L’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha diffuso un nuovo avviso di sicurezza su due contraccettivi ormonali molto diffusi: il desogestrel e l’etonogestrel. Il motivo è un piccolo aumento del rischio di meningioma legato all’uso prolungato. Nello stesso periodo, uno studio danese pubblicato su JAMA Network Open ha analizzato quasi tre milioni di donne. Il rischio varia molto a seconda del tipo di contraccettivo usato: il farmaco iniettabile medroxyprogesterone, noto come Depo-Provera, mostra l’aumento più marcato. Il rischio assoluto resta comunque molto basso, e gli esperti sono concordi: nessuna donna dovrebbe interrompere la contraccezione senza prima parlarne con il proprio medico.
di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute
In sintesi
- L’EMA ha aggiornato le avvertenze su desogestrel ed etonogestrel per un piccolo aumento del rischio di meningioma con uso prolungato, oltre un anno.
- Uno studio danese su quasi tre milioni di donne, pubblicato su JAMA Network Open, mostra che il rischio più alto riguarda l’iniezione di medroxyprogesterone (Depo-Provera): 4,6 volte superiore.
- Il rischio assoluto resta comunque molto basso: l’EMA stima un caso aggiuntivo di meningioma ogni 67.300 donne trattate.
- Il rischio aumenta con la durata d’uso e tende a scomparire entro 5 anni dall’interruzione del farmaco.
- Gli esperti raccomandano di non sospendere la contraccezione senza consultare il medico, valutando insieme rischi e benefici.
Cosa hanno scoperto gli studi
Il nuovo allarme nasce da due filoni di ricerca distinti ma collegati. Il primo è uno studio epidemiologico francese, pubblicato sul British Medical Journal nel 2025. Ha analizzato il rischio di meningioma intracranico nelle donne che usano desogestrel da almeno un anno. Il rischio cresce con la durata d’uso del farmaco. Questo studio è alla base del nuovo avviso dell’EMA su desogestrel ed etonogestrel. Il tema riguarda una platea enorme di donne. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo circa 874 milioni di donne tra i 15 e i 49 anni usano un metodo contraccettivo. Anche un aumento di rischio piccolo, su numeri così grandi, merita quindi attenzione e comunicazione chiara da parte delle autorità sanitarie.
Il secondo filone arriva da uno studio danese, pubblicato il 2 luglio su JAMA Network Open. I ricercatori hanno esaminato quasi tre milioni di donne in Danimarca. Hanno confrontato 1.473 casi di meningioma con 14.717 donne senza il tumore, di età media 48 anni. Lo studio mostra che il rischio varia molto in base al tipo di progestinico usato. L’iniezione di medroxyprogesterone, il Depo-Provera, comporta il rischio più alto: 4,6 volte superiore. Le spirali con alte dosi di levonorgestrel mostrano un rischio 1,58 volte superiore. La pillola a base di solo progesterone arriva invece a 1,7 volte. Il rischio aumenta soprattutto durante l’uso corrente e nell’anno precedente. Si riduce quasi del tutto dopo 5 anni dalla sospensione del farmaco.
L’allerta dell’EMA e le nuove misure di sicurezza
Il Comitato di farmacovigilanza dell’EMA, il PRAC, si è riunito dal 6 al 9 luglio 2026. Ha deciso nuove misure per i farmaci a base di desogestrel ed etonogestrel. L’uso di questi contraccettivi è ora controindicato nelle donne con un meningioma in corso o pregresso. Le pazienti che li assumono dovranno essere monitorate per segnali sospetti. Tra questi: cambiamenti della vista, perdita dell’udito o ronzii, perdita dell’olfatto, mal di testa che peggiora, perdita di memoria, convulsioni o debolezza agli arti.
Se durante il trattamento viene diagnosticato un meningioma, il farmaco va sospeso subito, su indicazione del medico curante. L’EMA ricorda che il rischio può essere più alto in un caso preciso. Riguarda le donne che in passato hanno usato altri progestinici già collegati al meningioma, come ciproterone, nomegestrolo, medrossiprogesterone e clormadinone. Si tratta di una storia clinica che vale la pena riferire al medico prima di iniziare una nuova terapia ormonale. Non è la prima allerta su questo fronte: già nel dicembre 2025 la FDA statunitense aveva approvato un’etichetta aggiornata per il Depo-Provera, con un’avvertenza specifica sul meningioma. I meningiomi sono tumori rari e per il 90% benigni, ma dipendono in parte dall’azione del progesterone sui loro recettori: per questo motivo colpiscono le donne più spesso degli uomini. In Danimarca e negli Stati Uniti, ad esempio, la diagnosi di meningioma è più del doppio più frequente nelle donne rispetto agli uomini.
Cosa significa per chi usa la contraccezione ormonale
Nonostante i numeri sembrino allarmanti, gli esperti invitano a mettere il rischio in prospettiva. Il meningioma resta un tumore raro, quasi sempre benigno. Colpisce in media 5 donne su 1.000 nell’arco della vita. Con l’uso di medroxyprogesterone tra i 25 e i 44 anni, il numero sale a 6 su 1.000. È un aumento reale, ma di piccola entità in termini assoluti. Gli specialisti sottolineano inoltre che questi dati non riguardano la terapia ormonale sostitutiva della menopausa, che usa dosi molto più basse di progesterone.
Il messaggio degli esperti è chiaro: chi usa desogestrel, etonogestrel o medrossiprogesterone non deve interrompere la terapia da sola. La scelta va discussa con il ginecologo. Vanno considerate la storia personale e familiare di meningioma, e le eventuali alternative disponibili, come la spirale al rame o i metodi di barriera. Quando è necessario un progestinico, gli esperti consigliano la dose efficace più bassa possibile, per il tempo più breve necessario. Vale anche il confronto con i rischi di una gravidanza non pianificata, generalmente più alti di quelli legati alla contraccezione ormonale. Chi nota sintomi come mal di testa persistente, disturbi della vista o dell’udito, perdita dell’olfatto o debolezza a un braccio o una gamba dovrebbe parlarne con il medico. Questo vale indipendentemente dal tipo di contraccettivo usato, perché una diagnosi precoce rende più semplice la gestione del meningioma, quando necessaria.
Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo
Domande frequenti (FAQ)
È un tumore che origina dalle meningi, il tessuto che avvolge il cervello e il midollo spinale. Nel 90% dei casi è benigno e a crescita lenta, ma in base a dimensione e posizione può causare disturbi neurologici.
L’avviso di luglio 2026 riguarda i farmaci a base di desogestrel (pillola) ed etonogestrel (impianti e anelli vaginali). Il rischio aumenta con l’uso corrente e prolungato, oltre un anno.
Secondo lo studio danese su JAMA Network Open, l’iniezione di medroxyprogesterone (Depo-Provera) mostra il rischio più alto, 4,6 volte superiore. Pillole e spirali ormonali mostrano aumenti più contenuti, tra 1,5 e 1,7 volte.
No, non da sola. Gli esperti raccomandano di parlarne con il proprio ginecologo prima di qualsiasi cambiamento, valutando insieme rischi, benefici e storia clinica personale.
No. Gli esperti chiariscono che questi dati riguardano i contraccettivi, non la terapia ormonale sostitutiva della menopausa, che usa dosi di progesterone molto più basse.
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Fonti
“Meeting highlights from the Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) 6-9 July 2026”, European Medicines Agency. Leggi il comunicato
“Depo-Provera, Other Hormonal Contraceptives Linked to Brain Tumors”, Healthline, 15 luglio 2026. Leggi l’articolo
“Common Hormonal Contraceptive Linked to Risk of Rare Brain Tumor”, ScienceAlert, 11 luglio 2026. Leggi l’articolo





