Dossier Salute

App calorie con l’intelligenza artificiale: sbagliano di quasi un terzo

Smartphone analizza con l’intelligenza artificiale le calorie di un piatto, evidenziando possibili errori nella stima.

Milioni di persone fotografano il piatto e affidano all’intelligenza artificiale il conteggio delle calorie. Sono convinte di avere così sotto controllo la propria alimentazione. Un nuovo studio presentato al congresso NUTRITION 2026 dell’American Society for Nutrition dimostra però che le app più popolari, MyFitnessPal, LoseIt!, CalAI e Appediet, sottostimano calorie e grassi. L’errore è di circa un terzo rispetto al valore reale dei pasti. In media mancano 250-345 calorie e 30 grammi di grassi a pasto: una differenza che può vanificare mesi di sforzi per chi segue una dieta dimagrante. La scoperta arriva mentre l’uso di queste app è quasi triplicato in meno di un decennio. Riaccende così il dibattito su quanto ci si possa davvero fidare della tecnologia in campo alimentare.

di Lavinia Giganti | Giornalista | Dossier Salute

In sintesi

  • Uno studio presentato a NUTRITION 2026, il congresso dell’American Society for Nutrition, ha testato quattro app di conteggio calorico basate su foto: MyFitnessPal, LoseIt!, CalAI e Appediet.
  • In media le app hanno sottostimato le calorie di 250-345 kcal a pasto e i grassi di circa 30 grammi, quasi un terzo in meno rispetto al valore reale.
  • I pasti testati sono stati preparati in una cucina metabolica del NIH Clinical Center, con ingredienti pesati al decimo di grammo per un confronto molto accurato.
  • I pasti più ricchi di grassi, come quelli delle diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati, mostrano l’errore di stima maggiore.
  • I ricercatori consigliano di non affidarsi solo alla fotografia del piatto, ma di correggere manualmente porzioni e ingredienti per stime più affidabili.

Come funzionano le app che contano le calorie con una foto

Le app di conteggio calorico basate sull’intelligenza artificiale funzionano in modo semplice, almeno in apparenza. Chi le utilizza fotografa il proprio pasto. Un algoritmo di riconoscimento delle immagini identifica gli alimenti presenti nel piatto e stima le dimensioni delle porzioni. Il sistema confronta poi questi dati con un database nutrizionale, per calcolare calorie, proteine, carboidrati e grassi. Non serve più cercare manualmente ogni alimento o pesare gli ingredienti: basta uno scatto, e l’app restituisce in pochi secondi la stima nutrizionale completa. È un meccanismo pensato per semplificare un’attività, quella del diario alimentare, che molte persone abbandonano proprio perché percepita come lenta e complicata.

Questa comodità ha reso le app di conteggio calorico estremamente popolari. Nel 2018 gli utenti abituali erano stimati tra 65 e 75 milioni nel mondo. Nel 2026 la cifra è salita a 175-200 milioni, un balzo trainato prima dalla pandemia e poi dalla diffusione dell’intelligenza artificiale applicata al riconoscimento del cibo. Per chi segue una dieta dimagrante, o gestisce una condizione come il diabete, questi strumenti sono spesso diventati un punto di riferimento quotidiano. Hanno in parte sostituito i tradizionali diari alimentari scritti a mano. Non sorprende quindi che un errore sistematico di stima possa avere conseguenze concrete sulla gestione del peso e della salute metabolica di milioni di utenti in tutto il mondo.

Lo studio: una cucina metabolica per mettere alla prova le app

A verificare l’affidabilità di queste app sul campo è stato un team del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, parte dei National Institutes of Health statunitensi. I ricercatori hanno utilizzato pasti preparati per uno studio più ampio sulla dieta chetogenica. Lo studio è condotto nella cucina metabolica del NIH Clinical Center, dove ogni ingrediente viene pesato con una precisione al decimo di grammo. Le fotografie standardizzate di 102 pasti sono state sottoposte alle quattro app. I risultati sono stati poi confrontati con i valori nutrizionali reali, noti con esattezza grazie al controllo di laboratorio.

Aaron Hengist, ricercatore del NIDDK, ha spiegato che le app di conteggio calorico basate su foto sono molto popolari. Lo sono soprattutto per chi cerca di gestire la propria salute o perdere peso. Ma la loro accuratezza, ha aggiunto, non era mai stata valutata in modo così rigoroso. Lo studio è stato presentato da Olivia Charles il 25 luglio, durante NUTRITION 2026. In media, le quattro app hanno sottostimato le calorie di 250-345 unità e i grassi di circa 30 grammi a pasto. MyFitnessPal e LoseIt! si sono dimostrate più precise sui pasti più calorici che su quelli più leggeri. Tutte e quattro le app, invece, hanno stimato i carboidrati con maggiore coerenza rispetto agli altri macronutrienti.

Perché l’errore pesa di più sui grassi (e cosa cambia per chi è a dieta)

Dopo la prima analisi, il gruppo di ricerca ha esaminato altri 200 pasti. L’obiettivo era capire quali fattori influenzano maggiormente la precisione delle app. I risultati preliminari indicano che i pasti a basso contenuto di carboidrati, tipici delle diete chetogeniche, sono quelli in cui l’errore di stima è più marcato. Questo accade perché contengono più grassi, l’elemento che le app faticano a quantificare con precisione dalla sola immagine. Un condimento, un filo d’olio o un formaggio grasso possono sfuggire facilmente al riconoscimento visivo. I carboidrati, invece, sono spesso alimenti dalla forma più riconoscibile, come pasta, pane o riso, e vengono stimati con maggiore coerenza dagli algoritmi.

Chi utilizza un’app di conteggio calorico basata su foto, senza correggere le porzioni o inserire manualmente gli alimenti, dovrebbe prendere i risultati con cautela. Lo ha avvertito lo stesso Hengist. Queste app tendono a sottostimare le calorie, soprattutto quelle provenienti dai grassi. Quello che si è realmente mangiato, quindi, è probabilmente superiore a quanto mostrato sullo schermo. I ricercatori suggeriscono di integrare il riconoscimento fotografico con metodi più tradizionali, come la pesatura degli alimenti o l’inserimento manuale delle porzioni. Va inoltre ricordato che i risultati sono stati presentati come abstract congressuale. Non hanno ancora completato il processo di revisione paritaria richiesto per la pubblicazione su una rivista scientifica, e vanno quindi considerati preliminari. Per chi segue una dieta, questo margine di errore non è un dettaglio trascurabile: può significare mesi di risultati sottostimati o sovrastimati.

Illustrazione/visual generata con AI a scopo illustrativo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da fonti autorevoli e hanno finalità divulgativa: non sostituiscono in alcun caso il parere del medico.

Domande frequenti (FAQ)

I ricercatori hanno analizzato quattro app molto diffuse: MyFitnessPal, LoseIt!, CalAI e Appediet. Tutte e quattro permettono di fotografare un pasto e ricevere una stima automatica di calorie e nutrienti.

In media le quattro app hanno sottostimato le calorie di circa 250-345 unità a pasto e i grassi di circa 30 grammi, un errore pari a circa un terzo del valore reale.

I grassi, come condimenti, oli o formaggi, sono più difficili da riconoscere e quantificare da una singola immagine rispetto ad alimenti visivamente più riconoscibili come pasta, pane o riso, stimati con maggiore coerenza.

Possono essere un buon punto di partenza, ma secondo i ricercatori è consigliabile correggere manualmente porzioni e ingredienti invece di affidarsi solo alla stima automatica generata dalla fotografia.

No, i risultati sono stati presentati come abstract al congresso NUTRITION 2026 dell’American Society for Nutrition e non hanno ancora completato il processo di revisione paritaria: vanno quindi considerati preliminari.

Per approfondire

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Fonti

Your AI calorie-tracking app may be off by 345 calories (26 luglio 2026). Leggi la fonte

Photo-based calorie-tracking apps fall short in estimating meal nutrition (26 luglio 2026). Leggi la fonte

Photo-Based Calorie-Tracking Apps May Underestimate Energy in Meals, comunicato ufficiale dell’American Society for Nutrition. Leggi la fonte

Sito ufficiale del congresso NUTRITION 2026, dove sono stati presentati i risultati dello studio (25-28 luglio 2026). Leggi la fonte

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