Un consumo moderato di caffè e tè con caffeina potrebbe essere la chiave per rallentare il declino cognitivo e ridurre significativamente il rischio di demenza. Questa è la conclusione rivoluzionaria del più grande e lungo studio mai condotto sull’argomento, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica JAMA (Journal of the American Medical Association). La ricerca, guidata da un team di scienziati di Harvard, ha analizzato i dati di quasi 132.000 persone per oltre 40 anni, offrendo una nuova, promettente prospettiva sulla prevenzione di una delle condizioni più temute dell’invecchiamento.
I risultati principali: numeri che fanno sperare
Lo studio ha rivelato che i partecipanti con il più alto consumo di caffè con caffeina hanno mostrato una riduzione del rischio di demenza del 18% rispetto a coloro che ne consumavano poco o per niente. Risultati simili, sebbene leggermente inferiori, sono stati osservati per i bevitori di tè. [1] È importante sottolineare che questi benefici sono stati riscontrati specificamente con le bevande contenenti caffeina; il caffè decaffeinato non ha mostrato alcuna associazione significativa con la riduzione del rischio. [2]
I ricercatori hanno anche identificato una “dose ottimale” per massimizzare i benefici neuroprotettivi. L’associazione più forte è stata osservata con un consumo di circa 2-3 tazze di caffè con caffeina al giorno o 1-2 tazze di tè al giorno. Superare queste quantità non sembrava portare a benefici aggiuntivi, ma neanche a effetti negativi, consolidando l’idea di un effetto protettivo a livelli di consumo moderati. [1]
Le parole del Dott. Dong D. Wang
“Quando cercavamo possibili strumenti di prevenzione della demenza, abbiamo pensato che qualcosa di così diffuso come il caffè potesse essere un promettente intervento dietetico,” ha dichiarato il Dott. Dong D. Wang, autore senior dello studio e professore presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health. “Il nostro studio suggerisce che il consumo di caffè o tè con caffeina può essere un pezzo di quel puzzle.” [2]
Uno studio senza precedenti per scala e durata
La forza di questa ricerca risiede nella sua metodologia robusta. Combinando i dati del Nurses’ Health Study e del Health Professionals Follow-up Study, gli scienziati hanno potuto contare su un follow-up eccezionalmente lungo, fino a 43 anni, e su un campione vastissimo di 131.821 individui. Questo ha permesso di superare le limitazioni di studi precedenti, distinguendo chiaramente tra caffè con e senza caffeina e monitorando l’evoluzione della salute cognitiva nel lungo periodo. [1]
Un altro aspetto fondamentale è che i benefici sembrano essere universali, indipendentemente dalla predisposizione genetica. “Abbiamo anche confrontato persone con diverse predisposizioni genetiche allo sviluppo della demenza e abbiamo visto gli stessi risultati,” ha spiegato Yu Zhang, autore principale dello studio. “Questo significa che il caffè o la caffeina sono probabilmente ugualmente benefici per le persone con alto e basso rischio genetico.” [2]
Perché caffè e Tè fanno bene al cervello?
Sebbene lo studio dimostri un’associazione e non un rapporto di causa-effetto diretto, la comunità scientifica ha identificato diversi meccanismi plausibili che potrebbero spiegare questi effetti neuroprotettivi. La caffeina è il principale candidato: agisce come antagonista dei recettori dell’adenosina nel cervello, un meccanismo che ha dimostrato di ridurre l’infiammazione e il danno cellulare. [3]
Oltre la caffeina: il potere di polifenoli e antiossidanti
Oltre alla caffeina, caffè e tè sono ricchi di polifenoli e antiossidanti. Queste molecole combattono lo stress ossidativo, un processo legato all’invecchiamento e a molte malattie neurodegenerative. Studi precedenti hanno suggerito che i polifenoli del caffè possono aiutare a prevenire l’accumulo di placche beta-amiloidi, una delle caratteristiche principali della malattia di Alzheimer. [4] Allo stesso modo, le catechine presenti nel tè, in particolare l’epigallocatechina gallato (EGCG), sono note per le loro potenti proprietà antiossidanti e neuroprotettive. [5]
Conclusione
In un contesto in cui i trattamenti per la demenza offrono benefici limitati, la prevenzione attraverso lo stile di vita diventa cruciale. Sebbene una tazza di caffè non sia una cura miracolosa, questo studio monumentale la posiziona come un’abitudine semplice, accessibile e piacevole che può contribuire a una strategia complessiva per mantenere il nostro cervello in salute più a lungo.
foto:freepik
La redazione – Lavinia Giganti
FAQ
Lo studio suggerisce che la dose ottimale per ridurre il rischio di demenza è di circa 2-3 tazze di caffè con caffeina o 1-2 tazze di tè al giorno.
No, lo studio ha rilevato che solo le bevande contenenti caffeina (caffè e tè) erano associate a un minor rischio di demenza. Il caffè decaffeinato non ha mostrato benefici significativi in tal senso.
Sì, uno dei risultati più interessanti dello studio è che i benefici del consumo di caffè e tè sono stati osservati sia in persone con un alto rischio genetico di demenza sia in quelle con un basso rischio.
No. Lo studio mostra un’associazione con un minor rischio di sviluppare la demenza, non una cura. È uno strumento di prevenzione che può far parte di uno stile di vita sano, ma non può curare la malattia una volta manifestata.
La caffeina sembra essere il componente chiave, grazie ai suoi effetti antinfiammatori e neuroprotettivi. Inoltre, sia il caffè che il tè sono ricchi di polifenoli e antiossidanti, che combattono il danno cellulare e lo stress ossidativo nel cervello.
Per approfondire
Fonti
- L’importanza degli acidi grassi omega-3 nella dieta: benefici per cuore e cervello Ruolo protettivo degli omega-3 nel contrastare l’insorgenza di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Coffee and Tea Intake, Dementia Risk, and Cognitive Function: Lo studio originale pubblicato su JAMA il 9 febbraio 2026. Questa è la fonte primaria che stabilisce l’associazione tra consumo di caffè/tè e riduzione del rischio di demenza in un’ampia coorte con un lungo follow-up.
Drinking 2-3 cups of coffee a day tied to lower dementia risk (Harvard Gazette): L’articolo ufficiale della Harvard Gazette che commenta lo studio, includendo interviste e virgolettati diretti degli autori, fornendo contesto e interpretazione dei risultati.
Neuroprotective Effect of Caffeine in Alzheimer’s Disease (Molecules, 2022): Una revisione scientifica che analizza molteplici studi e riassume le prove sui meccanismi attraverso cui la caffeina esercita un effetto protettivo contro la demenza e l’Alzheimer.
Coffee polyphenols prevent cognitive dysfunction… (Neurobiology of Aging, 2020): Uno studio pre-clinico che dimostra come i polifenoli del caffè possano prevenire i deficit cognitivi e ridurre i depositi di placca amiloide, fornendo una base biologica per i risultati osservati nell’uomo.
Function of Green Tea Catechins in the Brain (Int. J. Mol. Sci., 2019): Una revisione che si concentra sui meccanismi d’azione delle catechine del tè (come l’EGCG) nel cervello, spiegando come questi composti possano sopprimere le disfunzioni cerebrali e proteggere i neuroni.





