Dossier Salute

Ebola in Congo: oltre 2.300 morti, è l’epidemia più letale di sempre

Operatori sanitari con dispositivi di protezione in un centro per il contenimento dell’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è ormai la più letale nella storia del Paese. Il bilancio ha superato i 2.300 morti su quasi 5.000 casi confermati, più del record 2018-2020. A diffondersi è il virus Bundibugyo, un ceppo raro per cui non esistono ancora vaccini o cure. Oggi, 18 agosto, il comitato di emergenza dell’Oms si riunisce a Ginevra per valutare nuove raccomandazioni. Il tasso di letalità, ormai vicino al 47%, preoccupa gli esperti di tutto il mondo.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • L’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo ha causato 2.325 morti su 4.945 casi confermati (dati al 16 agosto 2026), diventando la più letale nella storia del Paese.
  • Il tasso di letalità è salito da circa il 20% iniziale a circa il 46-47% attuale.
  • L’epidemia, iniziata a maggio 2026 nella provincia di Ituri, si è estesa a sei province e a 55 zone sanitarie.
  • Non esistono vaccini o trattamenti specifici approvati contro il virus Bundibugyo; è in corso il trial PARTNERS, coordinato dall’Oms.
  • Oggi, 18 agosto, il comitato di emergenza dell’Oms si riunisce a Ginevra, dopo la dichiarazione di emergenza internazionale del 17 maggio.

Il bilancio più alto mai registrato in Congo

Secondo l’ultimo bilancio, diffuso lunedì 17 agosto, l’epidemia ha provocato 2.325 morti su 4.945 casi confermati. È il numero di vittime più alto mai registrato in Congo per un’epidemia di Ebola. Supera i 2.299 decessi dell’epidemia del 2018-2020, nella parte orientale del Paese. Il tasso di letalità grezzo ha raggiunto circa il 47%, secondo i dati dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione delle malattie. Solo l’epidemia del 2014-2016 in Africa occidentale resta più grave in termini assoluti. Causò 11.310 morti su 28.616 casi, tra Guinea, Liberia e Sierra Leone.

L’epidemia è iniziata a metà maggio nella zona sanitaria di Mongbwalu, in provincia di Ituri. Da lì si è estesa rapidamente a sei province. Sono coinvolte Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uélé, Tshopo e Bas-Uélé. Complessivamente sono 55 le zone sanitarie colpite, su un totale di 151. La provincia di Ituri resta la più colpita, con 4.194 casi e 1.838 morti. In Uganda l’epidemia era arrivata per contagio di importazione. È stata dichiarata conclusa il 28 luglio, dopo 42 giorni senza nuovi casi.

Questa è la diciassettesima epidemia di Ebola registrata in Congo dal 1976. Fu l’anno in cui il virus venne identificato per la prima volta nel Paese, allora Zaire. Il precedente focolaio si era concluso nel dicembre 2025, in un’area diversa. La frequenza con cui il virus ricompare rende la sorveglianza epidemiologica una priorità costante. Anche per questo l’Oms mantiene assistenza tecnica continua nel Paese.

Perché il virus Bundibugyo è così difficile da contenere

Il virus Bundibugyo è una delle quattro specie di orthoebolavirus che colpiscono l’uomo. Le altre sono il virus Ebola, o Zaire, il virus Sudan e il virus Taï Forest. Si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue o altri fluidi corporei di persone infette. Il contagio può avvenire anche dopo la morte, durante le pratiche funebri. I sintomi iniziali, come febbre e dolori muscolari, sono aspecifici. Possono essere scambiati con quelli della malaria o di altre infezioni comuni. Nei casi più gravi compaiono vomito, diarrea ed emorragie interne o esterne.

Per il ceppo Bundibugyo non esiste un vaccino approvato. Il vaccino Ervebo, efficace contro il virus Ebola Zaire, non protegge da questo ceppo. Non ci sono nemmeno terapie specifiche autorizzate, anche se alcune sperimentazioni sono in corso. Il tasso di letalità è salito dal 20% iniziale al 46-47% attuale. Diverse ricostruzioni giornalistiche descrivono una gestione dei contagi spesso inefficiente da parte delle autorità locali. Questo ha favorito sia la diffusione del virus sia l’aumento della mortalità. Molti pazienti vengono individuati quando è ormai tardi per curarli efficacemente.

Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni. Una persona infetta non è contagiosa finché non compaiono i sintomi. Per questo la tracciabilità dei contatti resta uno strumento essenziale di contenimento. Lo stesso vale per l’isolamento tempestivo dei casi sospetti. Anche la sicurezza delle sepolture è cruciale, perché spesso è fonte di nuovi contagi.

Il comitato d’emergenza dell’Oms si riunisce oggi a Ginevra

Il 17 maggio l’Oms aveva dichiarato l’epidemia un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. È la classificazione più alta prevista dal Regolamento sanitario internazionale. Oggi, 18 agosto, il comitato di emergenza si riunisce a Ginevra per riesaminare la situazione. Valuterà eventuali nuove raccomandazioni temporanee per gli Stati membri. Il continuo aumento dei casi rende la revisione particolarmente delicata. Pesano anche l’insicurezza, gli sfollamenti e gli spostamenti transfrontalieri della popolazione.

Sul fronte della ricerca, l’Oms ha avviato il trial PARTNERS in Congo. Serve a testare candidati vaccini e terapie sperimentali direttamente sul campo. Sono stati segnalati anche alcuni casi di importazione fuori dall’Africa. Un cittadino statunitense è stato evacuato in Germania a luglio. Un operatore sanitario è rientrato in Francia a giugno. In nessuno dei due casi si sono verificati contagi secondari. Le autorità internazionali considerano ancora basso il rischio per l’Europa e gli Stati Uniti. L’Ecdc ribadisce comunque l’importanza di una sorveglianza attenta in tutta Europa.

Gli esperti dovranno decidere se confermare lo stato di emergenza internazionale. Potrebbero anche aggiornare le raccomandazioni su viaggi e controlli alle frontiere. A giugno l’Africa Cdc e l’Oms avevano lanciato un piano continentale da 518 milioni di dollari. Serve a rafforzare la preparazione dei Paesi africani. Resta un finanziamento cruciale per arginare la diffusione del virus nelle prossime settimane.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo. Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

Il virus Bundibugyo è una delle quattro specie di orthoebolavirus che provocano la malattia da virus Ebola nell’uomo. È un ceppo raro, storicamente meno studiato degli altri, per cui non esistono ancora vaccini o trattamenti specifici approvati. Le epidemie precedenti hanno registrato tassi di letalità tra il 25% e il 50%.

Al 16 agosto 2026 le autorità congolesi hanno confermato 4.945 casi e 2.325 morti, il bilancio più alto mai registrato per un’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo, con un tasso di letalità di circa il 47%.

Il contagio avviene attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone infette, vive o decedute. Non si trasmette per via aerea. Il rischio aumenta durante l’assistenza a malati, le pratiche funebri tradizionali e in ambito sanitario senza adeguate misure di protezione.

Al momento non esiste un vaccino approvato specifico per questo ceppo. Il vaccino Ervebo, efficace contro il virus Ebola Zaire, non garantisce protezione contro il Bundibugyo. È in corso il trial PARTNERS, coordinato dall’Oms, per valutare candidati vaccini e terapie sperimentali.

Il rischio per l’Unione europea è al momento considerato molto basso dalle autorità sanitarie internazionali. Sono stati segnalati alcuni casi isolati di importazione in Francia e negli Stati Uniti, senza contagi secondari. Resta comunque attiva la sorveglianza negli scali aeroportuali e tra gli operatori sanitari di ritorno dalle aree colpite.

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Tutti i dettagli sulla sperimentazione clinica avviata dall’Oms per testare vaccini e terapie contro il virus Bundibugyo. Leggi l’articolo

Fonti

Aggiornamento epidemiologico ufficiale del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, aggiornato al 17 agosto 2026. Leggi la fonte

L’articolo dell’agenzia ANSA sul bilancio più alto mai registrato per un’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Leggi la fonte

L’approfondimento del Post sui numeri dell’epidemia e sulle criticità nella gestione dei contagi. Leggi la fonte

La scheda ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’epidemia di malattia da virus Bundibugyo in Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Leggi la fonte

L’avviso sanitario dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, con informazioni cliniche su trasmissione, sintomi e vaccini disponibili. Leggi la fonte

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