Stenosi uretrale: caratteristiche, cause, sintomi, terapie

FocusDifficoltà e anomalie di varia natura nella minzione possono essere dovute ad una stenosi uetrale. Non è la causa più frequente dei disturbi urinari, ma è da prendere in considerazione quando prima dell’esordio della sintomatologia si verificano particolari situazioni predisponenti.

Le caratteristiche

L’uretra è il canale tubolare attraverso il quale transita, fino a fuoriuscire, l’urina. Nell’uomo è il canale nel quale passa lo sperma fino a giungere all’eiaculazione. La stenosi uretrale, che può essere congenita o acquisita, consiste nel restringimento dell’uretra, al punto da rendere difficoltosa e dolorosa l’espulsione dell’urina. E’ molto più frequente nell’uomo rispetto alla donna.

Le cause

Le stenosi uretrali acquisite sono dovute a traumi o infiammazioni: fratture o traumi violenti nella zona delle pelvi (caso tipico è la caduta sul telaio della bicicletta), esiti cicatriziali da interventi chirurgici, infezioni da uso prolungato di catetere, malattie sessualmente trasmissibili, fino anche ad alcune malattie dermatologiche.

I sintomi

Il paziente manifesta più problematiche urinarie diverse: semplice difficoltà/dolore, stimolo frequente, scarsa quantità, gocciolamento post minzionale, mitto intermittente. Inoltre, sono possibili complicanze sottoforma di cistiti e prostatiti, ma anche fistole, diverticoli e calcoli. Una serie di esami prescritti dall’urologo e approfonditi gradualmente sulla base dei risultati saprà fornire l’esatta diagnosi di stenosi uretrale.

Le terapie

Quando la situazione non è più gestibile, l’unica terapia risolutiva di una stenosi uretrale è quella chirurgica. Si tratta di valutare quale adottare nell’ambito di tre opzioni, sulla base del grado di stenosi, l’età, il sesso e lo stato di salute del paziente.

La prima opzione prevede la dilatazione del canale uretrale, inserendo progressivamente cateteri di dimensioni sempre maggiori. In questo modo, si riesce in maniera graduale e non traumatica ad allargare l’uretra.

La seconda opzione, ideale per stenosi non gravi, è l’uretrotomia endoscopica, un intervento mini-invasivo che prevede l’incisione della stenosi mediante laser o bisturi al fine di riaprire l’occlusione uretrale. In attesa che l’incisione guarisca, un catetere provvisorio garantirà il mantenimento della pervietà del canale. In casi particolari legati alla salute del paziente, specie se molto anziano, è possibile una variante con inserimento di uno stent che rimane nell’uretra per mantenerla sufficientemente pervia.

 La terza opzione è l’uretroplastica, che consiste nella rimozione e ricostruzione del tratto uretrale colpito da stenosi. A seconda della gravità della stenosi, il chirurgo urologo potrà eliminare il tessuto obliterante per riconnettere poi i due lembi separati oppure, in casi molti avanzati, rimuovere la massa ostruente e, attraverso un trapianto di tessuto, in genere prelevato dalla bocca, andrà a ricostruire il tratto uretrale mancante. Si tratta di una procedura invasiva, che garantisce un buon successo, ma da eseguire in anestesia generale.

 

Dott. Giacomo Piero Incarbone