Nutrigenomica e Invecchiamento

Focus

La Nutrigenomica studia le interazioni tra i nostri geni ed i nutrienti: i nostri geni necessitano di venire “accesi” per essere in grado di funzionare e definire le caratteristiche del nostro organismo: aspetto, comportamento, benessere. Gli alimenti e specifiche supplementazioni nutrizionali sono in grado di regolare il corretto funzionamento dei nostri geni, influenzando quindi il nostro metabolismo ed il nostro stato di salute.

In questo contesto la nutrigenomica:

  • cerca di capire in che modo un alimento modifica il funzionamento dell’organismo a livello molecolare;
  • studia l’utilità e la sicurezza dei cibi e dei diversi ingredienti che possono influenzare la salute umana;
  • chiarisce i meccanismi molecolari alla base degli effetti del cibo sulla salute;
  • chiarisce i meccanismi molecolari alla base degli effetti degli integratori e dei singoli nutrienti sulla salute;
  • contribuisce ad evidenziare la predisposizione a determinati stati patologici o l’aumento del rischio di patologie (in termini di stima probabilistica rispetto alla popolazione generale).

Cosa significa invecchiare

L’invecchiamento rappresenta un processo di perdita progressiva delle capacità mentali e motorie, psico-fisiche ed estetiche nonché di un progressivo deterioramento delle funzioni di tutti gli apparati in particolare del sistema ormonale, cerebrale e di quello immunitario.

Sicuramente invecchiare è un processo fisiologico e naturale; è anche vero che è impossibile NON invecchiare. D’altronde è però altrettanto vero che è possibile intervenire attivamente sui meccanismi regolatori di questo invecchiamento: oggi con le armi attualmente a disposizione, un domani sulla base delle acquisizioni che la ricerca medico-scientifica andrà via via conquistando. L’invecchiamento è pertanto condizionabile.

Gli snip (SNP: single nucleotide polymorphism) possono influenzare la probabilità di contrarre patologie complesse in diversi modi, alterando ad esempio l’espressione dei geni e quindi causando maggiori o minori quantità di una determinata proteina rispetto alla norma. Oppure possono alterare l’efficienza delle proteine prodotte e dunque provocare la produzione di proteine che non ‘funzionano’ come dovrebbero. La positività verso specifici polimorfismi indica solo la predisposizione genetica che può aumentare il rischio relativo dello sviluppo di una patologia. I test genetici non predicono la presenza di una malattia, ma individuano fattori di rischio contro i quali incentrare i successivi momenti terapeutici di carattere preventivo.

Parlare di Medicina Preventiva

La medicina preventiva nasce infatti con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in termini di salute e benessere psico-fisico, permettendo all’essere umano di mantenersi attivo e in salute fino al limite massimo programmato dal suo codice genetico. Il suo obiettivo è quindi identificare l’età biologica per rallentare il fisiologico processo di decadimento fisico e cerebrale.

 

Dott. Damiano Galimberti

Dott. Damiano Galimberti