Tecarterapia, l’energia curativa è dentro di noi

Focus

Il settore dei trattamenti elettromedicali è in forte espansione e sempre più persone trovano soluzione a sintomatologie dolorose attraverso strumentazioni di ultima generazione, maneggiate da personale qualificato in centri autorizzati.

La Tecarterapia

Una tecnologia sempre più diffusa e in costante sviluppo in ambito fisioterapico e riabilitativo è quella realizzata grazie al macchinario denominato “Tecar”, da cui il nome “Tecarterapia”.

La caratteristica peculiare della tecarterapia è la stimolazione di energia direttamente all’interno dei tessuti infiammati, a differenza di ciò che avviene in altre terapie dove l’energia proviene dall’esterno. Essa è non invasiva e non dolorosa per il paziente.

Il meccanismo alla base della tecarterapia è la diatermia (dalle parole greche “caldo” e “profondo”), cioè appunto l’innalzamento della temperatura nei tessuti oggetto della terapia.

Il principio della Tecarterapia

Il nostro corpo è in grado di attivare processi riparativi e antinfiammatori naturali e la tecarterapia con la sua azione va a stimolare proprio questi processi, grazie alle cariche elettriche (ioni) presenti nei nostri tessuti che rimettono in moto adeguatamente la circolazione del sangue ed aumentano notevolmente la temperatura corporea oppure la riducono lavorando in modalità atermica.

Come funziona la Tecarterapia

La tecarterapia agisce in un raggio di radiofrequenze superiori a quelle che provocano le contrazioni muscolari. È sufficiente un solo elettrodo capacitivo o resistivo con il quale il fisioterapista massaggia la superficie interessata.

Ognuno dei due elettrodi è più indicato per tessuti con caratteristiche diverse:

  • capacitivo (più adatto per i tessuti molli con maggior presenza d’acqua come quello muscolare o connettivo, vasi sanguigni e linfatici)
  • resistivo (per tessuti con meno presenza d’acqua, come tendini, legamenti, articolazioni, ossa).

A volte durante la stessa seduta, di circa 30 minuti, si passa da un sistema all’altro. In genere, si programma un ciclo di 5-10 sedute, a seconda del beneficio avvertito, che sarà immediato e crescente nel corso del tempo e stando alle indicazioni del medico specialista.

Indicazioni e controindicazioni della Tecarterapia

Le patologie trattabili sono suddivisibili in tre gruppi principali:

1) articolari: distorsioni, versamenti, artosinoviti, sindrome da sovraccarico o da impatto, sindromi meniscali, condropatie, lombalgie;

2) muscolari: comprendenti lesioni con perdita di continuità I- III grado, mioentesiti, esiti fibrocicatriziali;

3) tendinee: costituite da tendinite acute e croniche, paratenoniti ed enteropatie.

Nonostante sia nota per la sua azione diatermica, la tecarterapia funziona anche a freddo. Ad esempio, sulla spalla essa funziona meglio in atermia.

Non ci sono controindicazioni particolari e la terapia non presenta effetti collaterali. E’ comunque da evitare per le donne in gravidanza, per i portatori di pacemaker o protesi metalliche e patologie oncologiche in atto (salvo diversa indicazione del medico specialista).

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