Novità sui materiali delle protesi d’anca

Focus

Ormai sono sempre più i pazienti che chiedono notizie sui materiali che compongono le protesi d’anca…facciamo un po’ di chiarezza sui pro e contro di ciascuno di loro.

Le componenti di una protesi d’anca

Per cominciare partirei con lo spiegare le varie componenti di una protesi d’anca. L’articolazione dell’anca è costituita da due elementi principali: uno del bacino e uno del femore. Quello del bacino si chiama acetabolo e ha la funzione di accogliere e contenere la testa del femore; entrambi sono normalmente rivestiti di cartilagine, che si usura completamente in questi pazienti affetti da coxartrosi.

Nel corso dell’intervento sarà quindi necessario rivestire o sostituire entrambe le componenti, sia quella acetabolare che quella femorale. Sull’acetabolo normalmente si andrà a incastrare un cotile emisferico in titanio la cui superficie viene trattata con varie metodologie allo scopo di renderla porosa in modo da facilitare la completa adesione tra osso e protesi.

I nuovi materiali

Ultimamente sto utilizzando un materiale più performante, il tantalio, la cui struttura è molto simile all’architettura trabecolare dell’osso, caratteristica che favorisce una immediata e più duratura adesione. E’ un materiale più costoso del titanio e quindi si utilizza solo in casi particolari. Anche a livello femorale, in cui la componente protesica prende il nome di stelo, si utilizza principalmente il titanio.

Qui la differenza è data dal design dello stelo che può essere più o meno invasivo sul canale femorale. Grande importanza per limitare al massimo l’usura della protesi è rappresentata dai materiali che costituiscono le superfici di scorrimento durante il movimento dell’anca. Le due superfici che si affronteranno saranno quindi la testina dello stelo che scorre all’interno dell’inserto del cotile.

Immagine 1

La testina può essere in metallo, ceramica o oxinium,  il materiale che utilizzo principalmente. L’oxinium è una lega costituita per la maggior parte da zirconio ossidato e in minor quantità da niobio.

Viene trattato a elevatissime temperature in modo che la superficie si “ceramizzi” acquistando le proprietà di scorrevolezza e resistenza all’usura della ceramica e mantenendo il “cuore” con la resistenza del metallo. Infatti, le critiche finora fatte alla ceramica riguardano la sua potenziale fragilità e quindi possibilità di rottura.

Quelle invece fatte al metallo sono riguardanti l’elevata quantità di ioni metallo presenti nel sangue, causata da quello che si chiama fenomeno della metallosi. Con la testina in oxinium si evitano entrambe le problematiche. Questa testina si articola con un inserto in polietilene reticolato e cross-linkato di ultima generazione. Questo accoppiamento è denominato VERILAST (immagine 1) che da studi in vitro ha una durata di oltre 30 anni.

immagine 2

L’intervento di rivestimento

E’ doveroso fare un discorso a parte per quello che è l’intervento di rivestimento (immagine 2) della testa femorale che non viene tagliata bensì ricoperta da una coppa in metallo.  Date le precise indicazioni per questo tipo di intervento, che è destinato solo agli uomini, si riesce a bypassare il problema del rilascio di eccessive quantità di ioni metallo grazie alla notevole grandezza della testa femorale nel maschio.

Studi scientifici hanno infatti dimostrato che utilizzando rivestimenti maggiori di 48 mm (diametri che si riscontrano in quasi tutte le teste femorali dell’uomo) si sono praticamente azzerate le complicanze legate a questo tipo di materiale.

 

Dott. Pierantonio Gardelin

Dott. Pierantonio Gardelin