Dior e Chanel: due leggende della moda a confronto

Christian Dior debuttò nel mondo dell’haute couture parigina sul finire del 1947, quando presentò la sua prima collezione in sfilata. Dior prende subito piede all’interno della moda francese, piaceva alle donne e si presentava come stile in opposizione alla moda più classica del tempo promossa dalla maison Chanel

Con l’arrivo di Chistian Dior, Coco Chanel dovette affrontare diverse perdite, sia per la scelta di uno stile più all’avanguardia sia per le sue proposte ripetitive all’interno delle collezioni, ormai ritenute “come da anni ’20”. 

Dall’affermazione di Coco al debutto di Dior

Chanel si era intrufolata nel campo della moda producendo artigianalmente cappelli, trovando fortuna sia grazie alle abilità nel campo sia per il suo carattere sfrontato

Coco era una donna forte che propose alla donna anni ’20, ancora chiusa nei corpetti e nelle scomodità, una moda nuova e libera dalle costrizioni e dalla guerra. 

Nelle sue collezioni proponeva eleganti tailleur, cappotti, gioielli veri e falsi, profumi, ma soprattutto una donna indipendente che riuscisse a muoversi comodamente nella quotidianità. 

Con l’avvento della guerra Chanel prese personalmente parte al conflitto, poiché attirata dai sotterfugi di spionaggio del suo amante tedesco, che ricopriva un’importante posizione all’interno dell’esercito.

La vita lavorativa di Chanel, di conseguenza, si spense per nove anni, poiché Coco si auto esiliò in Svizzera

Al suo rientro, ricominciò a riproporre alle donne la sua moda, ma non era più sola: Chisrtian Dior aveva fatto il suo ingresso nella realtà parigina.

La moda di Christian Dior

Se Chanel si era occupata della donna della prima guerra mondiale, Dior giunse in aiuto a quella della seconda, attraverso una moda di riscoperta e di riscatto, di bellezza e non più di orrore. 

Chistian presentò nel 1947 una collezione nostalgica dalla vita stretta, dall’effetto corpetto, dalla sinuosità e dall’incredibile eleganza di una donna anni ’50, che aveva vissuto la storia. 

Il lusso non voleva più essere un tabù, ma un’aspirazione, una necessità di star bene, l’inevitabile amore per le cose belle. 

Agnese Pirazzi

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