CARDIOLOGIA e CARDIOCHIRURGIA – FIBRILLAZIONE ATRIALE

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FIBRILLAZIONE ATRIALE

A seguito di broncopolmonite circa 4 anni fa mia moglie ha avuto una FA parossistica  ai primi di giugno sempre  dopo broncopolmonite stesso problema,ora ogni tre o quattro giorni ha delle FA sta facendo cura con enapren 100 mg al mattino, frequil 1000 mg al mattino e clexane 6000 mattino e sera in attesa di piano terapeutico. Ogni volta ricovero in ospedale trattata con flebo di cordarone ma il problema finito l’effetto ritorna. Cosa posso fare?

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4 Answers

Dott. Mattia Glauber (anonymous) 0 Comments

Le broncopolmoniti sono verosimilmente una concausa che slatentizzano una ipereccitabilità di cellule atriali di conseguenza attivano i circuiti che portano alla fibrillazione atriale. Il consiglio è di escludere il ruolo di eventuali altre concause che possono dare fibrillazione atriale (disturbi valvola, disturbi ormonali, fumo, obesità etc) e considerare l’esecuzione di uno studio elettrofisiologico ed una eventuale ablazione transcatetere. Questa consente di isolare elettricamente le cellule che scatenano la fibrillazione. Ciò consente di non dipendere dalla terapia farmacologica, spesso inefficace..

Dott. Mattia Glauber

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Dott. Guidalberto Guidi (anonymous) 0 Comments

E’ ben ovvio che deve essere seguita da un cardiologo che valuti i motivi possibili della aritmia (età? grandezza atrio?) ed instauri una terapia per non farla ritornare.

La fibrillazione atriale, dopo qualche tempo sopportabilissima, è una aritmia emboligena e molto pericolosa perchè tutti i trombi che partono dal cuore vanno a finire nel cervello e la fibrillazione atriale è una delle maggiori cause di ictus.

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Dott. Guidalberto Guidi (anonymous) 0 Comments

Purtroppo senza ulteriori dati (es l’età della persona, ecg basale, ecocardiogramma ecc.) non posso esprimere alcun giudizio, anche se appare evidente una certa instabilità elettrica cardiaca, che verosimilmente richiede una terapia cronica specifica.

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Dott. Maurizio Di Biasi (anonymous) 0 Comments

Credo sia necessaria una valutazione cardiologica completa per poi eventualmente porre indicazione a studio elettrofisiologico e ablazione transcatetere della fibrillazione atriale in modo da prevenire le recidive di tale aritmia.

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