Turbinati ipertrofici, naso libero con la radiofrequenza

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Patologie allergiche, frequenti stati infiammatori, alterazioni climatiche, inquinanti inalati, l’utilizzo di vasocostrittori portano ad una condizione di ipertrofia dei turbinati inferiori.

Cos’è il turbinato nasale

Il turbinato è una formazione anatomica sita sulla parete laterale del naso, formata da uno scheletro osseo sottilissimo rivestito da tessuto spugnoso e mucosa. La sua funzione è quella di filtrare, purificare, umidificare e riscaldare l’aria che noi respiriamo.

Le patologie, le situazioni ambientali e le cattive abitudini sopra esposte causano un aumento volumetrico del turbinato, con conseguente sensazione di naso chiuso con secreto mucoso che scola in rinofaringe, sensazione di orecchio ovattato e russamento notturno.

Il paziente può inoltre manifestare faringite cronica, sinusiti ricorrenti e otite media catarrale.

Gli spray nasali peggiorano la situazione

La sensazione di avere il naso chiuso porta ad utilizzare di frequente spray nasali a base di vasocostrittore e/o cortisone, che a lungo andare peggiorano la situazione oltre a danneggiare l’organismo con pesanti effetti collaterali (ipertensione).

La radiofrequenza mini invasiva

Per questa patologia oggi esiste una terapia chirurgica “mini invasiva” che utilizza un elettrobisturi a radiofrequenza in anestesia locale.

Vengono prima posizionati nelle fosse nasali dei cotonoidi imbevuti di anestetico che sono già sufficienti a creare un buon effetto indolore. Dopo qualche minuto, si esegue una piccola infiltrazione di anestetico (quella tipica  dei dentisti) nel turbinato.

Il trattamento, ben tollerato dal 99% dei pazienti, dura circa cinque minuti e non è necessario posizionare alcun tamponamento. Il paziente viene dimesso dopo due ore e può tornare immediatamente alle sue normali attività.

Il decorso post intervento è tranquillo

Non si sono mai manifestati effetti collaterali o sanguinamenti nel post operatorio.

Dopo 10 giorni circa viene effettuata una visita di controllo per asportare le croste che si producono nel naso.

Presso l’Ospedale di Saronno sono eseguiti 250 interventi di questo genere ogni anno da più di 10 anni, al punto da aver accumulato una delle più grosse casistiche a livello nazionale ed europeo.

 

Dott. Francesco Grazioli

 

 

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