Riabilitazione intensiva nella Malattia di Parkinson

Focus

La Malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa per diffusione ed interessa attualmente circa 6,3 milioni di persone.

Le stime numeriche di studi recenti prospettano che nel 2040 le persone interessate da questa malattia saranno 13 milioni.

La prevalenza della Malattia di Parkinson nella popolazione aumenta con l’aumentare dell’età; nella fascia dai 60 ai 69 anni è colpito lo 0,4% della popolazione, mentre dopo gli 80 anni l’1,9%.

Le cause e i sintomi della Malattia di Parkinson

Il 5-10% dei casi è causato da una mutazione genetica autosomica dominante o autosomica recessiva ad alta penetranza, ma nella maggior parte dei casi l’eziologia è complessa, dovuta all’interazione di fattori genetici e ambientali.

La riduzione dei neuroni dopaminergici nella pars compacta dalla substantia nigra dei nuclei della base è la causa dei sintomi della Malattia di Parkinson.

I sintomi non motori e i sintomi motori

I sintomi non motori precedono quelli motori ed essendo comuni a diverse patologie sono difficilmente associati alla Malattia di Parkinson.

La diagnosi, infatti, non avviene quasi mai in questa fase caratterizzata da:

  • ipo-anosmia (difficoltà a discriminare gli odori ).
  • Dolore/tensione agli arti (dolore alla spalla dove c’è la riduzione del pendolarismo).
  • Deficit soggettivi di funzione, affaticamento, sintomi disautonomici (stipsi, urgenza urinaria).
  • Gambe senza riposo durante la notte.
  • Depressione e disturbi motivazionali.

I sintomi motori iniziali compaiono dopo la perdita di gran parte dei neuroni dopaminergici e consistono in:

  • bradicinesia ( micrografia, difficoltà nei movimenti di precisione),
  • tremore a riposo ( intermittente, confinato ad uno o più dita di una mano),
  • rigidità di tipo a “ruota dentata” dopo prove d’attivazione, un lato del corpo è interessato dai sintomi mentre l’altro lato no ( esordio asimmetrico).

I sintomi cardinali della malattia

I sintomi cardinali della Malattia di Parkinson nella fase conclamata sono:

  • bradicinesia/acinesia,
  • rigidità,
  • tremore a riposo,
  • instabilità posturale,
  • disturbi del cammino.

La cura farmacologica per la Malattia di Parkinson

La cura farmacologica è la Levodopa, associata a dei farmaci inibitori delle carbossilasi periferiche per potenziarne l’effetto.

Gli effetti collaterali della Levodopa sono le fluttuazioni motorie nelle 24h e le discinesie.

E la riabilitazione che ruolo riveste nella Malattia di Parkinson?

La Riabilitazione riveste un ruolo, come dimostrano gli studi scientifici, sempre più importante per contrastare il progredire della malattia e mantenere più a lungo possibile una buona qualità di vita.

L’attività fisica aerobica promuove la plasticità neuronale. Si definisce aerobico un esercizio vigoroso e sostenuto che determina un incremento della funzione cardiovascolare migliorando l’ossigenazione e il flusso ematico cerebrale.

Questo tipo d’attività è importante sia come prevenzione della Malattia di Parkinson (ma anche per la prevenzione di molte malattie neurodegenerative e cardiovascolari), sia come cura della malattia stessa.

In particolare l’utilizzo del treadmill si è dimostrato efficace per migliorare il cammino e l’equilibrio, diminuendo il rischio di cadute.

La riabilitazione come mezzo per contrastare la perdita dei movimenti automatici

Il sintomo principale nella Malattia di Parkinson è la perdita dei movimenti automatici.

Si definisce automatismo la capacità d’effettuare un movimento semplice o complesso senza l’utilizzo dell’attenzione o sotto controllo della volontà.

Lo scopo principale della riabilitazione dei pazienti con Malattia di Parkinson consiste nel riapprendere il comportamento motorio automatico.

Questo avviene usando la componente volontaria che è rimasta integra attraverso esercizi compito-specifici, attraverso stimoli esterni visivi o uditivi che facilitino l’attivazione del movimento e attraverso esercizi con un numero di ripetizioni più alto rispetto a training motori standard.

Per stimoli esterni si intendono per esempio:

  • cue (spunto, segnale) visivo delle strisce sul pavimento che permettano di aumentare la lunghezza del passo e di migliorare la simmetria del cammino;
  • cue uditivo di un metronomo che faciliti la cadenza del passo normalizzando il cammino.

L’importanza della diagnosi precoce della Malattia di Parkinson

L’importanza di una diagnosi precoce, di un’attività aerobica quotidiana e di attività motorie specifiche rendono l’intervento riabilitativo indispensabile per rallentare il progredire della malattia, e per mantenere la qualità di vita migliore possibile.

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