Dossier Salute

Cyclosporiasi negli USA: l’epidemia da parassita intestinale che ha superato i 2.000 casi

Paziente durante un consulto medico con immagine ingrandita di un parassita intestinale sul monitor, in riferimento alla cyclosporiasi negli USA.

Negli Stati Uniti è in corso quella che i Centers for Disease Control and Prevention descrivono come una delle epidemie di cyclosporiasi più estese degli ultimi anni: oltre duemila casi accertati in almeno ventotto Stati, con il Michigan che da solo ne conta più di milleduecentocinquanta, il numero più alto mai registrato nella sua storia. Il responsabile è un minuscolo parassita intestinale, la Cyclospora cayetanensis, che provoca una diarrea acquosa e talvolta “esplosiva” capace di durare settimane. Le autorità sanitarie non hanno ancora individuato la fonte del contagio, ma sospettano un alimento vegetale contaminato distribuito su larga scala. La vicenda, raccontata dall’agenzia Associated Press e ripresa da testate come NBC News, ABC News e Fox News, riporta l’attenzione su un rischio spesso sottovalutato: quello della sicurezza alimentare legata a frutta e verdura fresca.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

IN SINTESI

  • Negli Stati Uniti sono stati segnalati oltre 2.000 casi di cyclosporiasi in almeno 28 Stati, secondo il conteggio diffuso da NBC News.
  • Il Michigan ha registrato oltre 1.250 casi dalla fine di giugno 2026: la più grande epidemia mai avvenuta nello Stato.
  • Il parassita responsabile, Cyclospora cayetanensis, si trasmette soprattutto tramite frutta e verdura fresca contaminata da acqua o terreno con tracce fecali.
  • I sintomi principali sono diarrea acquosa e “esplosiva”, crampi, gonfiore, nausea e stanchezza, che possono durare settimane e ripresentarsi a cicli.
  • CDC e FDA stanno indagando sulla fonte comune del contagio, ma al momento non è stata identificata alcuna origine alimentare precisa.

Cos’è la cyclosporiasi e come si trasmette

Cyclospora cayetanensis è un parassita microscopico, un protozoo unicellulare che vive nell’intestino umano e si diffonde attraverso le feci. Non si trasmette da persona a persona come un virus influenzale: il contagio avviene quasi sempre per via oro-fecale, ingerendo acqua o alimenti che sono entrati in contatto con feci contaminate. Negli Stati Uniti la causa più frequente resta la frutta e la verdura fresca, in particolare lattuga, basilico, coriandolo, cipollotti, piselli e lamponi, irrigati con acqua non sicura o manipolati in condizioni igieniche carenti lungo la filiera.

Una volta ingerito, il parassita colonizza l’intestino tenue e scatena un’infezione chiamata cyclosporiasi, che nella maggior parte dei casi non mette a rischio la vita ma può risultare estremamente debilitante. I sintomi compaiono anche dopo due settimane dal contagio, un ritardo che rende difficile capire quale pasto o alimento abbia causato l’infezione.

Il Centers for Disease Control and Prevention statunitense ricorda che le epidemie di cyclosporiasi tendono a concentrarsi nei mesi caldi, tra maggio e agosto, quando il consumo di prodotti freschi aumenta e le temperature favoriscono la sopravvivenza del parassita nell’ambiente. Gli esperti collegano inoltre l’aumento dei casi registrato nell’ultimo decennio, con un picco già nel 2018 e nel 2019, sia ai cambiamenti climatici sia al miglioramento delle tecniche diagnostiche di laboratorio, che oggi individuano più facilmente infezioni che in passato sarebbero passate inosservate.

L’epidemia 2026: i numeri dell’emergenza negli Stati Uniti

Le autorità sanitarie del Michigan hanno segnalato per la prima volta l’anomalia alla fine di giugno 2026, quando i casi accertati nella parte sudorientale dello Stato erano già più di 170, a fronte di una media storica di appena 40-50 casi all’anno per l’intero Michigan. Nel giro di due settimane il numero è salito a oltre 1.250, rendendo questa la più grande epidemia di cyclosporiasi mai registrata nello Stato. La dottoressa Natasha Bagdasarian, chief medical executive del Michigan, ha dichiarato all’Associated Press che “c’è chiaramente un’epidemia collegata in corso in questo momento”.

Il fenomeno non si è fermato al confine statale: nella contea di Lucas, in Ohio, i casi sono saliti a oltre 300, mentre nel resto dello Stato si contano più di 500 contagi complessivi. Secondo il conteggio diffuso da NBC News, gli Stati coinvolti nelle indagini sono almeno 28, con focolai significativi anche in Illinois, New York, North Carolina, Colorado, Indiana e Texas, sebbene in alcuni casi le autorità locali abbiano precisato che i numeri restano nella norma stagionale.

Il CDC e la Food and Drug Administration stanno collaborando alle indagini, ma finora non è stato identificato un alimento, un coltivatore o un fornitore comune. Dianna Blau, a capo della divisione malattie parassitarie del CDC, ha precisato che non ci sono prove che il parassita sia diventato più infettivo, anche se il numero di casi resta quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Individuare la fonte è complicato dal fatto che il parassita non può essere coltivato in laboratorio a partire da campioni alimentari, e ingredienti come basilico o coriandolo compaiono in molte ricette diverse, rendendo difficile isolare il prodotto responsabile.

Sintomi, cure e prevenzione: come proteggersi

Il sintomo caratteristico della cyclosporiasi è una diarrea acquosa, frequente e talvolta “esplosiva”, accompagnata da crampi addominali, gonfiore, nausea, perdita di appetito e stanchezza marcata. I disturbi possono comparire fino a due settimane dopo il contagio, durare da pochi giorni a diverse settimane e, in alcuni casi, remittere per poi ripresentarsi a cicli, un andamento “a ricadute” che il CDC considera tipico di questa infezione e che la distingue da altre gastroenteriti più comuni come quella da norovirus.

Nella maggior parte delle persone sane l’infezione si risolve da sola, ma la combinazione antibiotica trimetoprim-sulfametossazolo resta il trattamento di riferimento nei casi più marcati o prolungati, ed è particolarmente indicata per chi ha un sistema immunitario indebolito, più esposto a decorsi lunghi e recidivanti. Ad oggi, nell’epidemia in corso, non risultano decessi collegati.

Poiché l’unico modo per prevenire il contagio è evitare cibo o acqua potenzialmente contaminati, le autorità sanitarie statunitensi raccomandano di lavare accuratamente frutta e verdura fresca sotto acqua corrente, preferire teste di lattuga intere anziché insalate già lavate e confezionate, eliminare le foglie esterne prima del consumo e, quando possibile, cuocere gli ortaggi anziché consumarli crudi. Va tuttavia ricordato che il lavaggio da solo non garantisce l’eliminazione completa del parassita, che tende ad aderire alla superficie di alcuni alimenti. Chi presenta diarrea persistente da più di qualche giorno dovrebbe rivolgersi a un medico e segnalare l’eventuale consumo recente di prodotti freschi, per facilitare sia la diagnosi personale sia le indagini epidemiologiche in corso a livello nazionale.

Domande frequenti

È un parassita intestinale microscopico che causa la cyclosporiasi, un’infezione che si trasmette attraverso acqua o alimenti contaminati da feci, soprattutto frutta e verdura fresca.

Il contagio avviene per via oro-fecale, ingerendo cibi o acqua venuti a contatto con feci infette; negli Stati Uniti la causa più comune sono prodotti vegetali freschi come lattuga, basilico o coriandolo.

Diarrea acquosa e talvolta esplosiva, crampi, gonfiore, nausea e stanchezza. I sintomi possono comparire fino a due settimane dopo il contagio e durare da pochi giorni a diverse settimane, con possibili ricadute a cicli.

Nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve da sola, ma nei casi più marcati si utilizza la combinazione antibiotica trimetoprim-sulfametossazolo, indicata soprattutto per le persone immunodepresse.

Lavando accuratamente frutta e verdura fresca sotto acqua corrente, preferendo teste di lattuga intere anziché insalate confezionate, eliminando le foglie esterne e cuocendo gli ortaggi quando possibile.

Per approfondire

Una guida alle tossinfezioni alimentari più comuni, dai sintomi alle strategie di prevenzione a tavola. Leggi l’articolo

Come riconoscere, prevenire e affrontare correttamente il rischio di botulino nelle conserve fatte in casa. Leggi l’articolo

L’ultimo aggiornamento dell’OMS su un’altra emergenza infettiva internazionale attualmente monitorata, per un confronto tra epidemie in corso. Leggi l’articolo

Fonti

Il resoconto dell’agenzia Associated Press sull’epidemia di cyclosporiasi che ha superato i 1.000 casi negli Stati Uniti, 9 luglio 2026. Leggi l’articolo

Il monitoraggio di NBC News sui casi di cyclosporiasi in ciascuno Stato coinvolto, con le dichiarazioni ufficiali del CDC, 9 luglio 2026. Leggi l’articolo

La scheda informativa ufficiale del Centers for Disease Control and Prevention su sintomi, trasmissione e prevenzione della cyclosporiasi. Leggi la scheda

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