Il più grande studio mai condotto sul legame tra dieta vegetariana e tumori ha analizzato 1,8 milioni di persone in tre continenti. La ricerca, guidata da Oxford Population Health, mostra rischi diversi a seconda del tipo di cancro.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
IN SINTESI
- La dieta vegetariana e tumori: lo studio associa il regime alimentare a un rischio più basso di cinque tumori.
- Lo studio ha coinvolto 1,8 milioni di persone in nove ricerche su tre continenti.
- I tumori con rischio ridotto sono seno, prostata, rene, pancreas e mieloma multiplo.
- I vegetariani mostrano un rischio più alto di carcinoma squamoso dell’esofago.
- Per dodici altri tumori non emergono differenze significative rispetto agli onnivori.
Cos’è lo studio sulla dieta vegetariana e tumori pubblicato sul British Journal of Cancer
Lo studio sulla dieta vegetariana e tumori è un’analisi combinata di nove ricerche prospettiche condotte nel Regno Unito, negli Stati Uniti, a Taiwan e in India. Analisi prospettica significa che i partecipanti sono stati reclutati sani e poi seguiti nel tempo, per osservare chi si è ammalato. Il campione complessivo è di circa 1.817.000 persone, suddivise in cinque gruppi alimentari: 1.645.555 onnivori, 57.016 consumatori di pollame, 42.910 pescetariani, cioè persone che mangiano pesce ma non carne, 63.147 vegetariani e 8.849 vegani. I ricercatori li hanno seguiti per una media di sedici anni. Hanno monitorato la comparsa di diciassette tipi diversi di tumore. Lo studio è stato coordinato dalla Cancer Epidemiology Unit di Oxford Population Health, all’interno dell’Università di Oxford, e finanziato dal World Cancer Research Fund. I risultati sono stati pubblicati il 27 febbraio 2026 sulla rivista British Journal of Cancer, del gruppo Nature.
I risultati principali riguardano cinque tipi di tumore. Chi segue una dieta vegetariana mostra un rischio più basso di tumore al seno, alla prostata, al rene e al pancreas, oltre che di mieloma multiplo, un tumore del sangue. Per il tumore al pancreas la riduzione del rischio si avvicina a un quinto rispetto agli onnivori. Per il mieloma multiplo lo scarto arriva quasi a un terzo. Lo studio segnala però anche un dato di segno opposto. Nei vegetariani il rischio di carcinoma squamoso dell’esofago risulta più alto rispetto a chi mangia carne. Per gli altri dodici tumori analizzati, tra cui colon-retto, stomaco, fegato, polmone nei non fumatori, endometrio, ovaio e vescica, i ricercatori non hanno trovato differenze statisticamente significative tra i diversi gruppi alimentari.
Perché la dieta vegetariana e tumori sono collegati: cosa dicono gli scienziati
Il legame tra dieta vegetariana e tumori non implica un rapporto di causa diretta, avvertono gli stessi autori dello studio. La ricerca osservazionale, come questa, può individuare associazioni tra alimentazione e malattia. Non dimostra da sola un meccanismo biologico preciso. Gli scienziati indicano comunque alcune ipotesi plausibili. Una dieta ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali porta con sé più fibre, antiossidanti e composti vegetali protettivi. Chi mangia meno carne, in particolare carne rossa e lavorata, riduce anche l’esposizione a sostanze come le nitrosamine, composti chimici legati a un aumento del rischio di alcuni tumori del tratto digerente. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, classifica la carne processata come cancerogena per l’uomo e la carne rossa come probabile cancerogeno. Questa classificazione si basa su analisi condotte negli anni precedenti allo studio di Oxford. La minore assunzione di grassi saturi di origine animale potrebbe inoltre incidere sui livelli di alcuni ormoni collegati al tumore al seno e alla prostata.
Il dato sul carcinoma squamoso dell’esofago, più frequente nei vegetariani dello studio, ha sorpreso i ricercatori. Gli autori ipotizzano un possibile ruolo di eventuali carenze nutrizionali, come bassi livelli di vitamina B12 o di ferro, più comuni tra chi esclude del tutto la carne. Un’altra ipotesi riguarda fattori non legati alla dieta in senso stretto, come differenze regionali nei campioni analizzati, per esempio la componente indiana dello studio. Gli esperti del Science Media Centre, network internazionale di giornalismo scientifico, invitano comunque alla cautela. Un singolo studio, per quanto ampio, non basta a stabilire raccomandazioni alimentari definitive. Servono altre ricerche per confermare questi risultati e chiarirne i meccanismi biologici precisi.
Cosa cambia per chi segue una dieta vegetariana: equilibrio e prossimi passi
La scoperta sulla dieta vegetariana e tumori non equivale a un’indicazione clinica valida per tutti. Ogni scelta alimentare va valutata insieme a un medico o a un nutrizionista, tenendo conto della storia clinica personale. Lo studio conferma comunque un principio già sostenuto da diverse linee guida internazionali sulla prevenzione oncologica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo report globale sul cancro del 2026, raccomanda un’alimentazione equilibrata, ricca di vegetali, insieme ad attività fisica regolare. Sono parte di uno stile di vita che riduce il rischio di tumore. Non si tratta di eliminare del tutto la carne, ma di orientare la dieta verso un maggiore equilibrio tra alimenti di origine vegetale e animale. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi una persona su cinque nel mondo svilupperà un tumore nel corso della vita. La prevenzione attraverso lo stile di vita resta lo strumento più efficace a disposizione.
I ricercatori di Oxford intendono ora approfondire il legame tra le singole componenti della dieta vegetariana, come il tipo di proteine vegetali consumate, e il rischio dei tumori più rari analizzati nello studio. Un altro filone di ricerca riguarderà il ruolo della vitamina B12 e del ferro nel rischio di carcinoma esofageo tra i vegetariani. Servirà a chiarire se una carenza nutrizionale possa davvero incidere. Per chi segue già una dieta vegetariana o vegana, il consiglio degli esperti resta lo stesso da anni: rivolgersi a un nutrizionista per verificare che l’apporto di micronutrienti critici, come B12, ferro e vitamina D, sia adeguato. La dieta più protettiva, ricordano i ricercatori, resta quella varia, equilibrata e povera di alimenti ultra-processati.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo
Faq
Lo studio associa la dieta vegetariana a un rischio più basso di cinque tumori: seno, prostata, rene, pancreas e mieloma multiplo, ma a un rischio più alto di carcinoma esofageo.
Lo studio ha analizzato dati di 1,8 milioni di persone in nove ricerche condotte in Regno Unito, Stati Uniti, Taiwan e India, seguite per una media di sedici anni.
No. Per dodici tipi di tumore, tra cui colon-retto e polmone, lo studio non ha trovato differenze significative tra vegetariani e onnivori.
Le cause non sono ancora chiare. I ricercatori ipotizzano un ruolo di eventuali carenze di vitamina B12 o ferro, ma servono altri studi di conferma.
Le linee guida internazionali suggeriscono un’alimentazione equilibrata e ricca di vegetali. Per scelte alimentari specifiche è opportuno consultare un medico o un nutrizionista.
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Fonti
Studio originale con dati e metodologia completa, pubblicato sul British Journal of Cancer. Leggi l’articolo
Versione integrale ad accesso aperto dello studio, PubMed Central. Leggi l’articolo
Comunicato ufficiale della Cancer Epidemiology Unit di Oxford con la sintesi dei risultati. Leggi l’articolo
Approfondimento con il commento dell’ente finanziatore dello studio. Leggi l’articolo
Commenti di esperti indipendenti sui limiti e la portata dello studio. Leggi l’articolo





