Rino-sinusite: cure e prevenzione

La rino-sinusite rappresenta un problema dal punto di vista clinico abbastanza comune che, in concomitanza all’aumento delle forme allergiche e della polluzione ambientale, colpisce molte più persone.

E’ un processo infiammatorio che coinvolge la mucosa del naso e dei seni paranasali; è la più frequente sequela del raffreddore comune o di rinopatie vasomotorie.

L’infiammazione della mucosa provoca gonfiore e restringimento dei seni paranasali ostacolando le vie di drenaggio e ventilazione. Tutto questo porta ad un accumulo di muco ed una alterazione della mucosa nasale che rende difficoltosa la respirazione e può predisporre ad infezioni batteriche.

Cause

Le cause sono multifattoriali. Allergia, asma bronchiale, malattie sistemiche, come la fibrosi cistica, ma anche fattori ambientali sfavorevoli possono rappresentare una causa di rino-sinusite.

Sintomi e tipologie

La sintomatologia è ampia e può comprendere una o più delle seguenti manifestazioni:

  • Ostruzione respiratoria nasale con congestione nasale,
  • Rinorrea,
  • Scolo di muco posteriore (post-nasal drip) a livello della gola,
  • Cefalea,
  • Iposmia (riduzione dell’olfatto),
  • Tosse,
  • Alito cattivo,
  • Ovattamento auricolare,
  • Febbre.

La rino-sinusite può essere acuta, cronica e ricorrente.

La rino-sinusite si definisce acuta quando ha una durata inferiore alle 6-8 settimane o di almeno 10 giorni e si risolve completamente dopo idonea terapia.

Si definisce ricorrente quando ha una frequenza superiore a 4 episodi acuti all’anno con alterazioni mucosali persistenti tra un episodio e l’altro.

Si definisce cronica quando la durata dei sintomi ha una durata superiore alle 8 settimane senza risoluzione completa e con successive riacutizzazioni.

Le forme acute sono di solito attivate da patogeni virali.

I batteri, invece, più frequentemente presenti e responsabili della sovrainfezione batterica delle forme acute e croniche sono lo Streptoccocco pneumoniae, Haemophilus Influenzae e la Moraxella catarrhalis.

Diagnosi

Le forme acute da un punto di vista sintomatologico sono caratterizzate, oltre che dall’ostruzione nasale (sempre presente), da almeno 2 dei sintomi sopra elencati.

Il dolore tipicamente è fronto-orbitario in corrispondenza della radice del naso (sinusite fronto-etmoidale) o a livello della guancia (sinusite mascellare)

La forma cronica, invece, di solito è caratterizzata da tosse o rinorrea ricorrente e con sintomi quali astenia, alterazioni delle fasi del sonno, sensazione di pesantezza del viso oltre che difficoltà della respirazione nasale e alterazione dell’olfatto.

La diagnosi strumentale è corredata di solito da una visita con fibre ottiche endonasali che mostrano i quadri caratteristici di edema della mucosa con eventuali polipi nasali e secrezioni muco-purulente dagli osti sinusali.

La TC del naso viene richiesta solitamente solo se la sinusite acuta è gravata da una complicazione orbitaria o endocranica o prima di programmare un intervento nelle forme croniche.

Cure

Per un ripristino delle funzioni ventilatoria e di drenaggio dei seni è fondamentale il lavaggio delle fosse nasali con soluzioni saline iso-toniche o iper-toniche, che hanno un effetto oltre che meccanico nell’eliminare il muco stagnante anche un buon effetto decongestionante.

Terapia medica

Se la rino-sinusite è batterica si rende indispensabile ricorrere all’uso di un antibiotico. L’impiego contemporaneo di vasocostrittori decongestionanti in spray si rileva di grande aiuto anche se utilizzabile solo per pochi giorni. L’utilizzo del cortisone può essere impiegato per aumentare l’effetto decongestionante ed infiammatorio sia in formula topica-locale (spray, inalazioni) che in formula sistemica (per bocca) nelle forme più sintomatiche.

Terapia chirurgica

La terapia chirurgica si riserva alle forme acute complicate o alle forme croniche recidivanti e si esegue, previa esecuzione della TC, sotto controllo endoscopico nasale, con l’obiettivo di ripristinare le vie di drenaggio e ventilazione dei seni paranasali in modo da evitare successivamente il ripresentarsi della sintomatologia.

Le forme croniche con poliposi nasali, soprattutto se associate a patologie polmonari tipo asma, costituiscono invece un capitolo diverso in relazione all’alto tasso di recidiva e presuppongono un trattamento plurimodale nel tempo dove l’intervento chirurgico interviene solo quando il quadro è significativamente compromesso e non risponde alla terapia medica.

Prevenzione

Una vera e propria prevenzione in realtà non esiste in quanto, come precedentemente visto, molte volte sono i virus, inizialmente (il raffredore comune), che possono innescare il processo acuto e da questo quello cronico, in modo particolare in quei soggetti che hanno già in atto patologie di natura allergica o di natura cronica a carico di altri organi (da alterate difese immunitarie), o che sono predisposti ad ammalarsi di rinosinusite (conformazione anatomica del naso).

L’importante è non sottovalutare i sintomi del banale raffreddore soprattutto se si protraggono più di 7-10 gg e ricorrere al proprio medico, o meglio specialista otorino, per iniziare una terapia diversa e più efficace.

Infine, anche la qualità dell’ambiente ed i cambiamenti climatici rivestono un ruolo importante nelle prevenzione di questa patologia.

Alberto Bozzolan

 

Dott. Massimiliano Nardone