Osteosintesi: passato, presente e futuro del metodo Ilizarov

l'esperto risponde

Dott. Kirienko, ci racconti in breve la sua storia professionale?

Ho studiato il metodo dell’osteosintesi esterna direttamente in Siberia dal suo sviluppatore, il professor Ilizarov, e lo applico da più di 35 anni nella pratica, da oltre 25 in Italia.

Dirigo la Sezione dedicata ai fissatori esterni e all’allungamento delle ossa operante all’interno dell’Ortho Center presso l’Istituto Clinico Humanitas a Rozzano (MI).

Ho eseguito più di 3500 operazioni e pubblicato 3 libri, di cui uno dedicato proprio al metodo Ilizarov per il trattamento delle deformità complesse del piede e della caviglia.

Tale metodo è riconosciuto a livello internazionale per la sua originalità e utilità nell’esperienza pratica.

Il Dott. Kirienko con il suo libro dedicato al metodo Ilizarov

Dott. Kirienko, il metodo di Ilizarov è oggi ampiamente utilizzato nella pratica mondiale: qual è la sua unicità?

Sì, il metodo di Ilizarov ha ricevuto riconoscimenti a livello mondiale, ma non immediatamente, il suo percorso è stato molto difficile.

Gavriil Abramovich Ilizarov ha dimostrato che con una precisa stimolazione è possibile formare l’osso che vogliamo.

Il Dott. Kirienko con il suo maestro, Prof. G.A. Ilizarov

Prima del professor Ilizarov, si riteneva che il tessuto osseo fosse un tessuto morto, come un sasso, ma lui ha dimostrato la capacità dell’osso di crescere e rigenerarsi come qualsiasi altro tessuto.

Questa, ovviamente, fu una vera rivoluzione in Ortopedia.

Il dispositivo di fissazione esterna è stato inventato nel 1951 e fuori dall’allora Unione Sovietica questo metodo è stato appreso solo dopo il 1982.

E’ stato il famoso scalatore e viaggiatore italiano Carlo Mauri a promuovere il metodo in Occidente.

Lui di propria iniziativa è arrivato a Kurgan in Siberia per curare la pseudoartrosi ad una gamba, formatasi dopo una frattura. Mauri aveva la tibia accorciata di 3 cm ed una grave deformità, il piede equino.

Carlo Mauri con il Prof. Ilizarov a Kurgan dopo l’intervento nel 1981

Il professor Ilizarov lo ha guarito con il suo metodo. Mauri è tornato in Italia e ha raccontato ai medici di Lecco di questo medico sconosciuto al di fuori dell’Unione Sovietica, ma che curava con successo migliaia di persone.

Incuriositi da quanto appreso, i colleghi italiani hanno invitato Ilizarov per conoscere direttamente da lui i dettagli della metodo che porta il suo nome.

Ilizarov ha così iniziato a tenere famose lunghe lezioni prima in Italia e a poco a poco in molti altri Paesi.

Nel gennaio del 1982 a Lecco è stata fondata l’Associazione per lo Studio e l’Applicazione del metodo di Ilizarov (ASAMI), che organizza regolari congressi nazionali e mondiali dedicati a questa tecnica di osteosintesi transossea.

Come valuta la rilevanza del metodo di Ilizarov nella moderna traumatologia e ortopedia?

Oggi, questo metodo è utilizzato nella pratica clinica per il trattamento delle patologie più complesse in tutti i Paesi del mondo e sta avendo un notevole sviluppo.

Naturalmente, in determinate condizioni il metodo di Ilizarov non è sempre applicabile, perché ci sono altri nuovi metodi: ad esempio, le articolazioni possono essere semplicemente sostituite con protesi.

Risulta però indispensabile in patologie più complesse quali: displasie ossee, malformazioni congenite, difetti di statura e crescita, nelle fratture esposte, quando c’è un danno tissutale e la minaccia di infezione ossea (osteomielite), quando è molto pericoloso mettere placche, chiodi o protesi.

Il metodo di Ilizarov è insostituibile nel trattamento dei difetti post- traumatici: l’osso viene tagliato, per farlo crescere nella parte sana dell’osso, in un altro luogo lontano dalla lesione per colmare il difetto allungando l’osso non danneggiato.

Ha detto che il metodo si sta sviluppando: in che modo e in quale direzione?

La novità sta nel fatto che ora si stanno utilizzando sempre di più i fissatori esapodalici (a sei barre di connessione e correzione).

Sono dispositivi che aiutano ad ottenere un allungamento e correzione delle deformità delle ossa con maggiore precisione.

Questo è un sistema di fissazione transossea circolare basata sui principi di Ilizarov, ma i vantaggi di oggi sono che tutti i calcoli sono fatti usando un computer e particolari programmi.

Ai tempi di Ilizarov non c’erano computer.

I primi ad applicare questo principio tecnico innovativo, già usato nell’alta tecnologia, nella cura delle fratture e nelle correzioni sono stati i colleghi Americani.

Il Dott. Kirienko alle prese con un paziente

Ora questi dispositivi sono sempre più numerosi.

Per esempio in Russia il professor Leonid Solomin, dell’istituto Vreden a San Pietroburgo, ha inventato un proprio modello, che ha i suoi vantaggi in termini di applicazione e precisione di riposizionamento osseo.

Gli exapod (fissatori esapodalici) stanno diventando più comuni; in Italia utilizziamo sia modelli americani che russi.

Di recente, i colleghi italiani hanno ideato il loro dispositivo ed io lo sto utilizzando con ottimi risultati.

Fissatore esapodalico moderno

Questo metodo di Ilizarov è disponibile per tutti gli ortopedici?

I moderni strumenti di comunicazione tra medici aprono un accesso equo alle informazioni per quasi tutti, cioè una teoria può essere padroneggiata da molti.

Ma i dispositivi moderni costano molto denaro, il che limita la disponibilità del metodo.

Per esempio, ci sono i chiodi endomidollari, da posizionare all’interno dell’osso consentendone l’allungamento, che in Italia non possiamo essere usati quotidianamente perché sono molto costosi.

Un chiodo costa circa 10 mila euro!

I fissatori esterni per il metodo Ilizarov dove si fabbricano?

In generale, la maggior parte dei dispositivi è prodotta in Italia: buoni materiali, buon metallo, meccanica perfettamente sviluppata.

Negli altri Paesi l’accessibilità è limitata solo dalle capacità economiche del Paese stesso o del singolo paziente.

Secondo lei, quali sono le prospettive per il metodo di Ilizarov? Ci sono nuove tecnologie che potrebbero superarlo?

Al momento non vedo il rischio di una sostituzione completa di questo metodo.

Ha applicazioni abbastanza precise; ci sono sempre casi in cui la fissazione interna è impossibile, e quindi il dispositivo trova la sua applicazione. Ritengo continuerà ad essere così ancora per molto tempo.

Lei adesso tornerà in Russia, nella sua patria, a Kurgan per un appuntamento fisso: a cosa sarà dedicata la sua partecipazione al congresso letture di Ilizarov 2018?

Quest’anno il congresso è dedicato alle malformazioni congenite, mi hanno invitato a sostenere un corso con tante lezioni sul trattamento con i vari approcci delle deformità complesse del piede e di caviglia.

Condividerò la mia esperienza clinica utilizzando il metodo di Ilizarov con un apparato tradizionale e avanzato; parlerò delle difficoltà della sua applicazione e delle possibili complicazioni.

Questo è un metodo piuttosto complicato e, prima di assumersi la responsabilità del trattamento dei pazienti, è necessario studiare a lungo.

E’ molto importante spiegare ai colleghi tutti i dettagli tecnici in un ambito dell’ortopedia così complesso e particolare.

Dott. Alexander Kirienko