Noduli al collo: quando insospettirsi?

l'esperto risponde

Dottor Savio, come fare per accorgersi della presenza di noduli?

Per evitare allarmismi, diciamo subito che nella maggior parte dei casi si tratta solo di un’infiammazione, ma i noduli al collo possono avere cause molteplici e differenti, ecco perché è sempre bene non sottovalutarli. Quando ci osserviamo allo specchio, notando rughe, brufoli o quant’altro, dovremmo avere l’abitudine di palpare anche il collo per verificare al tatto se tutto appare normale. Potremmo infatti imbatterci in neoformazioni come, ad esempio, le tumefazioni del collo (ovvero rigonfiamenti più o meno estesi nella zona tra la testa e il torace, detti anche appunto “noduli”). Di primo acchito è naturale spaventarsi e porsi domande in un’escalation di angoscia.

 E quindi a quel punto come si dovrebbe reagire?

Farsi prendere dal panico, come in ogni situazione, è sbagliato e controproducente anche perché, fortunatamente e come accennato all’inizio, nella maggior parte dei casi una tumefazione del collo non è nulla di grave. Quasi sempre si tratta di un linfonodo infiammato che ha reagito ad un’infezione recente (ad esempio per un problema odontoiatrico o una tonsillite comune). Altre volte ci si può trovare di fronte a un nodulo tiroideo, diffusissimo, o a una formazione di calcoli in una delle ghiandole salivari (cioè l’aggregazione di cristalli di calcio normalmente secreti dalla saliva che possono depositarsi a causa di anomalie dei dotti salivari, infezioni della bocca, disidratazione), oppure, in alcuni casi, a una patologia congenita (come la cisti laterale del collo o del dotto tireoglosso).

Però in certi casi può trattarsi di qualcosa di più grave o no?

Certamente. Purtroppo tali tumefazioni possono anche essere metastasi di tumori nati in altre sedi, oppure possono essere spie di patologie serie come il linfoma (un tumore dei linfonodi). Per questo motivo le tumefazioni del collo non vanno mai sottovalutate!

Una buona regola prevede che, se questi noduli persistono per un periodo superiore alle tre settimane, ci si rivolga al medico di base che indirizzerà subito dallo specialista (solitamente viene richiesta una visita dall’otorinolaringoiatra), che a sua volta prescriverà tutte le indagini per la formulazione di una corretta diagnosi.

Cosa bisogna evitare?

Oltre all’inutile allarmismo, bisogna assolutamente evitare, nel caso delle tumefazioni del collo, come in generale nella scoperta di noduli in altre zone del corpo, la medicina “fai da te”. Il compito dei “non addetti ai lavori” è quello di controllare il proprio corpo e notare se ci sono variazioni e trasformazioni, non quello di fare autodiagnosi. L’improvvisazione può costare cara ed è bene sempre rivolgersi ai professionisti: il medico di famiglia è il primo punto di riferimento, anche per ridurre lo stato d’ansia provocato dalla scoperta di “qualcosa di nuovo nel collo”.

Ci sono dei sintomi da cogliere e quali esami sono opportuni in questi casi?

I sintomi dovuti alla presenza di un nodulo sono frequentemente legati alla presenza della massa stessa: ad esempio, sensazione di ingombro e difficoltà nella deglutizione. A questi spesso si associano i sintomi tipici dell’infezione (dolore, calore, rossore e febbre). Altre volte, invece, i noduli sono assolutamente asintomatici. Nella maggior parte dei casi, gli esami del sangue prescritti dal medico sono sufficienti a stabilire una diagnosi; solo in alcune situazioni particolari sarà necessario eseguire esami più approfonditi e invasivi come l’ecografia, la TC, la risonanza magnetica nucleare, l’agobiopsia (ovvero il prelievo di un campione di tessuto con un ago cavo) o la biopsia chirurgica del nodulo.

Come si curano?

Non esiste una cura che vada bene per qualsiasi nodulo del collo. Dipende dalla natura della tumefazione. Nel caso di processi infiammatori, i più frequenti, è indicata una terapia antinfiammatoria da sola o in associazione con antibiotici (solo però se prescritti dal medico). In caso di noduli dubbi può essere utile sottoporli a un ago aspirato, metodica minimamente invasiva che consente il prelievo di alcune cellule contenute nel nodulo per poterle analizzare e ottenere informazioni precise sulla loro natura.

Dott. Tommaso Savio

Dott. Tommaso Savio