L’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo continua a crescere nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. L’Organizzazione mondiale della sanità aggiorna i numeri e segnala un caso importato in Francia. Ecco perché la situazione resta sotto stretta sorveglianza internazionale.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
IN SINTESI
- L’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo colpisce Repubblica Democratica del Congo e Uganda dal 2026.
- L’Oms ha dichiarato l’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale il 17 maggio 2026.
- Nella Repubblica Democratica del Congo i casi confermati hanno superato quota 1.460, con oltre 450 decessi.
- Un caso importato è stato confermato in Francia in un medico rientrato dal Congo.
- Non esiste ancora un vaccino autorizzato specifico contro il virus Bundibugyo.
Cos’è il virus Bundibugyo e come è nata l’epidemia di Ebola
Il virus Bundibugyo è una delle specie note del genere Ebolavirus, responsabile di febbri emorragiche gravi. Provoca un’infezione acuta con febbre alta, vomito, diarrea e sanguinamenti in una parte dei casi. Il tasso di letalità nelle epidemie precedenti causate da questo ceppo ha oscillato tra il 30 e il 50 per cento, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
L’attuale epidemia è nata nella provincia orientale dell’Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo: il 5 maggio 2026 l’Oms è stata allertata di un focolaio ad alta mortalita nella zona sanitaria di Mongbwalu, con alcuni operatori sanitari deceduti tra i primi casi. Le indagini di laboratorio hanno poi confermato la presenza del virus Bundibugyo. Il contagio avviene tramite il contatto diretto con sangue, secrezioni o fluidi corporei di persone infette, vive o decedute, anche tramite oggetti contaminati; le pratiche funebri tradizionali hanno contribuito in passato alla diffusione di diverse epidemie di Ebola in Africa subsahariana.
Il 17 maggio 2026 il direttore generale dell’Oms ha dichiarato l’epidemia un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, il livello di allerta più alto previsto dal Regolamento sanitario internazionale, attivando un coordinamento rafforzato tra Congo, Uganda, Oms e partner internazionali. Da allora la trasmissione si è estesa anche al Nord Kivu e al Sud Kivu, oltre che, in misura più limitata, all’Uganda.
Non è la prima volta che la Repubblica Democratica del Congo affronta un’epidemia di Ebola: dal 1976 il Paese ha registrato oltre una dozzina di focolai diversi. La specie Bundibugyo resta però meno studiata rispetto al ceppo Zaire, responsabile della grande epidemia dell’Africa occidentale del 2014-2016.
I numeri dell’epidemia: casi, decessi e diffusione internazionale
Secondo l’ultimo aggiornamento epidemiologico dell’Oms, al 1° luglio 2026 la Repubblica Democratica del Congo ha registrato complessivamente 1.460 casi confermati di Ebola, con 452 decessi. La provincia dell’Ituri resta la più colpita. In Uganda, invece, al 2 luglio risultavano 20 casi confermati e due decessi. Le autorità ugandesi non segnalano nuovi contagi dal 21 giugno 2026, un segnale che la trasmissione locale potrebbe rallentare.
La malattia ha superato i confini della regione. Il 24 giugno 2026 le autorità sanitarie francesi hanno confermato un caso in un medico umanitario rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo. In precedenza, il 19 maggio, un cittadino statunitense contagiato era stato evacuato in Germania per le cure. Entrambi i casi sono stati classificati come importati, senza trasmissione secondaria in Europa.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) valuta comunque come molto basso il rischio di infezione per chi vive nell’Unione europea. Ad oggi non esiste un vaccino autorizzato specifico contro il virus Bundibugyo, a differenza di quanto avviene per altre specie di Ebolavirus. Le cure restano soprattutto di supporto: reidratazione, controllo della pressione e gestione delle complicanze. Un intervento precoce migliora sensibilmente le probabilità di sopravvivenza, spiega l’Oms.
La risposta internazionale e cosa cambia per chi viaggia
L’Oms ha avviato lo studio clinico Partners per valutare due possibili terapie contro il virus Bundibugyo: l’anticorpo monoclonale MBP134 e l’antivirale remdesivir, somministrati singolarmente o in combinazione. Il primo paziente è stato arruolato nelle scorse settimane nella Repubblica Democratica del Congo: si tratta del primo tentativo strutturato di individuare una terapia mirata contro questo ceppo del virus.
Sul terreno, la presenza di gruppi armati nell’Ituri e nel Nord Kivu ostacola il tracciamento dei contatti, mentre la sfiducia di alcune comunità verso le autorità sanitarie rallenta la sorveglianza; l’Oms e i partner continuano a rafforzare i sistemi di allerta precoce. Diversi Paesi africani limitrofi hanno intanto potenziato i controlli sanitari alle frontiere e negli aeroporti, con misurazione della temperatura e questionari sui viaggi recenti.
Per chi vive in Italia o programma un viaggio, il rischio resta circoscritto alle aree del focolaio: l’Ecdc raccomanda comunque attenzione ai sintomi da monitorare al rientro da zone colpite. Il prossimo aggiornamento dell’Oms, atteso nelle prossime settimane, fornirà nuovi dati su casi, decessi e sull’andamento dello studio Partners.
Domande frequenti
È una specie del genere Ebolavirus, responsabile di febbri emorragiche gravi. Causa febbre alta, vomito e talvolta sanguinamenti. Il tasso di letalità nelle epidemie precedenti ha raggiunto il 50 per cento.
Al 1° luglio 2026 la Repubblica Democratica del Congo contava 1.460 casi confermati e 452 decessi. L’Uganda ne registrava 20, con due decessi.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie valuta il rischio come molto basso per la popolazione dell’Unione europea, nonostante due casi importati.
Al momento non esiste un vaccino autorizzato specifico per questo ceppo. È in corso lo studio Partners su due possibili terapie, l’anticorpo MBP134 e il remdesivir.
È opportuno rivolgersi tempestivamente a un medico o a un centro specializzato in malattie infettive, segnalando il viaggio recente in aree colpite dall’epidemia.
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Fonti
Il comunicato ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla dichiarazione dell’epidemia da virus Bundibugyo come emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, 17 maggio 2026. Leggi lo studio
La pagina di monitoraggio dell’Ecdc sull’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo in Rd Congo e Uganda, aggiornata regolarmente con dati su casi, decessi e valutazione del rischio per l’Ue, 6 luglio 2026. Leggi l’articolo
L’articolo con l’aggiornamento sui casi confermati e i decessi in Rd Congo e Uganda, basato sui dati dell’Oms, 6 luglio 2026. Leggi l’articolo





