struttura del dente.

Gli studi scientifici riportano tassi di sopravvivenza che, in caso di preparazione minimale e corretta cementazione, superano il 95-97% anche a 10 anni di distanza dall’applicazione.

No: bastano l’igiene orale e i controlli periodici che si dovrebbero comunque riservare ai propri denti, insieme a qualche piccola accortezza nell’alimentazione.

Sono generalmente sconsigliate nei pazienti molto giovani, ad esempio 16 o 17 anni; sono invece indicate per giovani adulti e per pazienti più maturi, senza un limite massimo di età, in presenza di una reale idoneità clinica.

Per approfondire

Fonti

L’ortodonzia invisibile sta rivoluzionando il mondo dell’odontoiatria, offrendo estetica, igiene e comfort per un sorriso perfetto. https://www.dossiersalute.com/ortodonzia-invisibile-estetica-igiene-e-comfort/

La palatoschisi è una malformazione congenita che interessa il palato, la struttura che separa la cavità orale da quella nasale.  https://www.dossiersalute.com/palatoschisi-cause-diagnosi-e-trattamento-di-una-malformazione-congenita/

Software che analizzano le radiografie dente per dente, algoritmi predittivi capaci di vedere ciò che l’occhio umano non percepisce ancora, modelli di intelligenza artificiale che segnalano carie e lesioni prima ancora che il clinico le individui. https://www.dossiersalute.com/intelligenza-artificiale-odontoiatria-diagnosi-imaging/

Clinical Success Evaluation of Ultrathin Ceramic Veneers Bonded to Nonprepared Teeth: An Observational Prospective Cohort Study, PMC (2024)

Studio di coorte prospettico su faccette ultrasottili applicate senza preparazione del dente, che documenta tassi di successo molto elevati e conferma la fattibilità di un approccio realmente mini-invasivo in casi selezionati.

Survival and Complication Rates of Feldspathic, Leucite-Reinforced, Lithium Disilicate and Zirconia Ceramic Laminate Veneers: A Systematic Review and Meta-Analysis, PMC (2025)

Revisione sistematica e meta-analisi sui tassi di sopravvivenza delle faccette in ceramica a oltre 10 anni, che conferma come la preparazione conservativa nello smalto sia il principale fattore predittivo di durata e successo clinico.

Recent advances in cosmetic dentistry: A review, PMC (2025)

Revisione sulle tendenze dell’odontoiatria estetica, che segnala il rischio di sovratrattamento nei pazienti molto giovani con dentatura sana, spesso legato ad aspettative estetiche alimentate dai social media.

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