Peptidi biomimetici: ideali per ringiovanire il contorno occhi

Peptidi biomimetici ideali per ringiovanire il contorno occhi

Quando si parla di ringiovanimento del volto nell’ambito della medicina estetica, le maggiori note dolenti arrivano dal contorno occhi.

Quest’ultima è una zona molto delicata che, per caratteristiche anatomo-fisiologiche, è soggetta a fastidiosi inestetismi, cruccio di gran parte della popolazione femminile (e non solo!), quali rughe, borse e occhiaie.

Caratteristiche del contorno occhi

Il contorno occhi è caratterizzato da una cute molto sottile (0,3mm) con un minor numero di fibre elastiche e di collagene nella matrice del derma rispetto ad altre aree. Inoltre, esso presenta scarsa sottocute, ridotto numero di ghiandole sudoripare e sebacee ed una circolazione veno-linfatica piuttosto lenta.

Contorno occhi più sensibile all’invecchiamento

Queste caratteristiche rendono la zona perioculare più sensibile ai processi di invecchiamento ed al ristagno di liquidi interstiziali e di sangue. Infatti, è proprio in quest’area che compaiono le prime rughe (le celeberrime zampe di gallina). Antiestetici rigonfiamenti e fastidiosi aloni scuri si possono avere ugualmente in giovane età.

Perché la medicina estetica tradizionale non è soddisfacente sul contorno occhi

Il trattamento di questi inestetismi risulta complicato perché sulle rughe laterali i classici trattamenti di medicina estetica (filler, tossina botulinica, biostimolazione), possono essere soddisfacenti. Al contrario, sulla palpebra inferiore è facile incorrere in effetti indesiderati, senza peraltro garantire risultati sicuri e duraturi.

Rischi

I classici filler crosslinkati, posizionati a livello del solco lacrimale, richiamano localmente molta acqua e la tossina botulinica riduce ulteriormente il già scarso drenaggio linfatico, con il rischio di rigonfiamenti che possono durare anche settimane.

L’utilizzo degli aghi comporta un altissimo rischio di ematomi e le tecnologie laser e microdermoabrasive contemplano il rischio di retrazione della palpebra come effetto di una eccessiva fibrosi cicatriziale.

Insomma, il rischio di effetti collaterali è tale per cui i risultati ottenibili non lo giustificano.

Peptidi biomimetici, ideali per il contorno occhi

Da qualche anno, hanno fatto capolino sul mercato italiano innovativi prodotti iniettivi costituiti da peptidi biomimetici veicolati da acido ialuronico. I peptidi biomimetici sono sostanze di sintesi (cioè costruite interamente in laboratorio) di piccole dimensioni.

Come agiscono

Essi mimano e quindi si sostituiscono a quelle sequenze di aminoacidi presenti nei tessuti che con gli anni tendono a ridurre la loro funzionalità. Si legano in modo altamente specifico ai recettori delle cellule che regolano i processi biologici. Ogni peptide ha una propria missione da compiere, perciò agisce in un determinato modo su uno specifico target biologico. Può essere stimolante, ridensificante, riparatore, miorilassante, schiarente, rimodellante, lipolitico.

Grazie ad una tecnologia brevettata, è ora possibile apportare i peptidi biomimetici direttamente nel derma e/o ipoderma attraverso la via iniettiva. Associandoli all’acido ialuronico con funzione di sostegno, carrier e deposito protetto, si rendono immediatamente attivi nel sito di iniezione, enfatizzando la risposta e prolungandone l’effetto.

Come si sviluppa il trattamento a base di peptidi biomimetici

Nel caso del contorno occhi, la strategia terapeutica prevede due fasi:

  • riduzione della borsa adiposa: PROSTROLANE Inner-BSE, che contiene specifici peptidi lipolitici, viene iniettato con un ago sottile direttamente nel tessuto adiposo. Sono necessarie più sedute di trattamento a distanza di due settimane l’una dall’altra per raggiungere i risultati desiderati. Il numero varia da 2 a 6 a seconda delle condizioni di partenza. Il prodotto è biodegradabile e lentamente riassorbito nel tempo.
  • Riempimento del solco lacrimale: PROSTROLANE Natural-B, un biofiller a base di peptidi che stimolano la produzione di collagene, viene posizionato con una cannula a livello del solco lacrimale e delle righe perioculari. L’uso della cannula minimizza il rischio di ematomi ed il prodotto ha minimo rischio edemigeno perché, a differenza dei filler classici, non richiama acqua. Sono necessarie da 2 a 4 sedute eseguite a distanza di un mese l’una dall’altra.

Entrambe le procedure vengono eseguite in regime ambulatoriale, senza anestesia perché indolori e consentono la ripresa immediata delle normali attività. Come per tutte le terapie iniettive, potrebbero verificarsi leggeri arrossamenti e gonfiori transitori.

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Dott.ssa Roberta Costanzo medico estetico

Dott.ssa Roberta Costanzo