Prevenzione dei tumori cutanei e ruolo del dermatologo

Focus

Il progressivo allungamento dell’aspettativa di vita, unita alla maggiore esposizione alla luce solare ed alle lampade abbronzanti, ha portato negli ultimi 20 anni ad un notevole incremento dei tumori cutanei sia di tipo melanoma (il tumore maligno dei melanociti, le cellule che ci forniscono la pigmentazione e che formano i nei) sia di tipo carcinoma basocellulare e spinocellulare, dovuti alla proliferazione di altri tipi cellulari della nostra pelle.

I dati più recenti

In base ai dati forniti nel 2012 dal Ministero della Salute, la probabilità di avere ciascuno di noi un tumore cutaneo nel corso della vita (considerata per convenzione statistica da 0 a 84 anni) è per il melanoma di 1 su 69 maschi e 82 femmine e per i tumori non melanoma 1 su 8 maschi e 14 femmine.  

I tumori cutanei costituiscono dunque le neoplasie più frequenti della popolazione di pelle bianca, soprattutto nell’età compresa fra i 40 e gli 80 anni.

Il caso Friuli-Venezia Giulia

In Italia si è evidenziato che la zona più a rischio è quella nord-orientale ed è soprattutto la regione Friuli-Venezia Giulia che ha i tassi più alti di mortalità per il melanoma: una possibile spiegazione di ciò potrebbe ritrovarsi nella predominanza in quella area di popolazione con pelle a fototipo chiaro.

Il monitoraggio fai-da-te

Dobbiamo quindi abituarci a tenere sorvegliata la nostra pelle per individuare al più presto qualsiasi modificazione: prima di coricarci, quando siamo nudi, spendiamo qualche minuto ad osservare le escrescenze cutanee ed i nei, in particolare nelle sedi nascoste come gli spazi interdigitali dei piedi, i genitali, il sedere e la schiena.

Se osserviamo l’insorgenza di una nuova macchia o la modificazione di una lesione già da tempo esistente o ancora notiamo lesioni che non cicatrizzano, dovremo rapidamente recarci dallo specialista Dermatologo per una visita.

La diagnosi precoce per melanoma è fondamentale

Ciò vale in particolare per il melanoma dove la diagnosi precoce ci può salvare la vita in quanto si tratta di un tumore molto aggressivo e pericoloso in cui l’asportazione chirurgica in fase iniziale è ancora l’intervento terapeutico di elezione.

Osserviamo dunque attentamente i nei avvalendoci dello schema A- B- C- D- E dove:

  1. sta per Asimmetria in quanto la forma di un nevo benigno è di solito regolare, circolare mentre quella del melanoma è irregolare;
  2. sta per Bordi, nel melanoma appunto frastagliati, indistinti;
  3. sta per Colore che nel melanoma è con diverse sfumature dal nerastro al rossastro nell’ambito dello stesso neo;
  4. sta per Dimensioni dove il melanoma aumenta sia di larghezza che di spessore;
  5. sta per Evoluzione in cui tutte le caratteristiche su elencate cambiano nel tempo.

Insorgenza e soggetti più a rischio per melanoma

Ricordiamo anche che il melanoma di solito insorge come nuovo neo già degenerato per la proliferazione anarchica di un melanocita alterato, mentre è più rara la trasformazione in melanoma di un neo già presente (i normali nei della nostra pelle sono considerati i tumori benigni del melanocita).

Le persone più a rischio per lo sviluppo di un melanoma sono quelle con pelle chiara e occhi verdi/celeste, quelle che hanno subito frequenti ustioni solari nell’infanzia e adolescenza, quelle che hanno numerosi nei e quelle che hanno una storia familiare o personale di melanoma.

Carcinoma basocellulare e spinocellulare

Diverso, ma non meno importante il discorso sugli altri più frequenti tumori cutanei, il carcinoma basocellulare ed il carcinoma spinocellulare, tumori maligni della pelle che di solito insorgono dopo i 40 anni e nelle zone fotoesposte.

Questi tumori restano confinati alla pelle per molti anni, ma se non vengono asportati si estendono e ulcerano la cute in modo distruente; soprattutto il carcinoma spinocellulare può anche metastatizzare a distanza negli organi interni.

Quindi, anche in questo caso, diagnosi precoce ed asportazione chirurgica precoce.

Fattori di rischio

In questo caso i fattori di rischio sono soprattutto:

  • una fotoesposizione cronica nel corso della vita,
  • l’eta’ avanzata,
  • un stato eventuale stato di immunodepressione per patologie intercorrenti od anche indotto da terapie farmacologiche.

Caratteristiche dei due carcinomi

Il carcinoma basocellulare, il più frequente, si presenta di solito come un piccolo nodulo che cresce molto lentamente e si ulcera al centro, sanguinando e ricoprendosi di croste: caratteristico il bordo rilevato ai contorni della lesione.

Il carcinoma spinocellulare si presenta spesso come una lesione ulcerativa che non rimargina a più rapido accrescimento.

Il ruolo del dermatologo

Tutte le persone dovrebbero dunque effettuare l’autoesame periodico della propria pelle per scoprire in tempo qualsiasi anomalia, soprattutto quelli con i fattori di rischio che abbiamo elencato, e meglio sarebbe eseguire un controllo specialistico annuale dal Dermatologo per una osservazione accurata dello stato generale della cute, delle sue neoformazioni e dei nei presenti.

Oggi il Dermatologo si avvale di apparecchiature di alta tecnologia per analizzare le lesioni cutanee, come il dermoscopio, collegato anche con smartphone e computer di ultima generazione, con cui può effettuare una specie di ecografia del neo o di qualsiasi altra lesioni della pelle, valutandone così la natura, memorizzare le immagini acquisite per confrontarle nei controlli successivi, decidere asportazioni mirate su lesioni a rischio o già degenerate.

Conclusione

Ricordate che la prevenzione è tutto: l’asportazione precoce di tumori cutanei quasi sicuramente è risolutiva, per cui effettuate l’autoesame della cute spesso ed una visita di controllo annuale dal Dermatologo, che sarà in grado di cogliere già i primi segni di una eventuale degenerazione.

 

Dott. Carlo Guidarelli