Odontologo forense, indispensabile per accertare responsabilità e danni odontoiatrici

l'esperto risponde

Dott. Vanuzzo, chi è l’odontologo forense?

L’odontologo Forense è solitamente un odontoiatra con una specifica formazione per la valutazione del danno biologico alla persona (in ambito odontoiatrico), la valutazione della responsabilità professionale nello stesso ambito (Odontologia Legale) ed il riconoscimento e valutazioni di età, sesso, razza, eccetera, di un cadavere (odontologia forense).

Per tali valutazioni, un odontologo forense deve avere specifiche competenze di diritto, etica e deontologia medica oltre alle competenze tecnico scientifiche indispensabili.

Di cosa si occupa nello specifico un odontologo forense?

L’odontologo Forense si occupa quindi nello specifico di valutare quale sia il danno economico derivante ad esempio da un incidente, o da un intervento di malpractice.

Può operare per conto di un paziente leso, per conto di una assicurazione o per conto di un collega al quale è stato chiesto un risarcimento, entrando nel merito anche della fondatezza della richiesta oltre che alla sua eventuale valutazione. Quindi, i principali ambiti di intervento sono quello infortunistico e quello della responsabilità medica-odontoiatrica (civile e penale).

Svolge poi un ruolo importante nel valutazioni del cadavere (i denti sono elementi molto resistenti alla decomposizione, fuoco, alluvione…) e sono figure fondamentali in ambito forense nel caso di disastri naturali che rendano difficile il riconoscimento per altre vie.

La consulenza può essere svolta anche per conto di tribunali?

Certo, l’odontologo forense può anche essere incaricato dal giudice, che lo sceglierà da un apposito registro nel quale deve essere iscritto come consulente tecnico d’ufficio incaricato dal tribunale (per dirimere una controversia o per eseguire un accertamento tecnico preventivo).

Quali sono le casistiche più frequenti nella sua esperienza?

Le casistiche più frequenti sono sicuramente quelle infortunistiche, che possono andare dall’incidente stradale, alla caduta del bimbo mentre giocava a scuola o in palestra. A questo proposito ricordo che le strutture scolastiche o ricreative sono di norma coperte da polizia assicurativa per indennizzare le famiglie nel caso di incidenti come questi, che richiedono però una attenta valutazione, perché anche piccole cadute potrebbero avere notevoli conseguenze in futuro.

Poi, con il fiorire di alcuni centri odontoiatrici low cost e di catene tipo franchising, sono in grande aumento le richieste di risarcimento di pazienti che, attirati dalle pubblicità, hanno ricevuto trattamenti che spesso non li hanno soddisfatti sul piano clinico o sul piano economico.

Discorso a parte meritano i trattamenti odontoiatrici eseguiti all’estero, dove, anche di fronte a interventi palesemente afflitti da errori (a volte anche con danni biologici considerevoli) spesso diventa molto complicato ed oneroso provare a far valere i propri diritti in ambito internazionale (soprattutto se extra-comunitario).

Quali consigli possiamo dare per evitare di incorrere in casi di “mala-odontoiatria”?

Spesso i contenziosi nascono dalla scarsa comunicazione odontoiatra-paziente. Perciò il mio consiglio è quello di cercare una struttura sulla quale si riponga massima fiducia, nella quale identificare una figura responsabile che vi accompagni durante la stesura e l’esecuzione del piano di trattamento (anche se eseguito da diversi operatori).

Certo, il tempo “investito” nella fase di valutazione preliminare ha un costo, ma è fondamentale che si crei una “alleanza terapeutica” tra un paziente ed il proprio odontoiatra.

Solo così si potranno raggiungere i migliori risultati, evitando incomprensioni (anche di fronte ad imprevisti che possono accadere in fase di trattamento) e fastidiose sequele legali post-trattamento.

Perché alla fine la maggior parte dei contenziosi non nasce da veri e propri episodi di “mala-odontoiatria”, ma dalla percezione di non aver ricevuto un trattamento adeguato alle aspettative, ai costi o a quanto proposto.

 

Dott. Nicola Vanuzzo