Vescica iperattiva, la soluzione botulino

Focus

Il botulino (o tossina botulinica) è ormai entrato nell’uso comune per curare diverse patologie. La maggior parte delle persone interpellate lo associa alla medicina estetica ed in particolare alle rughe, ma il botulino è utile, ad esempio, anche in ambito neurologico per intervenire sull’emicrania od oculistico per lo strabismo. Un utilizzo ancora poco noto e diffuso è quello in ambito urologico per trattare la vescica iperattiva o iper-riflessiva, cioè in sostanza problemi di incontinenza urinaria.

La vescica iperattiva idiopatica

Si tratta di un disturbo che condiziona pesantemente la vita di circa il 20% dei nostri connazionali in tanti aspetti, portando in molti casi fino all’isolamento sociale. Ci sono diverse condizioni patologiche che possono essere alla base di questo disturbo, ma in molti casi non è possibile identificare la causa sottostante alla sindrome della vescica iperattiva, definita di conseguenza “idiopatica”.

Ecco che da pochi anni è stato autorizzato il botulino di tipo A per questa forma di incontinenza, urgente e frequente, che non riceva risposta adeguata dai farmaci o che con essi non possa essere trattata per intolleranza/effetti collaterali.

Le infiltrazioni vescicali di botulino

La tossina botulinica viene somministrata ambulatorialmente attraverso cistoscopia tramite l’iniezione di piccole dosi di farmaco, variabili sulla base del preparato e del grado di incontinenza. Terminata la procedura, viene posizionato per 1-2 giorni un catetere vescicale, tempo variabile a seconda del tipo trattamento e della patologia di base del paziente.

Cosa succede dopo le iniezioni di botulino

E’ normale che nei primi giorni successivi l’urina possa risultare rosata o rossa. L’azione del botulino sarà graduale, arrivando alla massima espressione una settimana/dieci giorni dopo l’infiltrazione. A quel punto la sua efficacia è costante per circa 6 mesi.

L’effetto è quello di una paralisi transitoria della vescica che però si manifesta soltanto con la scomparsa dell’incontinenza e la riduzione della frequenza dello stimolo ad urinare. I risultati presenti in letteratura fino ad oggi disponibili sono ottimi. L’unica rara complicazione riportata è che la paralisi possa essere eccessiva al punto da bloccare la minzione e rendere necessario un cateterismo per un tempo superiore a quello programmato.

 

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