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Emicrania: prevenzione, anticorpi monoclonali anti-CGRP e fisioterapia specializzata – Intervista al Dr. Edoardo Balli

Donna con emicrania durante una visita specialistica con trattamento fisioterapico cervicale e terapia preventiva anti-CGRP.

⚡ In breve

L’emicrania colpisce il 15–20% della popolazione e richiede una presa in carico strutturata, non solo il trattamento del singolo attacco. La prevenzione si basa sulla regolarità di sonno, pasti e attività fisica, sull’identificazione dei fattori scatenanti individuali e su un approccio multidisciplinare. Le nuove opzioni farmacologiche includono gli anticorpi monoclonali anti-CGRP (erenumab, fremanezumab, galcanezumab, eptinezumab), oggi raccomandati come prima linea preventiva. La fisioterapia specializzata in cefalea, in combinazione con la terapia farmacologica, produce risultati clinicamente significativi. Il trattamento combinato farmacologico + non farmacologico è superiore a ciascuno dei due approcci presi singolarmente.

L’emicrania non è “solo” un mal di testa. È una malattia neurologica cronica che colpisce il 15–20% della popolazione mondiale e rappresenta una delle principali cause di disabilità, soprattutto nelle donne in età lavorativa. Tuttavia, per molti anni è stata trattata solo in modo episodico, senza una vera presa in carico.

Il dottor Edoardo Balli, fisioterapista con specializzazione in cefalea ed emicrania, spiega in cosa consiste la presa in carico del paziente emicranico, quali sono i fattori scatenanti più frequenti, come funzionano i nuovi anticorpi monoclonali e quale ruolo può svolgere la fisioterapia nel percorso terapeutico.

Presa in carico del paziente emicranico: oltre il trattamento del singolo attacco

Il concetto di presa in carico è il punto di partenza fondamentale. Significa che il paziente emicranico non viene trattato solo nel momento dell’attacco, ma viene accompagnato nel tempo con un piano strutturato che include identificazione dei trigger, prevenzione e, quando necessario, terapia farmacologica preventiva.

“La presa in carico del paziente emicranico è qualcosa di molto ampio. L’emicrania colpisce il paziente in modo diverso da tutti gli altri: ci sono paziente che hanno un attacco al mese e pazienti che hanno attacchi cronici, quasi quotidiani, e quindi la presa in carico dipende molto dalla situazione specifica. Quello che noto spesso è che manca un approccio preventivo strutturato: si tende a trattare il singolo attacco, ma non si lavora abbastanza sulla prevenzione. Invece la prevenzione, in particolare quella non farmacologica, può fare tantissimo: regolarità del sonno, regolarità dei pasti, attività fisica costante. Poi ovviamente c’è la parte farmacologica, dove oggi abbiamo strumenti nuovi e molto efficaci.”

La distinzione tra emicrania episodica e emicrania cronica è clinicamente rilevante. In modo specifico, si parla di emicrania cronica quando gli attacchi superano i 15 giorni al mese per almeno tre mesi. In questi casi, l’approccio esclusivamente sintomatico non è sufficiente e può addirittura portare, per eccesso di farmaci, a una “cefalea da abuso”. Pertanto, la prevenzione diventa una priorità clinica assoluta.

I fattori scatenanti (trigger) variano notevolmente da persona a persona. I più comuni includono: privazione o eccesso di sonno, salto dei pasti, disidratazione, stress, cambiamenti ormonali (in particolare nelle donne durante il ciclo mestruale), odori forti, variazioni della pressione atmosferica e alcol. Identificarli attraverso un diario dell’emicrania è uno dei primi passi della presa in carico.

Approfondimento

La review sugli anticorpi anti-CGRP (PMC11861264, Current Pain and Headache Reports, 2025) riporta che la prevalenza dell’emicrania colpisce quasi il 20% della popolazione negli USA ed è a predominanza femminile. L’impatto funzionale è documentato: l’emicrania è la seconda causa di disabilità a livello mondiale secondo il Global Burden of Disease. In modo specifico, la condizione riduce significativamente la produttività lavorativa, la partecipazione alle attività sociali e la qualità della vita.

Fonte scientifica: An Update on CGRP Monoclonal Antibodies for Episodic Migraine Prevention (PMC11861264, 2025) — pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC11861264

I nuovi anticorpi monoclonali anti-CGRP: come funzionano e perché sono diversi dai vecchi preventivi

Fino a pochi anni fa, la terapia preventiva dell’emicrania si basava su farmaci nati per altri scopi: antipertensivi (betabloccanti), antiepilettici (topiramato, valproato), antidepressivi. Questi farmaci erano efficaci in una parte dei pazienti, ma spesso mal tollerati. Oggi, tuttavia, esiste una categoria di farmaci sviluppati specificamente per l’emicrania: gli anticorpi monoclonali anti-CGRP.

“I nuovi anticorpi monoclonali sono uno strumento davvero importante, perché agiscono in modo specifico sul meccanismo fisiopatologico dell’emicrania. Il CGRP è un neuropeptide che viene rilasciato durante l’attacco emicranico e che è responsabile della vasodilatazione e del dolore. Gli anticorpi monoclonali bloccano questo meccanismo. Quello che noto nella pratica è che hanno un profilo di effetti collaterali molto favorevole rispetto ai vecchi preventivi: i pazienti li tollerano bene e molti di quelli che avevano abbandonato le terapie precedenti riescono finalmente a mantenerle. Vengono prescritti nei centri cefalee, che svolgono un ruolo fondamentale per l’accesso a questi farmaci.”

Il CGRP — Calcitonin Gene-Related Peptide — è un neuropeptide che svolge un ruolo centrale nella fisiopatologia dell’emicrania. Durante l’attacco, viene rilasciato dai neuroni trigeminali e provoca vasodilatazione, infiammazione neurogena e sensibilizzazione periferica, che si traduce nel dolore pulsante caratteristico. Gli anticorpi anti-CGRP o anti-recettore del CGRP bloccano questo meccanismo a monte, riducendo la frequenza e l’intensità degli attacchi.

Attualmente sono approvati quattro anticorpi monoclonali: erenumab, fremanezumab, galcanezumab (mensili in iniezione sottocutanea) ed eptinezumab (ogni tre mesi per infusione endovenosa). In Italia sono prescrivibili nei centri cefalee accreditati. Il consenso AHS 2024 li raccomanda come trattamento preventivo di prima linea nell’emicrania episodica.

Approfondimento

La revisione sistematica sull’aderenza e la tollerabilità a lungo termine degli anticorpi anti-CGRP (PMC12483480, Cureus, 2025, 11 studi, oltre 50.000 pazienti) documenta che l’aderenza a 12 mesi è di circa il 55%, significativamente superiore a quella dei preventivi tradizionali. I tassi di discontinuazione dovuti a eventi avversi sono inferiori rispetto a topiramato e beta-bloccanti. In modo specifico, il profilo di sicurezza favorevole è uno dei vantaggi principali: pertanto, i pazienti che avevano abbandonato le terapie precedenti per effetti collaterali riescono a mantenere questi farmaci nel tempo.

Fonte scientifica: Patient Adherence and Long-Term Tolerability of Anti-CGRP Monoclonal Antibodies: Systematic Review (PMC12483480, 2025) — pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC12483480

Una network meta-analisi di 13 RCT su 5.634 pazienti ha dimostrato la superiorità degli agenti anti-CGRP rispetto a topiramato e tossina botulinica. In modo specifico, eptinezumab 300 mg ha mostrato la riduzione più significativa dei giorni mensili di emicrania, mentre fremanezumab ha ottenuto il tasso di risposta più elevato. Tuttavia, gli eventi avversi, sebbene presenti, sono stati generalmente lievi in tutti i casi, a differenza dei preventivi tradizionali.

Fonte scientifica: Efficacy and Safety of Anti-CGRP Monoclonal Antibodies in Preventing Migraines (PMC10586710) — pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC10586710

Fisioterapia specializzata in cefalea: il ruolo del trattamento muscoloscheletrico e dell’approccio multidisciplinare

La fisioterapia nell’emicrania non è una novità, ma negli ultimi anni si è evoluta in modo significativo. Oggi esiste una fisioterapia specializzata in cefalea ed emicrania che utilizza strumenti diagnostici e terapeutici specifici, ben distinta dal massaggio cervicale generico che molti pazienti hanno provato senza risultati stabili.

“La fisioterapia nell’emicrania ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Non si tratta più solo di lavorare sul collo: c’è un approccio molto più strutturato che considera il sistema nervoso, la sensibilizzazione centrale, la postura, i pattern respiratori e la gestione del sistema neurovegetativo. Ci sono studi che dimostrano come la combinazione di fisioterapia e farmacologia produca risultati superiori rispetto a ciascuno dei due approcci presi singolarmente. Quello che spero è che in futuro ci sia un maggiore accesso a questi percorsi combinati anche attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, perché attualmente molti pazienti devono pagare privatamente.”

Il meccanismo fisiopatologico su cui agisce la fisioterapia specializzata è diverso da quello degli anticorpi monoclonali. Pertanto, i due approcci non si escludono: si complementano. La fisioterapia agisce sulla sensibilizzazione periferica e centrale, sulla disfunzione cervicale, sui pattern posturali e respiratori e sulla modulazione del sistema nervoso autonomo. Di conseguenza, riduce la frequenza degli attacchi attraverso meccanismi diversi da quelli farmacologici.

L’approccio multidisciplinare è considerato il gold standard internazionale per la gestione dell’emicrania cronica. In modo specifico, il team ideale include il neurologo o il medico del centro cefalee, il fisioterapista specializzato, lo psicologo o il medico specializzato in terapia cognitivo-comportamentale e, in alcuni casi, il nutrizionista. La combinazione di questi interventi produce risultati superiori rispetto alla sola terapia farmacologica.

Approfondimento

Le linee guida della European Headache Federation (PMC9188162) documentano che la gestione ottimale dell’emicrania richiede la combinazione di approcci farmacologici e non farmacologici. In particolare, gli interventi non farmacologici raccomandati includono tecniche di biofeedback, terapia cognitivo-comportamentale, gestione dello stress, regolarità dei pattern sonno-veglia e attività fisica aerobica regolare. Questi interventi hanno livelli di evidenza da A a B per la prevenzione dell’emicrania episodica, comparabili ad alcuni farmaci preventivi.

Fonte scientifica: European Headache Federation Guideline on CGRP-mAbs and Non-Pharmacological Prevention (PMC9188162) — pmc.ncbi.nlm.nih.gov → PMC9188162

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo

Intervista al Dott. Edoardo Balli, fisioterapista specializzato in cefalea ed emicrania approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista

FAQ

Il trattamento dell’attacco (terapia sintomatica) agisce una volta che il dolore è già iniziato, con farmaci come triptani, FANS e analgesici. La prevenzione (terapia profilattica) si esegue quotidianamente o mensilmente indipendentemente dalla presenza di attacchi, con l’obiettivo di ridurne la frequenza, la durata e l’intensità nel tempo. È indicata quando gli attacchi superano i 4–10 giorni al mese o quando impattano significativamente sulla qualità della vita.

Sono farmaci biologici sviluppati specificamente per la prevenzione dell’emicrania. Agiscono bloccando il CGRP (Calcitonin Gene-Related Peptide), il neuropeptide responsabile della vasodilatazione e del dolore durante l’attacco emicranico. In Italia sono prescrivibili nei centri cefalee accreditati. Il consenso AHS 2024 li raccomanda come prima linea preventiva, grazie all’efficacia documentata e al profilo di effetti collaterali favorevole.

Sì, in modo significativo. La fisioterapia specializzata in cefalea ed emicrania utilizza un approccio muscoloscheletrico strutturato che agisce sulla disfunzione cervicale, i pattern posturali, la respirazione e la modulazione del sistema nervoso autonomo. La combinazione di fisioterapia e farmacologia, in particolare, produce risultati superiori rispetto a ciascuno dei due approcci presi singolarmente.

Le più efficaci sono la regolarità del sonno (stessa ora di sveglia e di addormentamento anche nel weekend), la regolarità dei pasti (evitare di saltarli), l’idratazione adeguata, l’attività fisica aerobica costante (almeno 150 minuti a settimana) e la gestione dello stress. Identificare i trigger individuali attraverso un diario dell’emicrania, inoltre, è uno dei passi pratici più efficaci.

In Italia i farmaci anti-CGRP vengono prescritti dai centri cefalee specializzati, collegati per lo più ai reparti di neurologia ospedalieri. I pazienti devono essere valutati da un neurologo specializzato, che verifica i criteri di eleggibilità (diagnosi, frequenza degli attacchi, fallimento di preventivi precedenti). I farmaci sono rimborsati dal SSN per i pazienti idonei.

Per approfondire

Fonti

disordini temporo-mandibolari (ATM), ancora erroneamente legati alla malocclusione, non sono affatto da sottovalutare, anzi, talvolta, possono rivelarsi davvero fastidiosi. https://www.dossiersalute.com/cosa-sono-i-disordini-temporo-mandibolari/

Quante volte avrai sentito parlare dell’osteopatia? Sicuramente svariate, ma come accade spesso, sempre in maniera piuttosto superficiale o a grandi linee. https://www.dossiersalute.com/osteopatia-cose-e-come-tratta-le-patologie/

Perché le donne soffrono di più di mal di testa? Capiamo le cause, fattori e consigli per gestire questo comune disturbo nella vita quotidiana. https://www.dossiersalute.com/mal-di-testa-e-vero-che-le-donne-ne-soffrono-di-piu/ 

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11861264/ Review (2025): emicrania colpisce ~20% popolazione, seconda causa di disabilità globale. Quattro mAbs approvati (erenumab, fremanezumab, galcanezumab, eptinezumab). Consenso AHS 2024: mAbs anti-CGRP come prima linea preventiva nell’emicrania episodica.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12483480/ Revisione sistematica (2025): aderenza a 12 mesi ~55%, superiore a preventivi tradizionali. Discontinuazione per eventi avversi inferiore rispetto a topiramato e betabloccanti. Profilo sicurezza favorevole = vantaggio principale nella pratica clinica.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9188162/ Linee guida EHF: gestione ottimale emicrania = combinazione farmacologica + non farmacologica. Interventi non farmacologici (biofeedback, CBT, attività fisica, regolarità sonno): livello evidenza A-B per prevenzione. Approccio multidisciplinare = gold standard.

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