Un’unica incisione di pochi centimetri, una visione tridimensionale amplificata e strumenti robotici che si infilano nei punti più difficili dell’addome con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. Il sistema da Vinci Single Port è l’ultima frontiera della chirurgia ginecologica mininvasiva e rappresenta un cambiamento radicale nell’approccio operatorio. Ne abbiamo parlato con il Dott. Leonardo Nelva Stellio, ginecologo che opera con questa tecnologia di avanguardia presso l’Ospedale di Guarda.
Dottore, cos’è la chirurgia mininvasiva in ginecologia e qual è la sua evoluzione storica?
“La chirurgia mininvasiva in ginecologia è relativamente datata: gli interventi veri e propri per via laparoscopica sono iniziati negli anni Ottanta. Il metodo classico prevedeva l’introduzione di un’ottica e di strumenti attraverso accessi multipli – incisioni di 1 centimetro e 5 millimetri – e viene tuttora largamente utilizzato. L’evoluzione successiva è stata il sistema robotico multiport, che corrisponde alla laparoscopia tradizionale ma è guidato da una console: il chirurgo non è più in piedi ad operare direttamente, ma siede alla console e controlla gli strumenti montati sul carrello paziente.”
“L’ulteriore evoluzione che stiamo vivendo nel nostro ospedale è il sistema robotico da Vinci Single Port, sempre prodotto da Intuitive: con un’unica incisione, il sistema permette di introdurre tutti gli strumenti e la telecamera, eliminando gli accessi laterali aggiuntivi. Un passo avanti enorme sia per la paziente che per il chirurgo.”
Approfondimento scientifico: La chirurgia robotica in ginecologia: evoluzione e stato dell’arte
Una revisione sistematica pubblicata su PMC (Cureus, 2025) conferma che l’introduzione della chirurgia robotica da Vinci in ginecologia ha prodotto cambiamenti profondi nella gestione chirurgica. La piattaforma robotica consente a chirurghi con minore esperienza laparoscopica di eseguire procedure più complesse grazie alla visione tridimensionale amplificata, al controllo del tremore e alla maggiore destrezza degli strumenti. Le applicazioni comprendono isterectomia, miomectomia, chirurgia annessiale, anastomosi tubarica, sacrocolpopessi uroginecologica e linfoadenectomia in oncologia ginecologica. La revisione su 14 studi europei pubblicata su Journal of Clinical Medicine (MDPI, novembre 2025) – focalizzata sull’esperienza europea dopo l’approvazione EMA del da Vinci SP nel gennaio 2024 – conferma fattibilità, sicurezza e minor perdita ematica rispetto agli approcci tradizionali.
Quali sono i vantaggi concreti del sistema da Vinci Single Port rispetto alla laparoscopia tradizionale?
“La chirurgia mininvasiva offre già di per sé vantaggi importanti rispetto alla laparotomia tradizionale: minor rischio di sanguinamento, riduzione delle complicanze post-operatorie e delle infezioni – perché la superficie di incisione è notevolmente inferiore – e un recupero post-operatorio più rapido, con un dolore più ben sopportato. Con il Single Port, questi benefici si amplificano ulteriormente: invece di quattro o cinque incisioni, ne basta una sola.”
“Ma il vantaggio non è solo per la paziente. Il chirurgo rimane seduto alla console – e non in piedi per ore come nella laparoscopia tradizionale – e ha a disposizione una visione tridimensionale amplificata dell’interno dell’addome. Questo permette interventi oggettivamente più precisi, con minor perdita ematica, minori complicanze post-operatorie e ridotta necessità di trasfusioni.”
da Vinci Single Port in ginecologia: esiti perioperatori e sicurezza
Uno studio comparativo pubblicato su PMC (Gynecology and Minimally Invasive Therapy, luglio 2025 – PMC12334096), che confronta la chirurgia robotica single-port con la laparoscopia single-port convenzionale, conferma che il sistema da Vinci SP consente l’esecuzione sicura dell’isterectomia totale e migliora gli esiti chirurgici nelle fasi iniziali rispetto alla tecnica laparoscopica convenzionale a singolo accesso. Uno studio su 100 casi consecutivi pubblicato su PMC (PMC8819406) ha riportato una perdita ematica mediana di soli 50 mL per le patologie benigne, un punteggio del dolore di 2 su 10 a 6 ore dall’intervento e una degenza media di 2,8 giorni. La revisione sistematica sull’esperienza europea (J Clin Med, novembre 2025) conferma: minor perdita ematica, degenza ridotta e basso tasso di complicanze in tutte le indicazioni trattate.
Tutte le pazienti possono essere sottoposte a un intervento con Single Port? Quali sono i limiti attuali?
“Teoricamente tutte le pazienti potrebbero essere sottoposte a un intervento con Single Port, ma non tutti gli interventi possono essere eseguiti con questo sistema. Ci sono interventi di chirurgia oncologica che richiedono ancora la laparotomia: quando è necessario esplorare parti dell’addome che devono essere palpate direttamente con la mano del chirurgo, o quando il pezzo operatorio deve essere estratto in modo integro per una valutazione istopatologica adeguata.”
“Per il resto, i limiti sono meno di quanto si potrebbe immaginare. Il sistema è in grado di superare gli ostacoli, di infilarsi in spazi molto angusti e di bypassare anche grandi masse, come uteri voluminosi che richiederebbero normalmente una laparotomia. L’unico altro limite reale è la dimensione: masse o fibromi di dimensioni estreme possono richiedere comunque un accesso aperto, sia per una questione di tempistica operatoria sia per il controllo del campo chirurgico.”
da Vinci SP in oncologia ginecologica: confronto con il sistema multiport
Uno studio multicentrico pubblicato su ScienceDirect (Best Practice & Research Clinical Obstetrics & Gynaecology, 2024) ha confrontato gli esiti chirurgici del da Vinci SP versus da Vinci Xi nello staging del carcinoma endometriale in stadio precoce su 189 pazienti (97 SP, 92 Xi): tempo operatorio, perdita ematica stimata e degenza post-operatoria sono risultati comparabili tra i due gruppi. Il sistema SP si è dimostrato non inferiore al multiport Xi per lo staging oncologico, aprendo prospettive concrete per un ampliamento delle indicazioni in chirurgia oncologica ginecologica. La revisione sistematica europea (J Clin Med, novembre 2025) cita applicazioni già consolidate in linfoadenectomia pelvica e retroperitoneale per patologie ginecologiche maligne.
Illustrazione/visual generato con AI a scopo illustrativo
Intervista al Dott. Leonardo Nelva Stellio, specializzato in ginecologia e chirurgia mininvasiva robotica – approfondimenti a cura di Lavinia Giganti, giornalista
FAQ
Il da Vinci Single Port è un sistema di chirurgia robotica prodotto da Intuitive Surgical Inc. (California, USA), la stessa azienda che produce i sistemi da Vinci multiport. A differenza dei modelli precedenti, che richiedono quattro o cinque accessi addominali, il Single Port introduce tutti gli strumenti – inclusa la telecamera 3D – attraverso un’unica incisione, tipicamente ombelicale. È stato approvato dalla FDA nel 2018 e dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) nel gennaio 2024.
I dati della letteratura scientifica indicano una degenza media di circa 2,8 giorni dopo interventi eseguiti con il sistema da Vinci SP. In molti centri internazionali la dimissione avviene già entro 24-48 ore per le procedure benigne. Il recupero post-operatorio è significativamente più rapido rispetto alla chirurgia aperta tradizionale e comparabile o migliore rispetto alla laparoscopia multiport.
Sì, con alcune limitazioni. Uno studio multicentrico del 2024-2025 su 189 pazienti ha dimostrato che il da Vinci SP è non inferiore al sistema multiport Xi per lo staging chirurgico del carcinoma endometriale in stadio precoce. Rimangono limitazioni per gli interventi che richiedono l’esplorazione manuale dell’addome o l’estrazione integra di pezzi operatori di grandi dimensioni, che in alcuni casi richiedono ancora la laparotomia.
L’elenco è in continua espansione. Ad oggi sono stati eseguiti con il sistema SP: isterectomia totale semplice e radicale, miomectomia, chirurgia delle ovaie, sacrocolpopessi per il prolasso degli organi pelvici, linfoadenectomia pelvica e para-aortica in oncologia ginecologica. La caratteristica di poter bypassare grandi masse e operare in spazi angusti lo rende utile anche in casi anatomicamente complessi.
Come per qualsiasi tecnica chirurgica, esistono rischi, ma il profilo di sicurezza del da Vinci SP è ben documentato. I tassi di conversione a chirurgia multiport o aperta sono bassi nelle casistiche pubblicate. Le complicanze post-operatorie sono ridotte rispetto alla laparotomia e comparabili alla laparoscopia tradizionale. Un fattore importante è la curva di apprendimento: il chirurgo deve acquisire specifiche competenze tecniche con il sistema Single Port prima di affrontare casi complessi in autonomia.
Per approfondire
Fonti
La laparoscopia, anche nota come chirurgia mininvasiva, è una tecnica chirurgica innovativa che ha rivoluzionato il modo di affrontare molteplici patologie. https://www.dossiersalute.com/laparoscopia-una-rivoluzione-nella-chirurgia-minimale/
La chirurgia oncologica addominale ha compiuto enormi progressi negli ultimi decenni, grazie all’introduzione di tecniche mininvasive che hanno rivoluzionato il trattamento dei tumori gastrointestinali. https://www.dossiersalute.com/chirurgia-oncologica-addominale-progressi-nelle-tecniche-mininvasive/
I miomi uterini, noti anche come fibromi, sono tumori benigni che si sviluppano nella parete muscolare dell’utero. https://www.dossiersalute.com/chirurgia-mininvasiva-miomi-uterini-tecniche-recupero/
https://www.mdpi.com/2077-0383/14/23/8317
Revisione sistematica PRISMA/PICOS (MEDLINE, EMBASE, Cochrane, gennaio 2024 – settembre 2025): 14 studi europei dopo l’approvazione EMA del da Vinci SP (gennaio 2024). Conferma fattibilità e sicurezza in ginecologia, urologia, chirurgia generale e ORL, con minor perdita ematica e degenza ridotta. Pubblicato il 23 novembre 2025.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12334096/
Studio comparativo (Fujita Health University, Giappone, ottobre 2024 – febbraio 2025): il sistema da Vinci SP consente l’isterectomia totale robotica single-port in modo sicuro, con esiti chirurgici superiori alla laparoscopia single-port convenzionale nelle fasi iniziali. Pubblicato luglio 2025.
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1521693424000439
Studio multicentrico su 189 pazienti (97 SP, 92 Xi, gennaio 2023 – marzo 2025): tempo operatorio, perdita ematica e degenza post-operatoria comparabili tra i due sistemi. Il da Vinci SP è non inferiore al multiport Xi per lo staging del carcinoma endometriale in stadio precoce.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8819406/
Studio su 100 casi consecutivi (79 benigne, 21 maligne): perdita ematica mediana 50 mL, punteggio dolore 2/10 a 6 ore, degenza media 2,8 giorni. Nessuna conversione a chirurgia aperta. Docking time mediano 5 minuti.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11362253/
Scoping review PRISMA (PubMed, Embase, Ebsco, fino a marzo 2024, PROSPERO CRD42024536430): 56 studi su applicazioni del da Vinci SP in chirurgia generale e specialistica. Dimostrata fattibilità e sicurezza in 5 anni di utilizzo clinico, con vantaggi in dimissione più rapida, minore dolore post-operatorio e tempo operativo ridotto rispetto alla chirurgia robotica multiport.





