Vene varicose: prevenzione e cura con la TRAP

Vene varicose prevenzione e cura con la TRAP

Prevenire e curare le malattie venose oggi è possibile, senza necessariamente intervenire con l’eliminazione delle vene patologiche.

La TRAP, Tridimensional Regenerative Ambulatorial Phlebotherapy, ha l’obiettivo di rinforzare la parete delle vene, ripristinando la funzione valvolare con conseguente scomparsa di vene varicose, venule e teleangectasie capillari.

Interventi tradizionali

Prima dell’ideazione della TRAP gli unici modi per intervenire sulle vene varicose erano le tradizionali tecniche chirurgiche ed endovascolari, come laser, radiofrequenza, scleroterapia, scleromousse ecoguidata.

Queste tecniche, però, al contrario della TRAP, hanno lo scopo di eliminare le vene affette dalle varie patologie.

Cos’è l’insufficienza venosa

Le vene degli arti inferiori hanno il compito di riportare il sangue dalla periferia al cuore, agendo contro la forza di gravità.

Queste si ramificano su tre diversi livelli:

  • Profondo.
  • Superficiale.
  • Perforante.

Affinché la risalita del sangue venga garantita, all’interno delle vene sono presenti valvole unidirezionali, dette “a nido di rondine”, che impediscono il reflusso di sangue verso il basso.

Perché si manifesta

A causa di predisposizione familiare e/o abitudini come fumo, alimentazione sbilanciata, scarsa attività fisica, stazione eretta prolungata, la parete venosa si indebolisce, cede alla spinta della colonna ematica e si allarga.

Le valvole unidirezionali non combaciano più perfettamente provocando l’accumulo del sangue negli arti inferiori.

Questo provoca una ipertensione parietale dei vasi che, di conseguenza, si dilatano progressivamente diventando tortuosi (varici).

Tale ipertensione si distribuisce in tutto il sistema venoso causando, in superficie, anche la dilatazione dei vasi più piccoli (teleangectasie capillari).

La TRAP: soluzione e somministrazione

La TRAP consiste nell’iniezione, in tutti i vasi visibili sia a occhio nudo che con un transilluminatore, di una soluzione sclerosante molto ben tollerata e che non provoca la chiusura o restringimento del vaso.

La soluzione iniettata si distribuisce su tutti e tre i livelli del circolo venoso, stimola la parete dei vasi e la rinforza, diminuendone così il calibro e ripristinando la continenza valvolare.

L’efficacia della terapia è dose-dipendente e richiede diverse sedute, mediamente dalle 6 alle 10 per arto.

Il primo giorno di terapia l’iniezione viene eseguita partendo dalla regione mediale, nella seduta successiva si inietta la regione posteriore e nella terza seduta quella laterale dell’arto.

Dalla quarta seduta si ritorna ad iniettare la regione mediale e così via fino alla scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili.

Durante tutta la durata del ciclo terapeutico è consigliabile l’uso di calze elastiche che garantiscono un ottimo risultato, a lungo nel tempo, sia funzionale che estetico.

Effetti collaterali e controindicazioni della TRAP

La TRAP è una tecnica sicura, in quanto non sono noti importanti eventi avversi o significative complicanze ad essa collegabili.

Nelle zone trattate si formano spesso ematomi, causati dall’iniezione, che scompaiono nell’arco di 10-15 giorni.

Raramente possono comparire, nelle stesse aree, pigmentazioni cutanee che però scompaiono in poche settimane, spontaneamente o con l’ausilio di specifiche creme depigmentanti.

La flebite del vaso trattato può presentarsi in soggetti predisposti, ma si risolve facilmente con i giusti accorgimenti.

La TRAP non deve essere eseguita in gravidanza, durante l’allattamento e nei pazienti allergici al farmaco utilizzato (generalmente salicilato di sodio) o ipersensibili alla lidocaina.

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Dott.ssa Roberta Costanzo Medico Estetico

Dott.ssa Roberta Costanzo