Telemedicina, il futuro è qui

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Parlare di telemedicina oggi sta diventando sempre più comune, grazie alle moderne tecnologie che consentono in molti casi il monitoraggio e lo scambio di informazioni a distanza. Vent’anni fa l’OMS codificava ufficialmente la telemedicina ponendo in risalto la sua grande utilità quando la distanza è un fattore critico ed è necessario garantire uno scambio di informazioni continuo, tra paziente e specialista e tra diversi operatori sanitari, per giungere a una diagnosi o per definire/valutare il trattamento di prevenzione e cura.

La telemedicina non va dunque considerata come una nuova disciplina medica, ma come una nuova modalità di fare ciò che si é sempre fatto in termini di assistenza e di cura al cittadino nella sua veste di paziente, quindi di erogare una prestazione sanitaria.

La telemedicina agli albori e i suoi sviluppi

Inizialmente sembrava già un grande progresso poter effettuare esami diagnostici da remoto e poi inviarli là dove sarebbero stati valutati da uno o più specialisti. In Cardiologia, ad esempio, le prime trasmissioni di elettrocardiogramma hanno rappresentato un grosso passo avanti per poter attivare protocolli diagnostico-terapeutici condivisi. Da allora (parliamo dei primi anni 70 del secolo scorso) l’evoluzione tecnologica ha consentito di scambiare dati pesanti in poco tempo e oggi di trasmettere un ECG dinamico secondo Holter, spedire un monitoraggio pressorio, fino anche una eco addominale o una ecocardiografia.

I vantaggi sono molti

Pensiamo ad esempio a chi vive in zone isolate e poco urbanizzate oppure a situazioni di emergenza come possono essere malori durante un trasporto aereo. In questi casi la telemedicina può intervenire nel gestire situazioni che altrimenti comporterebbero l’immediata ospedalizzazione del soggetto, magari dimesso pochi giorni prima, con un esborso economico per il cittadino e per la collettività che in certi casi potrebbe essere evitato.

I settori di applicazione e le prospettive

La telemedicina moderna è al servizio di numerose branche mediche, in primis la cardiologia, ma anche pneumologia, ortopedia, dermatologia, ostetricia, neurologia, oncologia, radiologia. Inoltre, sono diversi i soggetti sanitari e non che possono usufruirne: guardia medica, pronto soccorso, ambulanza, ambulatorio, casa di cura, ma anche fabbriche, centri sportivi, navi, scuole, istituti carcerari, oltre che ovviamente i singoli pazienti, anche monitorabili a distanza con device ad hoc.

Le prospettive future sono ancora più interessanti, ad esempio eseguire una visita completa da remoto oppure eseguire valutazioni ematochimiche a distanza senza sottoporre il paziente al prelievo.

 

Dott. Fabio Fincati