Vaginiti

Glossario Medico

Le infiammazioni a livello della vulva e della vagina sono molto frequenti, in particolare con l’arrivo del caldo e della bella stagione.

Le cause più comuni di vaginiti sono:

– alterazione della flora batterica intestinale (stipsi, diarrea, alternanza, meteorismo);

– condizioni ormonali come carenza di estrogeni (menopausa) e utilizzo di estroprogestinici (la pillola anticoncezionale);

– trasmissione attraverso acqua (es. piscina), biancheria, abbigliamento. E’ noto come certi collant o jeans aderenti traumatizzino i tessuti e creino un terreno caldo-umido che favorisce l’infiammazione. Meglio quindi utilizzare biancheria di cotone bianco e indumenti morbidi, evitando i salvaslip;

– presenza di dispositivi intrauterini (spirale);

– stato immunitario deficitario;

– trasmissione dell’infezione a seguito di rapporti sessuali (spesso il partner non ha sintomi, quindi presunto sano).

Normalmente una serie di fattori naturali proteggono dalle infezioni microbiche, ad esempio la conformazione dei genitali esterni, il muco cervicale, lo spessore e la struttura della mucosa vaginale, il ph (l’acidità) della vagina e la presenza dei lattobacilli.

I lattobacilli sono i bacilli “buoni”, che permettono il mantenimento di una flora batterica vaginale equilibrata. Essi infatti mantengono il pH acido e producono acqua ossigenata che costituisce una autodifesa antimicrobica naturale.

I diversi microrganismi residenti variano in relazione all’età e allo stato ormonale della donna. In età fertile il ph vaginale è di 3.5-4.5 e predominano i lattobacilli; in menopausa la mucosa vaginale si assottiglia e il ph è neutro (intorno a 7), con notevole riduzione dei lattobacilli e maggior rischio di infezioni.

Indicazioni

La flora batterica vaginale, inoltre, dipende fortemente dalla flora batterica intestinale. E’ quindi fondamentale mantenere una buona funzionalità intestinale per evitare infezioni vulvo-vaginali. In caso di vaginiti/vaginosi ricorrenti è importante modificare lo stile alimentare per assicurarsi una buona flora batterica. Esistono diverse indicazioni in base al tipo di infezione e al tipo di “costituzione” della donna (secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ad esempio).

Inoltre ci si può aiutare con terapie locali o assunte per bocca, naturali o non.  Accanto ai comuni antibiotici e antimicotici, troviamo infatti terapie naturali quali olii essenziali e rimedi fitoterapici. Famoso è l’olio di malaleuca (tea tree) per le sue proprietà antimicotiche; è infatti molto utilizzato (sotto forma di ovuli o gel) nelle ragazze con infezioni vaginali da Candida recidivanti e spesso resistenti ai farmaci tradizionali (Mondello 2003). Anche l’olio essenziale di menta (Pietrella 2011) e di lavanda (D’Auria 2005) si sono rivelati essere efficaci antimicotici.

Tra i fitoterapici con effetti benefici sulle vaginiti, ricordo il succo di aloe, che ha proprietà antifungine (Bernardes 2012), oltre che di promozione della funzionalità intestinale. Come non citare poi la tintura madre di calendula, pianta amica delle donne. La calendula, infatti, tra le varie proprietà, annovera quelle antimicotiche e antinfiammatorie. Può essere assunta per bocca oppure utilizzata –diliuita in acqua- per impacchi locali, oppure si può acquistare già pronta sotto forma di ovuli e creme.

Altro rimedio efficace nelle vaginiti sostenute da Candida (ma non solo) è l’acido borico, soprattutto in caso di infezioni recidivanti, con schemi di assunzione ciclici.

Infine ricordo le preparazioni locali a base di lattobacilli, che riportano in equilibrio la flora batterica vaginale, soprattutto in caso di vaginiti batteriche.

Conclusione

Per concludere, è importante porre attenzione al tipo di detergente intimo utilizzato. Nella scelta bisogna tener presente prima di tutto il pH del detergente, che deve essere neutro (pH 7) in età prepubere e in menopausa, mentre si può scegliere un pH 3.5-4.5 in età fertile. Sarebbe meglio inoltre evitare detergenti troppo aggressivi con coloranti, profumi, etc. Da proscrivere è l’utilizzo del bagnoschiuma e addirittura è spesso meglio utilizzare solo l’acqua per lavarsi, soprattutto in caso di infiammazioni croniche/recidivanti.

Dott.ssa Chiara Marra

Dott.ssa Chiara Marra

Centro SOFIA

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